Una stalla con terreno e sette fabbricati a Picanello e e altri due a Mascali; una tabaccheria e una sala giochi nel quartiere; una società che si occupava di pesca e nove beni mobili registrati, oltre a numerosi rapporti bancari e postali: sono questi i beni sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione della Procura etnea, nel popoloso quartiere al centro della città, noto come “quartier generale” dei Morabito. Anche il Motopesca denominato “Fortunata”, ormeggiato ad Ognina e confiscato nel maggio del 2013, durante un’operazione di Polizia nel Canale d’Otranto, per contrastare il traffico di droga tra i paesi balcanici e le organizzazioni mafiose pugliesi e siciliane è stato oggetto di sequestro

L’ingente patrimonio è il frutto di attività illecite che hanno rivelato un collegamento tra Albania, Grecia e Catania.
“Un dato molto importante da sottolineare -ha dichiarato infatti  Renato Panvino, direttore della DIA di Catania e 1° dirigente della Polizia di Stato- è il ponte diretto tra l’Europa e il capoluogo etneo per il traffico di sostanze stupefacenti, a dimostrazione del fatto che la mafia ha rapporti con organizzazioni criminali straniere”.

I beni sono stati sequestrati ai fratelli pluripregiudicati Angelo, Antonino e Rocco Morabito, attualmente detenuti, ai vertici dell’omonimo clan affiliato alla famiglia mafiosa di “cosa nostra” catanese Santapaola-Ercolano e attivo nell’area di Picanello con diramazioni in tutto il territorio nazionale e in Europa.

I vertici del gruppo criminale riportano condanne in primo e secondo grado per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, rapine e ricettazione.
Già nel 2006, erano stati sequestrati dalla DIA, i beni ad un altro dei fratelli Morabito, Roberto, condannato in via definitiva per tentato omicidio, diverse rapine tra Catania e la Toscana, usura ed estorsione.

Sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Cristaudo, cognato di Angelo Morabito, la DIA è riuscita a risalire ai numerosi beni immobili e alle imprese, grazie ad approfonditi accertamenti reddituali e patrimoniali nei confronti dei soggetti facenti parte del nucleo della famiglia “Morabito”.

Angelo Morabito, era già stato arrestato con altre 5 persone per traffico di droga, nel novembre 2016, quando all’interno di un residence di Mascali a bordo di un camion e di un autocarro, era stato trovato dalle forze dell’ordine, un carico di circa 1.000 kg di marijuana proveniente dall’Albania.

Le indagini patrimoniali eseguite dalla DIA di Catania hanno permesso di ricostruire l’evoluzione del patrimonio, anche illecito, dei Morabito per oltre dieci anni ed hanno consentito di accertare una notevole sproporzione tra le fonti dichiarate e i beni direttamente o indirettamente posseduti, beni che evidentemente sono stati acquistati con somme derivanti dalle attività illecite esercitate dal gruppo criminale.