decoro urbano

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Controsensi catanesi: dal muro da 1 milione di euro alle piazze abbandonate

Dopo le valutazioni asprissime di associazioni e consiglieri sul muro monumentale che verrà costruito al Tondo Gioeni e che costerà 1 milione di euro alle casse del Comune catanese, abbiamo chiesto all’assessore Salvo Di Salvo quali interventi potrebbero rendere “decorosa” la città

Ormai spopola su Facebook la pagina “Catania indecorosa” in cui segnalazioni di tutti i generi delineano il profilo di una città dove spesso il cattivo gusto sposa la cultura della strafottenza. “Fregare l’altro” come assioma di un sistema ideologico radicato in un fuorviante mors tua vita mea. Come se, in verità, “l’altro” da fregare non fosse la comunità.

E’ una lamentela esternata (e indiscutibilmente condivisibile) dall’assessore al Decoro Urbano Salvo Di Salvo che, passeggiando in Piazza Roma, tocca con noi diversi punti. Partendo dalla constatazione del degrado vigente nella storica piazza su cui si affacciano da un lato l’istituto scolastico De Felice e dall’altro Villa Bellini. I consiglieri della III Circoscrizione hanno rincarato la dose di critiche all’amministrazione comunale: “E’ assurdo spendere 1 milione di euro per il rifacimento del muro al Tondo Gioeni quando piazze del genere sono completamente abbandonate”, ha dichiarato il Consigliere Gianfranco Riolo. Meno categorico rispetto al Consiglio, il Presidente Salvo Rapisarda, secondo cui sarebbe “corretto sia completare l’opera al Tondo Gioeni sia trovare i fondi necessari per riqualificare le piazze catanesi.”

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Ma il decoro pubblico si profila come un concetto vago, connesso strettamente ai diversi assessorati. E’ alla ricerca di soluzioni possibili su questioni ataviche che abbiamo chiesto all’assessore Di Salvo le sorti del Monumento ai Caduti al Lungomare, ridotto a discarica a cielo aperto. “Non credo che un intervento di Street Art sia adatto, si tratta di un monumento. Il vero problema è l’atteggiamento delle persone che non rispettano i luoghi comuni. Se ripulissimo il monumento, il giorno dopo sarebbe nuovamente imbrattato”.

Il muro dell’ex Tondo Gioeni, progetto al centro delle recenti polemiche, ripropone una domanda: cosa si potrebbe fare in città con un milione di euro? L’opera è stata ideata dall’architetto Ugo Mirone – che si è occupato anche della progettazione del verde e dell’arredo di Villa Bellini nel 2007 oltre che del “nuovo look” di Piazza Galatea e del restyling di via Teatro Massino – e prevede l’utilizzo di tre tipi di pietre diverse, piante ornamentali, una fontana a cascata e led colorati.

Un’opera considerata inutile da molti in una città dalle tasche rattoppate. “Il problema nella gestione del decoro pubblico è superare i ragionamenti per compartimenti stagni sui quartieri e sui progetti”, ha detto il Consigliere Marco Leonardi. Come accaduto in Piazza Roma: tra la pavimentazione saltata, il monumento di Umberto I completamente imbrattato e le aiuole ridotte ad aree per cani, la piazza rivendica riqualificazione e sicurezza. Ma di chi è la responsabilità? L’assessore Di Salvo ha dichiarato di poter richiedere alla Soprintendenza soltanto la pulizia della statua, il resto sarebbe riconducibile all’assessorato di Bosco ma soprattutto “è un problema culturale, la pavimentazione è saltata perché sulla piazza non dovrebbero salire gli scooter”, ha commentato Di Salvo. Forse, però, nemmeno i lavori di manutenzione dovrebbero essere fatti in questo modo:

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