Un viaggiatore incallito innamorato dell’Italia, Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 1898 – Laren, 1972). Nel Belpaese Escher arrivò nel 1922, insieme ai genitori, che provavano così a medicare le sue inspiegabili tendenze depressive. 

E si innammorò. non solo del paesaggio ma anche una fanciulla di nome Giulietta Umiker, sua futura moglie e compagna di avventure nei ripetuti grand tour italiani di cui facevano parte anche numerose tappe siciliane. Escher giunge sull’isola la prima volta nel 1928, durante una grande eruzione dell’Etna. Ma vi ritorna nel ’32, nel ’35 e nel ’36, per non tornare più: la deriva militarista del fascismo era quanto di più lontano si potesse immaginare dalla sua sensibilità. Durante quest’ultimo viaggio si fermò Catania il 3 e 4 maggio, realizzando bozzetti del porto, che divennero poi incisioni.

Dovunque andasse Escher disegnava incessantemente E trova poi nelle incisioni la forma ultima, compiuta. Ne scaturì quell’ universo magico denso di allucinazioni che tutti conosciamo: labirinti, incastri impossibili, vertigini ottiche, minuzie fiamminghe e illusionismi estremi.

Al maestro olandese ora Palazzo Platamone dedica una mostra che ospita anche un’inedita selezione prodotta durante i suoi soggiorni in Sicilia.
Le grafiche siciliane arrivano dalla Fondazione stessa o dalla collezione di 
Federico Giudiceandrea, il più grande collezionista privato di Escher in Europa, co-curatore dell’esposizione insieme a Marco Bussagli, tra i massimi esperti del genio olandese.

 

Vernissage 18/03/2017 su invito
Durata dal 18/03/2017 al 17/09/2017
Autore Maurits Cornelis Escher
Curatori Marco Bussagli, Federico Giudiceandrea
Generi personale, arte moderna
Spazio espositivo PALAZZO DELLA CULTURA – PALAZZO PLATAMONE
Indirizzo Via Vittorio Emanuele 121 Catania – Catania – Sicilia