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TIMPA DI LEUCATIA A RISCHIO, LEGAMBIENTE BOCCIA IL PROGETTO DEL COMUNE DI S.AGATA LI BATTIATI

Il delicato ecosistema della Timpa di Leucatia è a rischio. Secondo gli attivisti di Lembiente, l’ integrità di questa piccola riserva naturale alle porte di Catania sarebbe messa a repentaglio da un progetto di consolidamento e regimazione delle acque approvato proprio dal comune di Sant’ Agata Li battiati. Il piano ha avuto il via libera da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali e del Cutgana, che ha limitato gli interventi ad alcune zone strategiche dell’ area verde. Tuttavia, la costruzione di trincee drenanti potrebbe avere gravi alterazioni nell’ ambiente umido della Timpa, tutelata da un apposito vincolo paesaggistico che la Sovrintendenza sembra aver tenuto in scarsa considerazione. Secondo quanto denunciato dalla sezione etnea dell’ associazione ecologista, lo stravolgimento di buona parte del territorio avrebbe conseguenze sfavorevoli anche sul mantenimento delle specie animali presenti, che a fatica riescono a sopravvivere lottando contro l’ invasione del cemento.

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15 commenti per TIMPA DI LEUCATIA A RISCHIO, LEGAMBIENTE BOCCIA IL PROGETTO DEL COMUNE DI S.AGATA LI BATTIATI

  • Renzo Fulci

    Allora mi spiego meglio in linea di principio sono daccordo, non sono invece daccordo sui tempi. Quando si imbastiscono tavoli tecnici è naturale che le competenze di tutte le professionalità si esprimano e ci mancherebbe altro. Il valore e la competenza di Legambiente nessuno può e vuole metterle in discussione. In questo caso però siamo già oltre, parliamo di un progetto approvato dal comune, con parere positivo della soprintendenza ciò vuol dire che si è passati anche dalla Confarenza dei Servizi. A questo punto non ha senso allungare i tempi, se si ritiene il progetto non idoneo ciò possa servire da monito per le volte successive a meno che non si sia a conoscenza di abusi tecnici e allora diventa un altro discorso. Infine si sa che gli incarichi professionali sono clientelari, ciò non vuol dire comunque che i professionisti siano sempre scarsi, ma purtroppo nessuno della classe dirigente siano essi di dx o di sx, sono disposti a cambiare le regole. E’ per questo che dico la spinta la dobbiamo dare noi, quindi se alle prossime consultazioni nessuno o quasi andrà a votare questi signori dovranno cambiare le regole per forza.

  • Risveglio

    E poi dite che mio nonno non aveva ragione.Egregi Renzo e Salvatore, non sarebbe più semplice se Vi scambiaste i rispettivi numeri telefonici?.

    • salvatore

      Caro Risveglio, la discussione l’ha iniziata proprio lei! peraltro venendo meno agli insegnamenti del suo amato nonno. Ma la ringrazio, perché ha offerto lo spunto per un approfondimento in una materia il cui interesse pubblico (a prescindere dalle reciproche personali posizioni di chi ha dibattuto sul tema) è evidente e assai ampio.
      Peraltro sono stati forniti dei documenti che possono essere di concreta utilità al fine di approdare ad un progetto che contemperi tutte le esigenze in campo.

      Ovviamente, pur non condividendola, rispetto la sua posizione, dato che è ormai chiaro che pende per la difesa dell’operato dell’on. Lombardo e delle amministrazioni a lui vicine (in questo caso vicinissima, essendo il sindaco del Comune di Sant’Agata li Battiati anche uno dei principali avvocati difensori del Governatore).

      Se posso permettermi di ribadire il suggerimento che avevo già fornito in altra sede a proposito dei rispettivi insegnamenti elergitici dai rispettivi nonni, la sua difesa sarebbe molto più efficace se invece di tentare di delegittimare gli interlocutori quando espongono mediante argomentazioni compiuti e sensate lei tentasse di argomentare compiutamente e sensatamente a sua volta.

    • Renzo Fulci

      Gentile Risveglio anche se non conosco Salvatore la cosa che ci accomuna, anche se lui scrive molto meglio di me è l’indignazione verso lo stato delle cose, con a capo il suo amico Lombardo. Questa classe politica qualora non se ne fosse accorto ci sta portando inesorabilmente allo sfascio. Lei ha avuto un nonno che le ha insegnato certe cose che l’hanno portano a vivere in un ambiente secondo lei salubre…. da tutti i punti di vista. Io invece ho avuto un nonno che non si indignava come me, lui vedendo certe cose si incazzava proprio, era tutto di un pezzo e mi ha insegnato valori che per me sono stati luce e punto di riferimento. Non era forbito, parlava semplice e ripeteva spesso “o nonnu non ‘tabbattiri cumbatti sempri e non ti scantari ca bellu tempu e malu tempu non dura tuttu u tempu”. Risveglio ci pensi quando la notte si sveglia per far pipì… chissà che anche per lei non stia per finire il bel tempo! Primo appuntamento il giorno 1/03/2012

  • Risveglio

    Il progetto mira a salvaguardare la stasticità e la sicurezza di centinaia di residenti che attendono da anni un intervento, dopo i danni subiti da uno smottamento nel 2006.

    • salvatore

      Gli interventi di consolidamento e regimazione idraulica possono e debbono rispettare l’ecosistema: esiste al riguardo una specifica ed avanzata branca dell’ingegneria denominata “ingegneria naturalistica”.

      Evidentemente il Comune di Sant’Agata li Battiati, oltre ad aver ritardato pericolosamente l’intervento (se è vero che seri problemi si sono manifestati dal 2006), non è in grado di predisporre gli opportuni interventi nel rispetto di un vincolo paesaggistico, tenuto conto che Legambiente difficilmente si sbaglia in una materia in cui ha competenza specialistica, peraltro collaborando diffusamente a livello nazionale anche con il dipartimento di protezione civile.

      Pertanto, il rischio di effettuare interventi obsoleti inutili e financo dannosi non solo per l’ambiente ma anche ai fini dell’effettiva sicurezza, se non si utilizzano le risorse avanzate della tecnica tra cui vi sono quelle oggi offerte dall’ingegneria naturalistica, è nella fattispecie molto elevato.

      Per quanto poi riguarda la eventuale sottovalutazione da parte della Sovrintendenza, è notorio che tale organo sia competente in ordine agli aspetti percettivi ed estetici dell’ambiente e del paesaggio, cosicché gli aspetti strutturali e naturalistici, per un ritardo culturale e normativo del nostro paese che privilegia l’aspetto estetico del paesaggio diversamente da quanto invece avviene in Germania (dove esiste la figura dell’ingegnere paesaggista), ancora oggi in Italia devono essere in concreto tutelati da associazioni ambientaliste alle quali deve pertanto andare un ringraziamento da parte dei cittadini.

      • Renzo Fulci

        Stiamo attenti però che così ragionando si corre il rischio di non fare mai, per l’opposizione di tizio o di caio, gli inteventi necessari alla utilità pubblica. Con tutto il rispetto per Legambiente, che fa un lavoro attento e nobile, non mi pare sia organo preposto al vaglio di un progetto, la legge stabilisce che gli organi competenti siano altri. Se si è a conoscenza di carenze progettuali, vizi o illegalità le si comunichino alla magistratura altrimenti si facciano portare a compimento i lavori necessari alla messa in sicurezza.

        • salvatore

          Certamente i lavori necessari alla sicurezza devono essere eseguiti tempestivamente, ma inerzia e incapacità del Comune (incapacità e inerzia diffuse anche in comuni più grandi come Catania) a gestire questa situazione complessa non possono giustificare lavori frettolosi e tecnicamente errati, perché si può aggravare il rischio per gli abitanti, e ciò a prescindere da considerazioni sull’ambiente.

          L’ingegneria naturalistica ha il pregio di ridurre pressoché totalmente la cementificazione e l’inutile movimento delle terre, oltre ad essere di rapida eseguibilità e garantire il pieno rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del paesaggio.

          Scontiamo evidentemente un grave deficit culturale e non pensiamo che Legambiente sia un’associazione protezionistica che si oppone per partito preso perché al contrario ha sviluppato un approccio propositivo.

          E’ anche vero che questo deficit culturale è favorito da una pesante resistenza, soprattutto nel meridione, ad abbandonare tecniche tradizionali di consolidamento e regimazione idraulica (che hanno peraltro sempre causato disastri, ultimo il caso a Catania del quartiere S.M. Goretti), dato che le attività di cementificazione e il movimento terra sono tra le principali voci del “core business” delle mafie per quanto riguarda gli appalti pubblici.

          Sull’argomento suggerisco la pubblicazione di cui al seguente link:

          http://www.itaca.org/documenti/news/305_avv_mafia.pdf

          • Renzo Fulci

            Tutto giusto siamo progettualmente antiquati anche per interessi non proprio leciti. Bisogna spendersi per cambiare le regole ma fino a quando sono quelle in atto bisogna rispettarle. Per cui quali sono ad oggi gli organi preposti a stabilire se un progetto è tecnicamente sbagliato? Legambiente fa un lavoro bellissimo … di cultura, di rispetto dell’ambiente, di innovazione, di ricerca di nuove metodologie ma non è, secondo la legge, l’organo preposto al vaglio. Battiamoci, così come facciamo, perchè nella p.a. ci siano professionalità adeguate, anche se le progettazioni sono quasi sempre affidate a tecnici esterni, denunciamo eventuali mancanze a chi di dovere ma nello stesso rispettiamo il lavoro di chi secondo la legge deve assumersi la responsabilità di valutare un progetto. Se Legambiente ritiene nel merito che il progetto presenti deficienze tecniche, sia vetusto nella impostazione e quindi non idoneo allo scopo, denunci tutto, spiegandone i motivi, agli organi preposti. Certo se poi diventa un dibattito tra professionisti per cui uno lo farebbe in un modo, l’altro avrebbe agito in modo diverso ci infileremmo in chicchere senza fine.

          • salvatore

            Non si tratta di non rispettare le regole vigenti, ma proprio del contrario.
            Se un progetto di consolidamento e regimazione idraulica è tecnicamente sbagliato causa danni anche gravi e irreversibili non solo all’ambiente naturale ma soprattutto a quello costruito.
            Sia che si tratti di progettisti interni o esterni, la responsabilità della validazione dei progetti è dell’Amministrazione pubblica che a tal riguardo nomina il RUP (responsabile unico del procedimento).
            E’ ovvio che l’Amministrazione deve orientare il lavoro del progettista, indicando gli obiettivi che intende raggiungere, ma se l’unica preoccupazione degli amministratori è quella clientelare, sia per l’incarico al progettista che all’impresa che esegue i lavori, dubito che si possano ben impiegare le risorse pubbliche.
            Si farà un lavoro solo per sbandierarlo come oggetto di campagna elettorale e quando si manifesteranno i problemi, magari dopo alcuni anni, sarà troppo tardi, il politico di turno sarà già altrove a dissipare altre risorse pubbliche.

          • Renzo Fulci

            Stavolta non sono daccordo con lei. Non possiamo sempre buttare tutto in politica e sospettare sempre che un lavoro venga fatto per vetrina. La politica sappiamo, purtroppo, come funziona. Ma ciò detto il problema è di ordine diverso. Lei continua a parlare di scelte progettuali sbagliate e io dico chi lo dice, sono organi preposti a farlo? Quando lei sostiene che “…Se un progetto di consolidamento e regimazione idraulica è tecnicamente sbagliato causa danni anche gravi e irreversibili non solo all’ambiente naturale ma soprattutto a quello costruito” io dico giusto ma nello stesso tempo le chiedo come fa a dirlo? Ha visto il progetto? E’ lacunoso? Perchè se il progetto presentato rispetta tutte le regole tecniche vigenti e si tratta solo di una scelta progettuale che magari un altro tecnico avrebbe fatto in maniera diversa mi permetta… non vuol dire nulla è solo filosofia/tecnica.

        • salvatore

          Qui stiamo ragionando per ipotesi, sulla base di un rilievo mosso da Legambiente e sulla conoscenza della normale prassi dei lavori che vengono eseguiti in questo specifico settore (l’esperienza di questi ultimi anni, dimostra che gli interventi “tradizionali” sono controproducenti, i disastri di cui si sente spesso parlare, ultimo quello di S.M. Goretti a Catania sono frutto di queste errate scelte tecnico-progettuali).
          Siccome Legambiente è una associazione molto competente in materia di salvaguardia del territorio (da non confondere con altre associazioni ambientaliste che si occupano di altri aspetti) personalmente ritengo, sempre in linea di ipotesi, attendibili i rilievi mossi nella fattispecie.

          Non vedo poi quale sia il problema ad adottare un progetto che dia maggiori possibilità di successo (in genere, in questi casi, si insediano delle conferenze di servizi o dei tavoli tecnici a cui partecipano le associazioni come Legambiente per dare il loro contributo progettuale) utilizzando le tecniche più avanzate che sono da decenni la normalità in paesi come la Germania e l’Austria, e che sono anche state largamente recepite da alcuni anni anche in alcune regioni d’Italia (per esempio il Piemonte e l’Umbria).

          Per quanto riguarda la politica, purtroppo oggi nella stragrande maggioranza dei casi la primaria preoccupazione degli amministratori è quella di affidare progetto e i lavori per scopi clientelari, e ciò nella migliore delle ipotesi (non ha sentito cosa ha dichiarato il procuratore capo di Palermo? il sistema degli appalti siciliano è pressochè sistematicamente controllato dalla mafia).

          Se può interessare, segnalo alcuni link relativi all’ingegneria naturalistica in Italia:

          http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Temi/Suolo_e_Territorio/Ingegneria_naturalistica

          http://www.provincia.terni.it/urbanistica/ptcp/Manu_Ing.htm

          http://www.infosys.it/ipsaabarbero/Manuale%20di%20Ingegneria%20Naturalistica.pdf

          • Renzo Fulci

            Allora mi spiego meglio in linea di principio sono daccordo, non sono invece daccordo sui tempi. Quando si imbastiscono tavoli tecnici è naturale che le competenze di tutte le professionalità si esprimano e ci mancherebbe altro. Il valore e la competenza di Legambiente nessuno può e vuole metterle in discussione. In questo caso però siamo già oltre, parliamo di un progetto approvato dal comune, con parere positivo della soprintendenza ciò vuol dire che si è passati anche dalla Confarenza dei Servizi. A questo punto non ha senso allungare i tempi, se si ritiene il progetto non idoneo ciò possa servire da monito per le volte successive a meno che non si sia a conoscenza di abusi tecnici e allora diventa un altro discorso. Infine si sa che gli incarichi professionali sono clientelari, ciò non vuol dire comunque che i professionisti siano sempre scarsi, ma purtroppo nessuno della classe dirigente siano essi di dx o di sx, sono disposti a cambiare le regole. E’ per questo che dico la spinta la dobbiamo dare noi, quindi se alle prossime consultazioni nessuno o quasi andrà a votare questi signori dovranno cambiare le regole per forza.

          • salvatore

            Senza dubbio, un progetto carente è sempre meglio che niente. Ma in questo caso non può dirsi che sia stata concretamente seguita la via della conferenza di servizi (i tavoli tecnici aperti anche alle associazioni, se fattivi e tempestivi, sono certamente meglio), anche perché la Sovrintendenza non ha effettive competenze per gli aspetti che ho cercato di mettere il rilievo.

            Quanto all’affidamento di incarichi di tale complessità e rilevanza, sarebbe auspicabile che le amministrazioni seguissero le regole già vigenti procedendo quando meno ad un bando di evidenza pubblica sulla base di curriculum e strategia progettuale che ogni professionista candidato dichiara.

          • Renzo Fulci

            Se un giorno si riusciranno ad affidare gli incarichi secondo le modalità da lei espresse sopra ci avvicineremo ad essere un paese civile.

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