Un disegno di legge cucito per dare una boccata di ossigeno al Comune di Catania. È in votazione alla Camera proprio mentre ne scriviamo. Un totale di 475 milioni di euro di aiuti grazie ad un emendamento al Decreto Crescita. Ma non solo.

Lo avevamo annunciato all’indomani della venuta a Catania del sottosegretario all’interno con delega agli enti locali Stefano Candiani. “Rispondere positivamente alle richieste del sindaco Pogliese – aveva dichiarato Candiani a seguito dell’incontro con il sindaco Salvo Pogliese a Palazzo degli Elefanti – non è una gentile concessione dello Stato ma un doveroso atto di attenzione verso una grande comunità come la città di Catania”.

Per giorni etichettate come le solite promesse, oggi sono parte del testo del Disegno di Legge 1807 che è in votazione alla Camera e sul quale verrà posta la fiducia.

Il provvedimento che ci riguarda è all’articolo 38 comma 1 octies:

“Ai fini del concorso nel pagamento delle rate in scadenza dei mutui contratti per spese di investimento da parte dei comuni capoluogo delle città metropolitane in dissesto finanziario […] è riconosciuto ai medesimi comuni un contributo di 20 milioni di euro per l’anno 2019 e di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033”

Un comma scritto ad hoc per Catania: non ci sono, infatti, altri comuni capoluogo di città metropolitane attualmente in stato di dissesto.

Fabio Cantarella

“Siamo molto soddisfatti dei provvedimenti approvati” dichiara ai nostri microfoni l’assessore leghista Fabio Cantarella.

Un totale di 475 milioni di euro di aiuti statali, una boccata d’ossigeno. Fondi vincolati per il pagamento dei mutui.

Ma non solo. Perché sempre grazie al Decreto Crescita Catania potrà usufruire anche di parte dei fondi del Decreto Salva Roma: “Lo Stato si sta addossando i debiti contratti da altri“, prosegue Cantarella. “E mi sento in dovere di ringraziare Matteo Salvini: quando appena insediatomi l’ho invitato a Catania su sollecitazione del Sindaco Pogliese, si era messo subito a disposizione promettendo che nessuna città sarebbe rimasta indietro. E così è stato”.

“E non è il primo provvedimento che ci riguarda che viene approvato su impulso della Lega“, prosegue l’assessore. “Già grazie ad un provvedimento nella scorsa finanziaria eravamo riusciti a non subire le sanzioni dello sforamento del patto di stabilità cui ci aveva portato la giunta Bianco”.

“Il prossimo step sarà l’approvazione dell’inserimento della Tari in bolletta: Candiani ci ha assicurato che stavolta c’è l’accordo con i 5Stelle che avevano in passato bloccato il provvedimento. Inserire la Tari in bolletta ci consentirebbe di azzerare l’evasione fiscale portando nelle casse comunali 40 milioni di euro in più ogni anno”.

“Finora siamo stati costretti a navigare a vista e a tamponare” prosegue Cantarella. “Adesso, finalmente possiamo permetterci di programmare“.

Ottenuta l’approvazione alla Camera si passerà al Senato. Poi i tempi tecnici della pubblicazione: “Entro l’estate dovrebbero arrivare i primi 20 milioni di euro. Spero però che chi ha creato il dissesto paghi: non può restare impunito chi ha generato un miliardo e mezzo di debiti”, conclude l’assessore.