Ieri la terribile notizia purtroppo attesa ed insuperabile. È l’inevitabile conseguenza di anni di gestione scellerata.
Ne scriviamo da tempo, portando i cittadini a conoscenza delle lapidarie note della Corte dei Conti. Il silenzio di chi del dissesto ne è stato il principale artefice non ci stupisce.Dal 2016 pubblichiamo una nota dietro l’altra. Centinaia e centinaia di pagine in cui la Corte dei Conti ha certificato prima i profili di criticità, poi le inadempienze e infine la sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di dissesto del Comune di Catania.

Vi riportiamo di seguito la cronologia degli articoli pubblicati su questa testata, così da fornire il riassunto di questa vicenda ed evitare che – immemore degli anni trascorsi – “qualcuno” tenti di scrollarsi di dosso le responsabilità.

Il primo pezzo è datato agosto 2016:
Bomba della Corte del Conti sulla giunta Bianco: accertate 11 criticità.

Già allora si parlava del mancato rispetto delle misure correttive indicate dalla Corte dei Conti. E da quel momento è un susseguirsi fitto di lettere, richiami e contestazioni.

Altra batosta della Corte dei Conti sull’amministrazione Bianco
Tra le righe della Corte dei Conti il disastro della gestione Bianco
La Corte dei Conti diffida l’amministrazione Bianco “a non arrecare ulteriore intralcio”

Poi ad ottobre 2016 il primo documento in cui la Corte dei Conti parla chiaramente del rischio di dissesto:

Catania: la Corte dei Conti dichiara “sussistenti i presupposti per il dissesto”

L’Amministrazione Bianco tenta allora la strada della riformulazione del piano di riequilibrio: non riuscendo a rispettare il vecchio, provano a “cucirne” uno nuovo. Un mega mutuo da 800 milioni di euro, 300 in più del piano mai rispettato. E tutto questo nonostante le opinioni avverse di società civile, consiglieri comunali e le diverse parti politiche.

Piano di rientro, i consiglieri comunali denunciano: “non ne conosciamo i contenuti, Bianco venga in aula!”
Piano riequilibrio, Cittadino: “Bilanci di Bianco come Stancanelli, ex sindaco rinviato a giudizio mentre oggi nessuno indaga”
CASERTA CONTRO IL PIANO DI RIEQUILIBRIO FINANZIARIO
Comune: “Piano finanziario irreale, serve solo alla sopravvivenza di sé stessi”
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A pochi mesi dall’approvazione in extremis del nuovo piano di riequilibrio, ad esprimersi è la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti di Roma:, esprimendosi anche sul goffo tentativo di rimodulare il piano di rientro:

 “Il ricorso alla procedura di riequilibrio non può rivelarsi un artificioso escamotage con il quale si evita la dichiarazione di dissesto…e occorre scongiurare che il ricorso alla procedura di riequilibrio assolva a finalità meramente dilatorie.”

Poi per oltre un anno nessuna notizia: il piano mandato al vaglio del Ministero sembra essersi volatilizzato.

Nel frattempo cos’è stato fatto da allora? Assolutamente nulla che abbia migliorato le condizioni delle casse comunali, anzi. Debiti su debiti, bilanci dubbi e approvati sul filo di lana con il Consiglio sotto pressione per i presunti ritardi ai pagamenti degli stipendi dei dipendenti comunali e sullo sfondo l’oscura manovra della distrazione dei 42 milioni di euro dalla AMT in liquidazione versati (e spesi) sul conto del comune.

E nel mirino della Corte dei Conti anche il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Catania:

La Corte dei Conti massacra i Revisori del comune di Catania: “Relazioni non supportate”
La Corte dei Conti diffida i revisori del comune di Catania. Ma non si annoiano?

Fino alla convocazione dell’ex sindaco Enzo Bianco, rimandata di una ventina di giorni, proprio a pochi giorni dalla fine del suo mandato. Un’audizione lunga e travagliata, nel corso della quale si cristallizzano le responsabilità e l’aumento del debito,  in cinque anni di sindacatura Bianco, di quasi 500 milioni di euro.

Ed è probabilmente quel posticipo – ottenuto dalla Corte per poter terminare di mettere insieme le carte – che ha consentito ad Enzo Bianco di non essere seduto sulla poltrona da Sindaco nel momento in cui la Corte certifica lo stato di dissesto.

L’amministrazione Pogliese ha tentato invano di coivolgere il governo centrale. La verità è che si p solo allungata l’agonia di qualche settimana.

“Prendiamo atto con amarezza di questo giudizio della magistratura contabile che conferma il deliberato del 4 maggio scorso e che toglie al Comune ogni possibilità di evitare il default.
Fin dal nostro insediamento, quattro mesi addietro, consapevoli delle enormi difficoltà che ci venivano lasciate in eredità, abbiamo operato con scrupolo e coscienza e un impegno totalizzante, al fine di salvare il Comune e la città da una condizione di fallimento che mette in difficoltà i lavoratori, le imprese e i cittadini che usufruiscono dei servizi”, scrive il Sindaco Salvo Pogliese nel suo comunicato.

Ed Enzo Bianco? Non pervenuto.