Il 29 dicembre 2016 il presidente della CRI Catania Stefano Principato si faceva immortalare con un presunto (e vedremo perché presunto) ago ficcato nel braccio a celebrazione della presunta (e vedremo perché presunta) 200esima donazione di sangue dei volontari della Croce Rossa di Catania. Peccato che non è così. E se si intrallazza in cose simili…

Claudia Bonaccorsi è la responsabile del Gruppo Donazione del sangue della Croce Rossa di Catania il cui presidente è quello Stefano Principato, autista del 118, di cui il giornale ha già raccontato e probabilmente racconterà ancora, considerando di pubblico interesse la sua capacità di intessere relazioni istituzionali di sicura utilità, almeno per lui, come ad esempio quella con l’ex prefetto di Catania attraverso l’assunzione della figlia di cui abbiamo scritto.

Ce ne sono altre più recenti ed altrettanto interessanti. Stiamo verificando.

Come stiamo cercando di capire, sempre a proposito di “relazioni”, a che titolo il presidente regionale della Croce Rossa siciliana (altro organo di controllo sull’attività di Principato), Luigi Corsaro, anch’egli autista del 118, in data 2 marzo 2015, ha ricevuto dal comitato catanese presieduto da Principato un bonifico di 1.571 euro a “saldo spettanze CARA Mineo anno 2014”, risultando di certo interessante conoscere i precedenti “acconti” visto che c’è un saldo e  sapere anche per quale attività.

Siamo pronti ad ospitare tutti i chiarimenti del caso, anche considerato che alla base ci sono sempre fondi pubblici.

Nell’attesa, torniamo a Claudia Bonaccorsi che il 30 dicembre 2016 posta sulla pagina Facebook del Gruppo Donazione Sangue della Croce Rossa di Catania due belle foto.

Entrambe ritraggono due “donatori” d’eccellenza.

In una , con ago al braccio, è Mara Basile, considerata il “braccio destro operativo” del presidente Principato e pare sia una delle “volontarie” meglio retribuite dall’associazione, avendo percepito dal giugno 2015 al maggio 2017, in 23 mesi e “tredicesima” compresa, la bellezza di circa 33 mila euro (TRENTATREMILA), non c’è male “volontariando volontariando”.

Nella seconda foto, sempre con ago al braccio (e vedremo quanto è interessante proprio l’ago), è addirittura proprio il super presidente Principato Stefano, da Fiumefreddo, autista del 118.

Sono attorniati da altri volontari, tra i quali pare ci sia anche qualcuno incompatibile con i servizi remunerati resi per la CRI, (ma anche di questo ci occuperemo in altra occasione), e quello che celebrano, almeno a giudicare dai manifestini inalberati dai due sorridenti “donatori” sarebbe la DUECENTESIMA donazione ottenuta nel 2016 dalla Croce Rossa di Catania.

Non si capisce quale delle due sia proprio la duecentesima, magari ne avranno fatto metà ciascuno visto che entrambi hanno lo stesso cartello, ma sarebbe comunque un bel risultato, non stiamo a sottilizzare. Se fosse vero.

E infatti non lo è.

Basta andare a vedere sul sito della stessa Croce Rossa di Catania, nella sezione Donazione Sangue, per rilevare che in tutto il 2016 la Croce Rossa di Catania ha raccolto non più di 181 donazioni!

E si tratta di una “cresta” che supera di oltre il 10% rispetto al risultato propalato: niente male!

E allora? Perché questa balla? Mania di grandeur?

Certo, se imbrogliano sul numero delle donazioni per amor di foto e celebrazione, è legittimo che sorgano ben altri dubbi, magari su una gestione che abbiamo già raccontato e che, a considerare la mole di informazioni e documenti che ci pervengono e di cui ringraziamo le nostre appassionate fonti, evidentemente comincia a far storcere il naso a quanti hanno in mente una ben altra Croce che sia magari più Rossa e meno Rotta.

Ma non basta questo.

A destare perplessità anche proprio quell’ago “presumibilmente” nella vena del signor Principato, occultato dal cerotto d’ordinanza.

Il sistema delle donazioni di sangue è particolarmente rigido e prevede protocolli di registrazione in base ai quali affluiscono tutte in un unico database regionale che tiene traccia di ogni prelievo e di ogni esito.

Ovviamente, il fatto che i due “presunti volontari” si facciano così allegramente fotografare ci fa intendere che abbiano altrettanto piacere a rendere pubbliche le loro performance da donatori, veri o presunti che siano, e se si pubblicano delle immagini a scopo chiaramente propagandistico oltre che evidentemente autocelebrativo, è consequenziale che si vada ad approfondire ed il risultato reso altrettanto pubblico. Chi di foto colpisce…

Ora, da informazioni da noi verificate pare che il signor Principato abbia effettuato nel 2016 una sola donazione, esattamente il 5 di febbraio: e allora, quell’ago al braccio il 29 dicembre? Come mai non risulta alcuna donazione in quella data e neanche un semplice prelievo, posto che anch’esso risulterebbe registrato?

E allora?

Se il vertice di un’organizzazione che gestisce decine di milioni di euro di denaro pubblico falsa così spudoratamente i dati delle donazioni di sangue, non è ragionevole che si rafforzino i dubbi posti dai nostri precedenti articoli che trovate in calce?

Oppure basta come al solito l’assunzione o la nomina di qualche figlio eccellente o la consegna di un paio di defibrillatori da qualche centinaia di euro per abbassare il livello dell’attenzione?

Pim?