La protezione di quest’organo inizia già dalle attività quotidiane e da buone abitudini. Secondo i dati Oms il decadimento cognitivo colpisce in Italia 1 milione di persone, 46,8 nel mondo, con rischio aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale. Ictus e malattie neurodegenerative le altre cause invalidanti. Il segretario Bramanti: “E’ importante correggere i fattori di rischio”. Progressi nelle terapie.

 

“In molti casi le malattie neurologiche possono essere prevenute, correggendo, ad esempio, i fattori di rischio per le patologie cerebrovascolari o ampliando la riserva cognitiva nel fisiologico invecchiamento cerebrale”. A spiegarlo è il professore Placido Bramanti, segretario in Sicilia della Società italiana di Neurologia che, a fine mandato, presenta il nuovo congresso regionale, a Catania venerdì 15 febbraio, con inizio alle 8.30, nell’Aula Magna dell’Azienda ospedaliera universitaria ‘Policlinico Vittorio Emanuele’, e traccia un bilancio di questi due bienni, dal 2014 al 2018, nei quali ha ricoperto l’importante incarico.

“E’ fondamentale conoscere il cervello e proteggerlo – spiega il direttore scientifico dell’Irccs Bonino Pulejo di Messina, neurologo e professore ordinario presso l’Università degli Studi di Messina – per queste ragioni, in questi quattro anni, abbiamo organizzato una serie di eventi nell’ambito della Settimana mondiale del cervello (edizioni 2015, 2016, 2017, 2018), avvicinando anche i più giovani, gli studenti delle scuole superiori di Messina, così da informarli delle cattive e scorrette abitudini che possono essere nocive: dal non utilizzo, o uso scorretto di dispositivi di sicurezza, come il casco e le cinture, in caso di incidenti; l’abuso di alcool; l’uso di sostanze stupefacenti, dalla cannabis, ai diversi tipi di droghe e all’ecstasy.  I ragazzi sono stati coinvolti sul tema ‘Il tempo è cervello’ grazie alla presentazione di video didattici curati da specialisti dell’Irccs Piemonte e hanno realizzato dei contest tematici con premiazione finale dei lavori presentati”.

“Il Congresso regionale Sin 2019 – spiega il professore Bramanti – è dedicato alle cure palliative in Neurologia, nel campo oncologico, nel trattamento delle demenze, della sclerosi multipla e della sla, ma è una giornata nella quale approfondiremo, con relatori siciliani e nazionali, le nuove innovazioni riabilitative, terapeutiche, tecnologiche e scientifiche. Una sezione è dedicata alle ultime frontiere del trattamento e cura del Parkinson; un’altra alle emicranie, sotto il profilo di prevenzione, diagnosi e cura. Importante, poi – aggiunge il docente – è l’approfondimento sulla gestione delle rete tempo-dipendente in Sicilia, fondamentale nel trattamento immediato dell’ictus ischemico, e sull’integrazione ospedaliera nella gestione territoriale della cronicità. Su questi temi di strettissima attualità avremo la possibilità di confrontarci con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è mostrato da subito interessato alla nostra iniziativa e che sarà presente venerdì mattina”.

I NUMERI DELL’OMS- Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità in Italia sono 1 milione le persone colpite da decadimento cognitivo, 800mila a causa di ictus, 46,8 milioni nel mondo e le cifre sono destinate ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione mondiale: nel 2050 si potrebbe arrivare a 131,5 milioni di malati. Attualmente la ricerca è focalizzata nella prevenzione della patologia.

L’ictus è la seconda causa di morte a livello mondiale e terza causa nei paesi del G8. In Italia è il primo motivo di invalidità permanente. Nell’ictus è fondamentale il tempo immediato di trattamento della stroke, oggi la nuova frontiera è la combinazione di trombolisi sistemica e trombectomia meccanica.

Quattro milioni sono gli italiani colpiti da emicrania, soprattutto le donne; 800mila i pazienti affetti da forma cronica, coloro che stanno male per due settimane al mese.

Trecentomila sono le persone malate di Parkinson, sopra i sessant’anni, il 5 per cento delle diagnosi si possono fare prima dei cinquant’anni. Questi numeri, pur rappresentando una sfida impegnativa, non devono impressionare. I progressi nella comprensione dei meccanismi alla base di molte malattie e l’arrivo di nuove terapie mirate hanno allungato le prospettive di vita dei pazienti, che ora riescono a convivere per decenni con le patologie neurologiche croniche, appunto come il Parkinson. Gli uomini sono più esposti alla malattia, l’incidenza è 1,5 – 2 volte rispetto alle donne.

La sclerosi multipla, invece, è la principale causa di disabilità neurologica tra i 20 e i 40 anni. Colpisce più le donne che gli uomini.  L’85 per cento soffre di forme recidivanti, il 15 per cento di forme progressive, che si manifestano molto tempo dopo l’esordio della malattia.

La giornata congressuale fornirà, infine, tutti gli aggiornamenti sui progressi delle neuroscienze: saranno analizzate alcune tecnologie innovative nell’ambito della diagnosi e cura delle patologie neurologiche. Spazio alla nuova Rmn 7 Tesla, apparecchiatura che, a medio e lungo termine, consente di effettuare una diagnosi precoce e più accurata delle lesioni cerebrali riconducibili a malattie neurodegenerative, tumorali, demielinizzanti, vascolari ed epilettiche nei bambini e negli adulti, diagnosi tempestive anche delle malattie cardiache, con studi dinamici sul cuore e ginecologiche. Tramite l’apparecchiatura è possibile seguire la malattia diagnosticata attraverso un follow-up più accurato del paziente. Infine la Nirs(Near infrared spectroscopy), la Spettroscopia nel vicino infrarosso, recentemente indicata negli Annals of the New York Accademy of Sciences,una tecnologia molto promettente, utilizzata nel monitoraggio finalizzato alla neuro-protezione, in grado di misurare il livello regionale di parametri come l’ossigenazione ed il flusso ematico tissutale cerebrale.

Il programma dei lavori