Ma ormai non siamo più all’emergenza, siamo alla totale follia. Pur denunciando da anni le condizioni di degrado criminale in cui versa la Zona Industriale di Catania, solo ieri abbiamo appreso che a molte delle aziende manca persino il servizio essenziale dell’approvvigionamento idrico. NEL 2018! A denunciarlo una nota dell’associazione ZIC che riunisce oltre 30 aziende che hanno sede in quella che doveva essere la perla produttiva di una città che da Milano del Sud è stata ridotta a latrina del Nord Africa da una massa di delinquenti irresponsabili. Molti dei quali ricandidati. La vergognosa inerzia di IRSAP, SIDRA e Comune di Catania rappresenta ormai uno scandalo insanabile.

Potremmo, forse dovremmo, dare inchiostro a tutta l’indignazione possibile nel ricevere segnalazioni come quella che pubblichiamo integralmente nelle prossime righe.

E invece lasciamo ancora una volta che a parlare siano i fatti e chi ne è protagonista, anzi quelle che sono le vittime.

E non si tratta di vittime deboli ed indifese ma addirittura di veri e propri colossi dell’economia locale, imprese alcune con migliaia di dipendenti e centinaia di milioni di fatturato che tuttavia sono destinate a soccombere di fronte alla imbecille incapacità di chi questo territorio è chiamato ad amministrare ed invece non riesce a fornire neanche le risposte più elementari.

Deficienti ed incapaci allo stato brado lasciati impuniti a distruggere ogni ambito della Cosa Pubblica. A questo siamo.

Succede infatti che, insieme alle altre sconcezze che devastano la Zona Industriale di Catania, dalle strade peggio che mulattiere agli allagamenti alternati agli incendi, si scopre che da anni in molte delle sue zone manca persino l’acqua, con aziende primarie costrette a rifornirsi come negli anni del dopo guerra con le autobotti.

Ma è ridicolo.

A denunciarlo è un’associazione, la ZIC Re-Industria,  che riunisce una trentina di questi disperati ma tenaci imprenditori capitanati da Fabio Impellizzeri con vice presidenti Livia Magnano di San Lio e Matteo Pitanza.

La lettera con cui chiedono, anche troppo civilmente, ai vari irresponsabili rappresentanti istituzionali un’ennesima “conferenza di servizi” denuncia in realtà uno scandalo che è esempio plastico di come questi signori verranno consegnati alla storia di questa città, come gente ridicola, macchiette improbabili, strapieni di incarichi ed indennità, incapaci di far arrivare persino l’acqua in un insediamento industriale che sfama migliaia di cittadini: una vergogna.

Ed ecco la lettera:

“Facciamo seguito alle crescenti segnalazioni delle imprese insediate alla zona industriale di Catania per sottoporre all’attenzione degli Enti in indirizzo la grave carenza idrica che colpisce l’area.

Brandara – IRSAP

A tal proposito si fa presente che la fornitura di acqua ad uso industriale proveniente dalla rete IRSAP non riesce a soddisfare il fabbisogno di tutte le imprese allacciate. Riscontriamo infatti che alcune aree sono coperte da forniture ad intermittenza, in particolare nella stagione estiva, mentre esistono casi di aziende che pur essendo allacciate non ricevono acqua né d’estate né di inverno.

Per quanto riguarda il fabbisogno di acqua potabile si ricorda che il TUSL prevede che nei luoghi di lavoro o nelle loro immediate vicinanze deve essere messa a disposizione dei lavoratori acqua in quantità sufficiente, tanto per uso potabile quanto per lavarsi. Ad oggi la maggior parte delle aziende insediate non ha la possibilità di affrontare gli esosi oneri di allaccio alla rete potabile SIDRA dovendo quindi ricorrere a costanti forniture di acqua con autobotte.

Corradi – SIDRA

Si precisa altresì che nella gestione delle emergenze ai fini dell’antincendio le riserve d’acqua sono indispensabili, ancor di più considerando che alla Zona Industriale di Catania sono presenti sei aziende a rischio incidente rilevante, e pertanto la disponibilità d’acqua presso tutte le aziende insediate è fondamentale anche per motivi di sicurezza.

Per quanto sopra si ribadisce la gravità della situazione precisando che svolgere attività di impresa in queste condizioni è degradante, oltre che poco conveniente dal punto di vista economico, pertanto costituisce un fattore di rischio di migrazione dell’attività di impresa verso altre regioni nella migliore delle ipotesi, o di chiusura delle attività nella peggiore.

Considerato che l’IRSAP, come da statuto, si propone come ente che ha la finalità di promuovere l’insediamento delle imprese nelle aree industriali attraverso l’adozione di ogni azione idonea a consentire lo sviluppo delle stesse, la scrivente associazione di imprese insediate nel territorio della Zona Industriale di Catania

CHIEDE

ai soggetti in indirizzo di indire una conferenza di servizi al fine di discutere e risolvere le problematiche di cui sopra. Tenuto conto che tale situazione comporta un notevole disagio agli operatori economici di rilevante gravità, si ribadisce l’urgenza e si richiede di attribuire massima priorità al problema sollevato.”

Che tristezza, che rabbia: e la “conferenza di servizi” che verrà certamente convocata “con urgenza” e tanto di comunicato con foto ci piacerebbe tanto poterla filmare.

A futura memoria perché le prossime generazioni non potranno credere che per tanto tempo questa splendida terra sia stata nelle mani di tanti imbecilli tutti insieme!

La nota dell’associazione ZIC Re-Indutria Catania