Crepe nei muri, oggetti che tremano e cadono, squarci che si sono improvvisamente aperti in mezzo alla strada, rumori fastidiosi ogni dieci minuti dalle 7 di mattina alle 9 di sera, e paura come in caso di scosse sismiche. Ma anche danni e timori per la stabilità dei palazzi che ogni giorno viene messa a dura prova dalle forti vibrazioni. Questa la situazione che da mesi vivono residenti e commercianti in tutta la zona del centralissimo Corso delle Province a Catania, e nelle traverse che lo  intersecano. Uno dei residenti ha quindi deciso di raccogliere le firme di chi come lui vive o lavora nella zona ed è stanco e preoccupato. Il tutto, a seguito delle “rassicurazioni”, da parte delle Ferrovia Circumetnea, che minimizza il problema. Sudpress ha così sentito residenti e commercianti. GUARDA FOTO E INTERVISTE

 

Le crepe iniziano a vedersi in modo netto anche sul manto stradale come segnalano alcuni esercenti, e seguono proprio la linea del corso, dall’incrocio con via Gabriele D’Annunzio fino al Viale Vittorio Veneto. Buona parte dei negozi e delle botteghe lamentano i tremori ed alcuni anche danni, come il titolare di una salone parrucchieri che mostra le crepe nella scala in marmo sia davanti che dietro, e racconta: “La scala si è spostata, ha subìto dei danni, così come il soffitto che poi ho dovuto tinteggiare perchè era poco bello a vedersi, ricevendo i clienti”.

Stessa esperienza hanno avuto i titolari del negozio di strumenti musicali poco più su, e che raccontano e mostrano oltre ai danni nei muri, anche esperienze singolari: “Abbiamo rischiato che ci cadessero gli strumenti sulla testa, è stato necessario spostarli tutti. Sui muri ci sono crepe e piccoli squarci. A certi orari è assurdo il rumore ed i tremori che ci sono”.

Una analoga situazione vive Giancarlo Ghezzi, informatico veneto da 30 anni residente a Catania, città che ama e che vuole difendere, non solo nel momento in cui subisce un danno alla propria abitazione, come si evince dalle foto: “Mi hanno dato del pazzo, mi è stato detto che certe crepe sui muri sono state causate da scosse di terremoto. Non è affatto così, ci sono danni ai tetti, alle pareti, alle travi. Anche i vigili del fuoco che sono stati a casa mia hanno riscontrato queste lesioni, pur tranquillizzandomi. Ho messo il metro per fare dei rilievi sulla grandezza delle spaccature e delle schegge di vetro perchè potrebbero segnalare, spaccandosi, l’entità delle vibrazioni. Ormai è un problema che mi condiziona la vita, lo avverto costantemente. Mi è stato detto dalla Ferrovia Circumetnea che a breve faranno qualcosa per ridurre il fastidio o eliminarlo. Non è giusto che accadano cose del genere, io adoro vivere in Sicilia e amo Catania, ma bisogna proteggerla ed aiutarla a rialzarsi, anche denunciando casi come questo. La mia petizione serve appunto a raggruppare quante più persone vogliano lamentare ciò che accade loro, ma anche per chi vuole protestare e non rassegnarsi a vivere in questo modo”.

Infine, Sudpress ha fotografato l’interno di un’altra abitazione, il cui soffitto risulta palesemente incrinato da tempo e quindi nelle stesse condizioni degli altri residenti.

Vedendo e fotografando quanto successo, la mente corre a quanto Sudpress ha documentato qualche mese fa, poco prima dell’inaugurazione di una delle nuove stazioni, quella di Nesima. Parliamo dei grossi danni subiti da diversi appartamenti, quasi a rischio crollo, nella zona di Cibali.

A tal proposito, l’ingegnere Salvatore Fiore, dirigente tecnico della Circumetnea preposto alla manutenzione, giustifica questi problemi: “La colpa è perlopiù dell’usura dei binari che tecnicamente si definisce marezzatura, cioè l’aspetto ondulato che assume talvolta la superficie di rotolamento delle rotaie ferroviarie o tranviarie. Ma da lunedì inizieranno i lavori di sistemazione e in una settimana risolviamo il tutto senza difficoltà“.

Ma una cosa del genere, ci chiediamo, non era prevedibile, soprattutto a vent’anni dall’apertura della metro? Bisognerà inoltre capire se e quando effettivamente i disagi a residenti e commercianti cesseranno, e chi ha subito danni economici in che modo e se possa essere indennizzato a causa di una disfunzione di cui gli abitanti non hanno alcuna colpa. E, stando alle proteste di questi giorni, siamo praticamente certi che le denunce non tarderanno.