Nuova udienza per il duplice omicidio dei coniugi Solano di Palagonia. La difesa dell’imputato, Mamadou Kamara, sostenuta dal penalista Gianna Catania, ha richiesto che vengano dichiarate nulle le perquisizioni effettuate nell’alloggio dell’ivoriano accusato dell’efferato duplice omicidio, allora ospite del Cara di Mineo. All’epoca dei fatti l’imputato non venne informato del mandato emesso dalla Procura di Catania. L’avvocato della famiglia Solano: “Effettueremo le dovute verifiche”. Prossima udienza fissata per il 12 ottobre 2017

Il processo del duplice omicidio di Vincenzo Solano di 68 anni e la moglie Mercedes Ibanez di 70 si sta celebrando davanti al giudice Maria Concetta Spanto della Corte D’Assise. La coppia venne brutalmente uccisa nella notte del 30 agosto del 2015 dal presunto killer Mamadou Kamara, ospite del C.A.R.A di Mineo.

Nella prima fase dell’udienza è stato sentito Giacomo Iurato, all’epoca dei fatti dirigente dell’ufficio immigrazione del centro d’accoglienza. L’uomo durante la sua deposizione ha confermato che l’ivoriano Kamara è arrivato nel centro qualche mese prima del delitto, durante il quale il ragazzo ha goduto della possibilità di uscita e rientro incondizionato. Il dirigente ha inoltre sottolineato che tale possibilità era stata data anche ad altri ospiti, i quali molto spesso si assentavano per giorni.

Determinante è stata però la testimonianza resa da Giovanni Cacisi, della squadra mobile di Catania. Il poliziotto, insieme al collega Zuccarello, attualmente escluso dalla lista dei testi, nei giorni successivi all’omicidio aveva perquisito l’alloggio di Mamadou Kamara, questa volta presente in aula.

“Oggi abbiamo avuto modo di ascoltare tre nuovi testi. Le persone chiamate in aula sono gli operanti che durante le indagini si sono occupati di effettuare le varie perquisizioni nell’alloggio di Mamadou Kamara, mettendo in atto i dovuti sequestri”, spiega il difensore della famiglia Solano, Francesco Manduca.

Durante la deposizione del teste l’avvocato Gianna Catania, difensore del presunto Killer, ha sottolineato come il verbale di perquisizione emesso dalla Procura di Catania non sia stato mai notificato al ragazzo ivoriano né tanto meno al suo legale. Il provvedimento, redatto il 2 settembre 2015 e messo in atto il giorno dopo, secondo la difesa, è stato notificato solo al direttore del C.A.R.A. Il giorno della perquisizione erano state trovate alcune magliette, una collana e i documenti attestanti la richiesta di asilo politico fatta dal ragazzo. In quell’occasione, inoltre, è emerso che Kamara in realtà occupava un altro alloggio e non quello che gli venne assegnato al suo arrivo.

Il penalista Catania ha richiesto al giudice Spanto che tale perquisizione venga attestata come nulla, proprio per l’assenza di notifica, e che il poliziotto Zuccarello venga reintegrato nella lista dei testi fondamentali per approfondire i fatti.

“La difesa -prosegue il legale Manduca- ritiene nulla l’acquisizione degli elementi  acquisiti durante quella perquisizione. La prossima udienza, quando verranno ascoltati altri testi, ovvero altri funzionari e due periti, scopriremo se la Procura di Catania presenterà le notifiche ai soggetti interessati”.

La prossima udienza è fissata per il 12 ottobre in Corte D’Assise.