Momentaccio nerissimo per Massimo Buscema che aveva superato la storia della “piscina abusiva”, le polemiche per l’operazione “fondazione a vita”, persino il coinvolgimento nelle ambizioni politiche della moglie Ersilia Saverino miseramente naufragate al seguito di Enzo Bianco lo scorso 10 giugno. Ma mentre si attendono gli esiti del inchiesta penale (pare non solo una) aperta sull’affaire dell’acquisto ultra milionario della nuova sede dell’Ordine, ecco che il 6 giugno, stando alle versioni più accreditate da altra stampa, scende dalla macchina e manda all’ospedale col naso rotto un pedone che aveva rischiato di investire mentre guidava forse distratto dal cellulare. E adesso, sommando una serie di circostanze controverse che lo coinvolgono, qualcuno pensa ad un procedimento disciplinare a tutela del decoro dell’Ordine…

Il fatto si svolge nei pressi di piazza Europa.

A metà pomeriggio un giovane commercialista 35enne sta attraversando la strada quando sta per piombargli addosso una potente BMW.

Il denunciante, come riferirà nella sua denuncia alla polizia, riesce a scansare l’auto per miracolo e, avendo notato il guidatore parlare al telefono mentre era alla guida, gli lancia contro le più classiche imprecazioni da strada.

Scena purtroppo abbastanza quotidiana che in genere si risolve in uno spavento, se non fosse che il tizio alla guida, piuttosto che alzare la mano in segno di scusa come si fa nella maggior parte dei casi quando si sta per investire un pedone (che ha sempre ragione) e si ha un minimo sale in zucca, decide di bloccare la macchina e scendere per chiedere conto e ragione dell’imperdonabile offesa: rusticano.

Da lì la colluttazione con esito finale: il pedone finisce all’ospedale con il setto nasale rotto ed un forte trauma che gli comportano una prognosi di ben 30 giorni, cosa che fa scattare la denuncia con le lesioni che si annunciano gravi.

In pratica cronaca più o meno normale di una città ormai esaurita: ma uno dei protagonisti, addirittura il presunto aggressore è personaggio noto, notissimo, ed il fatto diventa subito “politico” con la concreta possibilità che comporti effetti anche al di fuori delle aule penali che presto gli si apriranno innanzi: è Massimo Buscema, presidente pro tempore dell’Ordine dei medici di Catania.

Personaggio controverso, che nell’ultimo periodo si è trovato al centro di alcune vicende che stanno facendo storcere il naso a più di uno dei medici da lui rappresentati.

Già negli anni scorsi era balzato agli onori della cronaca per una strana vicenda legata alla sua bella villa con parco al centro di Catania catastata come alloggio popolare e nella quale aveva tentato di costruirsi persino una piscina abusiva.

Villa che ha in comproprietà con la moglie Ersilia Severino, attrice-dipendente statale, che sino a qualche giorno fa è stata consigliera comunale a Catania e persino designata assessore dal sindaco perdente Enzo Bianco: candidata nella lista degli assessori uscenti di Bianco, Primavera per Catania, è stata travolta dal suo clamoroso flop risultando non eletta.

Ed è proprio la “carriera politica” della moglie a dare più di un dispiacere a Buscema, non solo per l’ultimo disastroso risultato quanto per il fatto che molti medici non ne hanno gradito l’esposizione con tanto di adunate “professionali” e la partecipazione ad incontri elettorali.

Prima ancora la stranissima vicenda della “fondazione” che alcuni presidenti provinciali dei vari ordini provinciali hanno tentato con la contestatissima previsione di “incarichi a vita” per i presidenti in carica al momento della costituzione: manie di grandeur.

Certo, la storia più complicata, e dagli esiti tutti da scrivere, quella legata all’acquisto milionario delle mega ville di via Galermo da adibire a sede dell’Ordine di Catania, per la quale i professionisti stanno già pagando da 18 mesi (e pagheranno anche i loro figli), che doveva essere già pronta da tempo e di cui non si ha alcuna notizia: su quest’affaire sarebbero aperti almeno un paio di fascicoli presso la procura della Repubblica di Catania. A tal proposito interessante notare come dal sito dell’Ordine di Catania dedicato all’Amministrazione Trasparente risultino pubblicate le “determine presidenziali” relative agli anni 2017 e 2018 mentre sono stranamente omesse quelle relative all’anno 2016: misteri informatici!

L’ultimo scivolone la pessima gestione dell’orribile caso della dottoressa aggredita e violentata in guardia medica a Trecastagni: il presidente Buscema è stato messo pesantemente sotto accusa in diretta nazionale dalla trasmissione de La7 “Non è l’Arena”,( di cui proponiamo il video in calce) durante la quale Massimo Gilletti ha dato manforte alla stessa dottoressa e ad altri colleghi che hanno accusato Buscema di assoluta inerzia in tutti questi anni nei confronti delle istituzioni, arrivando all’incresciosa decisione di non costituire l’Ordine parte civile nel processo al violentatore della dottoressa Serafina Strano.

Insomma, tutte circostanze che stanno mobilitando i medici catanesi, adesso davvero pronti a chiedere l’intervento del Ministro per la Salute, Giulia Grillo, peraltro catanese medico e già firmataria nella scorsa legislatura di una interrogazione parlamentare sulla gestione dell’ordine, quindi ben consapevole della situazione, e dell’ordine nazionale considerata l’esposizione che l’intera categoria sta subendo in maniera tale da metterne seriamente a rischio la reputazione, essendo la domanda ormai pressante: “Ma da chi siamo rappresentati?”