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E’ MORTO IGNAZIO MARCOCCIO

Dopo quasi un secolo di vita, si è spento Ignazio Marcoccio.

Zio Ignazio per molti di noi ed Ignazio per tutti.

E’ stato sindaco di catania nel lontano 1972, amatissimo e vicino alle gente, seppe tenersi lontano dalle logiche di potere delle correnti e dopo quell’esperienza si dedicò completamente ai suoi grandi amori: lo sport ed il teatro.

Mitico Presidente del Catania calcio, portò la squadra in serie A intuendo già allora quanto fosse importante per la città il collante sociale del calcio, anche per dimostrare come Catania era cresciuta dal dopoguerra.

Ma senza zio Ignazio, soprattutto non avremmo avuto il Teatro Stabile, del quale è stato fondatore insieme con il grande Mario Giusti.

Questi due amori non li ha mai abbandonati e sempre, con viva intelligenza, ha seguito le sorti alterne delle istituzioni da lui create.

Ricordo che quando nel 2000 divenni assessore alla cultura, ricevetti una telefonata dallo zio Ignazio, senza orpelli ed introduzioni mi disse: “devi far tornare Turi Ferro allo Stabile e Pippo (Baudo) deve fare il Presidente se non vogliamo che chiuda il Teatro”.

Due giorni dopo eravamo a casa di Turi Ferro, e dobbiamo ad Ignazio Marcoccio se il grande attore regalò alla città l’ultima sua scena prima di lasciarci nel maggio del 2001.

Pippo Baudo divenne Presidente dello Stabile, ed  assicurò a sua volta la conosciuta e generosa dose di passione e di sacrifici perché si salvasse lo Stabile, e lo Stabile si salvò.

A Marcoccio dobbiamo anche il Trofero Trinacria di ginnastica artistica (insieme a Pippo Iuppa e a Marco Mannisi) così come la San Silvestro nei giorni agatini, eventi di livello mondiale che la città non ha saputo conservare.

Lo ricordiamo tutti come un uomo mite e buono, con quel suo sorriso dolce e franco, come franche erano sempre le sue parole.

Già avanti negli anni amava ripetere che lui la verità poteva permettesserla perché ad un vecchio nessuno avrebbe osato farla pagare, ma era solo un pararsi perché lui alla verità non aveva rinunciato mai, neppure da giovane e sempre pagando il suo prezzo salato.

Anche ora che non c’è più, una classe dirigente smemorata e mediocre non gli perdona la sua franchezza, cosicché al sindaco non è venuto in mente che un suo predecessore – e peraltro sarà difficile trovarne un altro così amato – meriterebbe la camera ardente a Palazzo degli Elefanti, così come al Vescovo non è passato per la testa che forse la cerimonia funebre meriterebbe il Duomo, così come i vertiti dell’amatissimo suo Stabile non hanno pensato di offrire ai cittadini che amano il Teatro la possibilità di un ultimo saluto ad un grande di questa nostra Catania.

Ci auguriamo che questo nostro ricordo possa servire a svegliare la sensibilità di quanti evidentemente si sono distratti.

Si può sempre riparare, e Ignazio Marcoccio merita che la città in questo momento lo ricambi dell’amore ricevuto.

Bravo zio Ignazio.

Arrivederci, antonio fiumefreddo

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3 commenti per E’ MORTO IGNAZIO MARCOCCIO

  • luca

    Grande personaggio. Non si capisce però perchè il figlio, notoriamente lombardiano, sia vicepresidente del Teatro Stabile: non si dimostra gratitudine ai grandi uomini piazzando i parenti nei posti di potere.

  • voltaire

    Un saluto al più grande presidente del Catania,
    e grande sindaco. con lui si ci sentiva orgogliosi d’ essere catanesi.
    Ci lascia orfani, in mano a 4 politicanti mafiosi che ci sgovernano.

  • salvatore

    Sottoscrivo l’appello perché la città di Catania renda onore alla figura del Sindaco Marcoccio, sperando che le autorità in carica, civili ed ecclesiastiche, vogliano coglierne i sensi ed attivarsi per quanto di competenza.
    Nessun futuro è possibile per una comunità senza il vivo ricordo delle pagine migliori della sua storia recente.

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