E’ la pena concordata davanti alla Corte d’appello di Catania tra la Procura generale e le difese dell’ex sindaco di Aci Catena, Ascenzio Maesano e dell’ex consigliere comunale ed ex presidente della commissione Finanza, Orazio Barbagallo, a processo per corruzione. Tre anni in appello dunque mentre in primo grado, il 19 luglio del 2017, il Gip Giuliana Sammartino, li ha condannati a quattro anni ciascuno di reclusione e al risarcimento del danno al Comune di Aci Catena, che si e’ costituito parte civile

Quest’ultima parte della sentenza di primo grado non rientra nel ‘patteggiamento’ perchè la difesa non ha rinunciato all’impugnazione. I legali di Maesano, gli avvocati Enzo Mellia e Giuseppe Marletta, e di Barbagallo, Orazio Consolo e Giuseppe Di Mauro, hanno reso noto di “volere esplorare la possibilità di una transazione con l’amministrazione comunale di Aci Catena”.

La seconda sezione della Corte d’appello deciderà nella prossima udienza, fissata per il 21 giugno. Maesano e Barbagallo furono fermati, insieme con l’imprenditore Giovanni Cerami, gestore di fatto della Galley Consulting – a processo col rito ordinario – il 10 ottobre del 2016 dalla Dia di Catania per un presunto pagamento di tangenti che l’imprenditore, secondo l’accusa, avrebbe consegnato al consigliere comunale, che l’avrebbe poi divisa con il sindaco.

Le indagini si sono avvalse anche di intercettazioni. Per l’accusa gli imputati avrebbero affidato alla società Halley consulting il servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software e hardware del Comune di Aci Catena per oltre dieci anni mediante il ricorso dell’illegittimo istituto del rinnovo del contratto, e in violazione del divieto di frammentazione dell’appalto. E’ inoltre contestata l’aggiudicazione alla Halley consulting del progetto esecutivo Home Care finanziato dall’Unione europea.