Così Cgil, Cisl, Uil e Ugl a due giorni dal consiglio comunale straordinario sulla crisi della Partecipata del Comune. “Disponibili ad aprire un tavolo di confronto con tutti gli attori coinvolti, per trovare ogni soluzione utile a far uscire l’Amt da questo immane dramma”

 

Profondamente delusi, ma pronti al confronto. Così Cgil, Cisl, Uil e Ugl a due giorni dal consiglio comunale straordinario sulla crisi dell’Amt. Per i rappresentanti dei lavoratori, che alla vigilia della seduta avevano auspicato una presa di posizione netta da parte del senato cittadino,  si è trattato di “un’occasione propizia persa”. 

“Avevamo confidato nel senso di responsabilità dell’intero senato cittadino, invece abbiamo assistito al solito gioco delle parti dove si è discusso di tutto e di nulla allo stesso tempo. In poche parole siamo sempre al punto d’avvio, dove a trionfare è lo scarica barile nell’attribuzione delle varie responsabilità in capo all’intera vicenda”, accusano Alessandro Grasso della Filt Cgil, Mauro Torrisi della Fit Cisl, Franco Di Guardo della Uil trasporti e Giuseppe Scannella della Ugl trasporti autoferrotranvieri. 

“Per alcuni consiglieri – osservano i sindacati – la mancanza è della Regione, per altri è del Comune, per altri ancora è dei vertici aziendali che dovrebbero dimettersi, mentre l’assessore alle partecipate Giuseppe Girlando ed il presidente dell’Amt Carlo Lungaro in perfetta sintonia hanno puntato il dito principalmente sul doppio taglio dei chilometri da parte dell’assessorato regionale, che invece ha già avviato le procedure per onorare la transazione sui tagli e i debiti accumulati. Insomma, cinque ore di sterile discussione che ha portato solamente ad una sorta di difesa unanime dell’ente comunale nei confronti della stessa regione”.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl sottolineano che in aula non sia stata presentata “nessuna mozione, nessun ordine del giorno, nessun documento ufficiale utile a dettare una linea ben definita”. “Prendiamo atto quindi – aggiungono – che sull’Amti si continuerà a navigare a vista, in attesa che si compia la transazione con l’amministrazione regionale e che il Comune trovi qualche euro da liquidare per colmare una parte del debito, senza idee chiare su ciò che dovrà essere nell’immediato il piano industriale necessario per affrontare nei prossimi mesi la situazione di emergenza in cui versa l’azienda catanese di trasporto pubblico”.

Secondo i sindacati per salvare l’Amt occorrono “atti concreti e non parole che, invece di incidere, assumono il significato di una sonora presa in giro per i lavoratori e per la cittadinanza tutta”. “Diciamo basta alla pratica del rimpiattino – concludono gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl – perché è giunto il momento in cui è improcrastinabile una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti. Noi come parte sindacale siamo da tempo disponibili ad aprire un tavolo di confronto fattivo e permanente con tutti gli attori coinvolti, per trovare ogni soluzione utile a far uscire l’Amt da questo immane dramma, auspicando che l’amministrazione comunale non sia sorda al nostro grido di allarme”.