25 anni di carriera politica iniziata ad Aci Catena, dove ha ricoperto le cariche di consigliere, Presidente del Consiglio Comunale e sindaco per bene tre mandati,  con una parentesi alla da Assessore al Bilancio alla Provincia di Catania

“Sin da giovane sono stato attratto dall’esperienza politico-amministrativa dello zio Nino che è stato uno dei primi consiglieri della storia municipale del Comune di Aci Catena, e poi da quella di mio padre Peppino che è stato Vice Sindaco della città. Direi, quindi, che ho sviluppato in famiglia quella sensibilità e quella base formativa che hanno accompagnato la mia passione e il mio impegno politico”.

Si presenta così sul suo sito internet istituzionale Ascenzio Maesano, sindaco di Aci Catena arrestato oggi per corruzione dalla Dia di Catania. Gli inquirenti denunciano come ad Aci Catena, politica, imprenditoria e tangenti camminavano a braccetto da 20 anni.

Ascenzio Maesano è da oltre 25 anni il ras incontrastato di Aci Catena. Il suo primo incarico nel lungo percorso politico-amministrativo risale al triennio 1984-87 quando entrò a far parte del Comitato di presidenza della Usl 37 di Acireale. Ma il vero inizio è nel 1990, con l’elezione a consigliere comunale proprio ad Aci Catena.

Rieletto cinque anni dopo, ricopre la carica di presidente del consiglio comunale. 
Poi dal 1999 al 2009 ricopre la carica di sindaco.

Nel 2008, nelle fila del Popolo delle Libertà si candida per la prima volta all’Ars, risultando con 8835 preferenze il primo dei non eletti. L’importante posizionamento gli consente di ricoprire per un breve periodo la carica di deputato regionale supplente in sostituzione di Fabio Mancuso, sospeso per guai giudiziari. 

Dal 2008 al 2012 Maesano è alla Provincia di Catania, dove ricopre la carica di assessore al Bilancio, alla Programmazione economica e alle Politiche comunitarie della giunta provinciale guidata da Giuseppe Castiglione.

Viene eletto per la terza sindaco di Acicatena il 6 maggio del 2012 a capo di un’ampia coalizione di centrodestra formata da Grande Sud, Alleanza Tricolore, Progetto per le frazioni, Insieme per Aci Catena, Uniti per la Città, Lo Strappo, Acicatena per l’Autonomia e lista Acicatena.

Maesano viene tirato in ballo anche dal pentito Gaetano D’Aquino secondo il quale, in occasione delle elezioni regionali del 2008, parte del clan Tigna avrebbe appoggiato il primo cittadino di Aci Catena. Per ottenere l’appoggio del clan mafioso, il politico avrebbe promesso 120 mila euro, ma ne versò soltanto la metà.

Secondo il collaboratore di giustizia, il contatto con Maesano sarebbe stato un consigliere di quartiere a contattare Sebastiano Fichera, del clan di Biagio Sciuto. Il pentito ha ricordato inoltre di aver ricevuto un sms di ringraziamento in cui gli si riferiva che Maesano era contento perché aveva ottenuto 6.500 voti a Catania e che senza il loro aiuto non li avrebbe presi.

Nel luglio del 2009, Maesano è stato assolto dal Tribunale di Catania nel processo per voto di scambio in cui era imputato, tra gli altri, anche Vittorio Cecchi Gori, anche lui assolto.