Facendo un giro sul sito del Comune di Catania si può facilmente apprendere quanto all’amministrazione stiano a cuore i suoi parchi.
12 Oasi verdi analizzate, scheda dopo scheda, dal punto di vista della vegetazione, dei servizi, dell’illuminazione. Peccato che se il giro lo facciamo nei parchi e non tra le pagine web del computer, vegetazione, servizi e illuminazione stanno davvero messi male.
Abbiamo scelto tre parchi che possano rappresentare un campione siti in diverse zone della città.
Siamo andati al parco Giorni, la zona verde più estesa della città, addirittura più del Giardino Bellini coi suoi 75mila metri quadri, che può vantare sulla carta, una vegetazione tipica della macchia mediterranea, vialetti e manufatti in pietra lavica dell’Etna e anche ruderi dell’antico acquedotto dei Benedettini. Quello che abbiamo trovato però è un parco in condizioni estreme di degrado. Non solo l’area dello skatepark di cui ci siamo già occupati ma anche tutta la vegetazione attorno, immersa nell’immondizia, la pavimentazione, sconnessa e bucata, i cestini della spazzatura inesistenti e le fontanelle sommerse dagli alberi.
Situazione addirittura peggiore al Parco Pacini (la cosiddetta Villa Varagghi) dove, oltre ai giochi dei bambini immersi nell’urina di barboni e ubriachi, è presente pure una voragine ampia e profonda diversi metri. Degrado anche al parco Ghandi dove tra le aiuole è possibile trovare cartelli stradali divelti e il bagno è diventato zona franca di barboni ed extracomunitari.
Le immagini parlano da sole.






















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