Sono già 37 giorni che i disperati di Librino, Pigno e San Giorgio vivono accampati dentro la Cattedrale di Catania in attesa di ricevere un aiuto concreto da parte dell’amministrazione comunale. Le 18 famiglie in protesta poco prima di Natale hanno incontrato Francesco Marano, il consulente per i rapporti istituzionali del sindaco Enzo Bianco, ma da quel momento nulla purtroppo è cambiato. Da Palazzo degli Elefanti nel frattempo, è arrivato solo l’obbligo di rimozione degli striscioni in vista delle festività natalizie e del concerto di Capodanno ospitato in piazza Duomo perché “violavano il decoro pubblico”Continua così senza sosta la battaglia delle famiglie di Librino che dopo la rimozione “forzata” sono tornati ad esporre gli striscioni simbolo della protesta. Le richieste dei 18 nuclei familiari simbolo di questa lotta riguardano il miglioramento delle condizioni di degrado in cui versa la periferia, l’assegnazione di una casa e un lavoro con cui sostenersi.

“Dopo il danno continua la beffa- dichiara uno degli occupanti, Francesco Andronico- In occasione dell’incontro con Francesco Marano c’era stato chiesto di andare incontro all’amministrazione togliendo gli striscioni almeno per il giorno di Natale, assicurandoci che nel frattempo avrebbero trovato una soluzione per i nostri problemi”.

Una sorta di “contentino” dato loro per cercare probabilmente di prendere tempo, “peccato che dopo quell’incontro nessuno è più tornato in cattedrale per parlare con noi -chiosa Andronico-. Nei giorni di Natale e Capodanno sono venute le forze dell’ordine a strappare via gli striscioni esposti davanti la chiesa perché non era di decoro pubblico- conclude Francesco Andronico. Evidentemente per l’amministrazione la buona immagine della città conta più dei suoi abitanti. L’unico che ci ha fatto sentire la sua vicinanza è stato il parroco della Cattedrale Barbaro Scionti. Solo lui ha capito le nostre esigenze e gli siamo grati per averci consentito di stare ancora qui”.