Il CUS Catania si è reso protagonista, nel corso di questi anni, di diverse vicende “poco chiare” – per usare un’eufemismo – che l’hanno addirittura portato al Commissariamento. E da allora, come è stata la gestione? Cosa si è fatto per migliorare le cose? Da questi e altri interrogativi nasce la richiesta ufficiale del Senatore Accademico Alberto Vazzano. Scopriamola insieme.

“Che l’Università degli Studi di Catania, nella figura del Magnifico Rettore, Prof. Francesco Priolo, faccia CHIAREZZA [sulle vicende che riguardano il CUS n.d.r]; e che, laddove verifichi delle gravi inadempienze, provveda a porre le dovute misure necessarie”.

Queste le parole “salienti” della richiesta ufficiale inoltrata ai vertici di Unict dal Senatore Accademico Tommaso Alberto Vazzano. Ma questa istanza, protocollata nella giornata del 18 novembre, su quali aspetti si prefigge di far chiarezza? O, detto in maniera molto più profana: qual’è il problema con il CUS? Cosa bisogna chiarire?

Leggendo il documento scritto dal Senatore Accademico – che potrete vedere nella versione originale cliccando qui, si intravede chiaramente il filo logico che lo ha portato ad avere dei dubbi sulla gestione del CUS negli ultimi 2 anni. Vediamo di seguire insieme tutti i passaggi della vicenda, e di seguire il suo ragionamento.

E’ il 18 novembre del 2017, e il CUSI – Centro Universitario Sportivo Italiano – dispone, con una delibera ufficiale, il commissariamento del CUS Catania. L’incarico di Commissario straordinario è affidato a Luigi Mazzone; il quale, secondo lo statuto ufficiale del CUSI art.35 bis comma4, assume un ruolo immediatamente esecutivo, sostituendo tutti gli organi di amministrazione del CUS.

E poi? Sempre secondo lo stesso articolo dello statuto, questa situazione deve permanere “fino alla convocazione dell’Assemblea dei Soci, che procederà all’elezione dei nuovi Organi Amministrativi”.

Nel frattempo “Il Commissario ha il compito di rimuovere le cause di inadempimento e procedere alla regolarizzazione del C.U.S” [art35bis comma3]. E’ quindi chiaro che la cosiddetta “regolarizzazione” consista nel “regime normale” del CUS, non commissariato, con il Presidente Eletto e l’Assemblea dei Soci.

Ma a proposito dell’Assemblea dei Soci, questa di norma dovrebbe avvenire almeno una volta l’anno! [statuto CUSI art.12bis comma2], ma da quando Mazzone è stato nominato commissario (18 novembre 2017) non è mai stata riunita!

Inoltre, citando il documento ufficiale del Senatore Accademico Alberto Vazzano, “il Commissario Luigi Mazzone […], in questi due anni, ha inserito un importante numero di soci elettori” , non avendo – come già comprovato -mai di fatto indetto alcun tipo di assemblea o votazione.

“Successivamente lo stesso Luigi Mazzone si è candidato alla carica di Presidente, venendo eletto proprio grazie ai voti dei neo associati”. “Inoltre durante i due anni di commissariamento la componente della rappresentanza studentesca è stata inspiegabilmente tenuta al di fuori da qualsiasi attività [dalla richiesta protocollata n.d.r]”.

Unendo tutti questi “puntini” non facciamo fatica a capire ciò che ha spinto il Senatore Accademico Vazzano a chiedere dei chiarimenti al Rettore. E speriamo che arrivino al più presto, perchè qualora venissero confermati dubbi di questo tipo, la reputazione del CUS Catania non potrebbe che risentirne ulteriormente. A discapito di tutti.

In attesa di una risposta ufficiale da parte del Rettore, che purtroppo non è pervenuta nel corso dell’ultima riunione del Senato Accademico impegnato nella discussione di ben 41 punti all’ordine del giorno, restiamo sintonizzati sulla vicenda.


Laureata in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Catania, tendo facilmente ad appassionarmi ai progetti che ritengo validi ed in linea con i miei principi. È con questo spirito che mi sono lanciata anche nel mondo della scrittura e della comunicazione online. Intellettualmente onesta, spietatamente pungente, irrimediabilmente controcorrente rispetto alla maggioranza. Questa, in poche parole, sono io. E, come me, anche i miei articoli parlano chiaro. Leggere per credere.