L’attuale amministrazione, oggettivamente del tutto incolpevole, ha tentato l’impossibile, ma era chiaro a tutti che il ricorso avrebbe solo dato qualche settimana di tempo per sperare di riuscire a coinvolgere il governo centrale: intervento che ancora latita nonostante rassicurazioni dilatorie. ADESSO IL TEMPO È SCADUTO!  Con un laconico comunicato di due righe l’Ufficio Stampa del comune ha comunicato l’esito, peraltro scontato, del ricorso disperatamente presentato dopo 5 anni di bilanci truccati che non hanno lasciato scampo alla Città ed alla sua gente: “Le sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti ha rigettato il ricorso avverso la deliberazione n.153 del 4 maggio 2018, con cui la sezione controllo della Corte dei conti della Sicilia ha decretato il dissesto economico-finanziario del Comune di Catania.” PRIMO AGGIORNAMENTO: LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO POGLIESE. SECONDO AGGIORNAMENTO: DURISSIMA NOTA DI FRATELLI D’ITALIA. TERZO AGGIORNAMENTO: SCENDE IN CAMPO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE NELLO MUSUMECI. QUARTO AGGIORNAMENTO: MARCIA DI SINDACATI E PARTI SOCIALI IL 12 NOVEMBRE.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese:
“Prendiamo atto con amarezza di questo giudizio della magistratura contabile che conferma il deliberato del 4 maggio scorso e che toglie al Comune ogni possibilità di evitare il default.

Fin dal nostro insediamento, quattro mesi addietro, consapevoli delle enormi difficoltà che ci venivano lasciate in eredità, abbiamo operato con scrupolo e coscienza e un impegno totalizzante, al fine di salvare il Comune e la città da una condizione di fallimento che mette in difficoltà i lavoratori, le imprese e i cittadini che usufruiscono dei servizi. Come abbiamo già fatto con la delibera del consiglio comunale di adozione dei correttivi richiesti dalla Corte dei conti ai rendiconti 2014-2015-2016, ora, questo nuovo pronunciamento dei giudici ci riconferma che la strada intrapresa è quella giusta, perseguire cioè l’obiettivo di fare rientrare il Comune nell’alveo della legalità e delle veridicità dei documenti contabili, precondizione indispensabile per riprendere un cammino virtuoso di risanamento, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini. Anche per questo, finora, abbiamo evitato ogni polemica, persino quando abbiamo subito provocazioni, talvolta grottesche, da parte di chi invece di esternare falsità in continuazione avrebbe fatto bene a riflettere su quanto sta accadendo.
Quando ci siamo candidati alla guida del Comune abbiamo detto che facevamo una scelta d’amore verso la città e che avremmo voltato pagina. E così sarà, anche nell’affrontare questa pesante vicenda del dissesto con cui siamo giocoforza costretti a fare i conti, senza ipocrisie senza infingimenti, ma con risolutezza e coraggio. Un impegno di verità e serietà per cui da oggi, ancora più di ieri, metteremo il massimo impegno per individuare, insieme ai tanti cittadini onesti di Catania, il percorso più idoneo per chiudere definitivamente con il passato, consapevoli che abbiamo radici forti, maturate in una città che ha sempre saputo risorgere dalle proprie ceneri“.


DISSESTO, FRATELLI D’ITALIA: “BIANCO LA SMETTA CON LE MASCHERATE E SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’”

“Il “no” al ricorso del comune di Catania da parte delle sezioni riunite in funzione di controllo della Corte dei Conti contro la dichiarazione di dissesto certifica uno stato di fatto il cui responsabile ha un nome preciso: Enzo Bianco. Fratelli d’Italia prende posizione in maniera netta sul dramma che sta vivendo Catania in queste ore.
“Bianco tenta di scaricare su altri le sue enormi responsabilità nel governo dei conti del Comune -attacca il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Manlio Messina– magari tentando la carta di unirsi alle bandiere sindacali. Ma è un patetico tentativo, solo una mascherata per cercare di allontanare da sé gli effetti devastanti del suo disastro amministrativo-contabile.”
Fratelli d’Italia ricorda a tutti quanto è scritto nelle delibera della Corte dei Conti sezione di controllo 153/2018 del 4 maggio 2018 depositata in segreteria della Corte il 23 luglio 2018:“in conclusione, l’esito di questa attività di controllo, che comunque si ricollega a quelli delle precedenti verifiche sul piano di riequilibrio svolte in riferimento agli esercizi 2014 e 2015, consente una rappresentazione della situazione economico-finanziaria contraddistinta dalla sussistenza di gravi e rilevanti irregolarità contabili registrate nel corso degli ultimi esercizi finanziari, oltre che dalla sussistenza di un considerevole ammontare di passività, in gran parte sottostimate al momento dell’approvazione del piano che, in ogni caso, alla data odierna, appaiono tali da non consentire l’attuazione del programmato risanamento e che, viceversa, evidenziano un preoccupante definitivo consolidamento e, per talune di esse, addirittura un sostanziale aggravamento.
Ciò premesso, risulta indifferibile, nell’interesse generale, prevedere il risanamento dell’ente nelle forme disciplinate dall’articolo 244 del Tuel in quanto l’anzidetto esito appare indilazionabile e necessitato”( delibera corte dei Conti Sicilia sez. controllo 153/2018 del 4 maggio 2018 depositata in segreteria della Corte il 23 luglio 2018 ).

Di fronte al dramma che sta vivendo Catania ha bisogno di un’operazione verità: “niente infingimenti, niente mascheramenti -conclude Messina- Bianco e chi ha condiviso con lui responsabilità di governo devono rispondere alla città e magari forse, un giorno, in altre sedi, dal momento che sui conti del Comune la Procura sta indagando.
Se proprio vuole continuare in questa rappresentazione da consumato attore quale egli è, si procuri una maschera adeguata. Ne ha veramente di bisogno”.


Con una nota delle 20.14 interviene il presidente della regione Nello Musumeci:

“La decisione della Corte dei conti rende più complicato il processo di crescita della città di Catania. Per questo voglio, con maggior forza, ribadire l’impegno del governo regionale, nella condivisione con l’amministrazione comunale etnea, a supportare questa difficile stagione”.


Dissesto Comune di Catania, sindacati, associazioni datoriali e parti sociali: “Una delle pagine più buie della storia dell’ente comunale, inizio di una fase difficile. La politica tutta abbandoni le contrapposizioni di partito e si stringa attorno alla città, che rimane viva e nessuno può permettersi di spegnerle la luce”

“Con la dichiarazione di dissesto si apre oggi indubbiamente una delle pagine più buie della storia del Comune di Catania. Di fronte ad una notizia del genere, che certifica l’avvio di una fase difficile, crediamo che l’amministrazione comunale non abbia altra via che assumere sin da subito decisioni condivise e drastiche per mettere in sicurezza i conti della città, da quì all’immediato futuro. Rispettiamo le decisioni della magistratura contabile ed ora che la questione passa definitivamente nelle mani della politica, come organizzazioni sindacali auspichiamo che dagli schieramenti venga superata ogni contrapposizione per stringersi attorno alla città e trovare le soluzioni per salvarla dal disastro sociale. Intanto, insieme alle associazioni datoriali ed alle altre parti sociali, continueremo a tenere accesa la speranza. Catania celebra oggi il fallimento di una gestione politica-amministrativa, che è stata poco oculata, ma è una realtà viva e nessuno può permettersi di far cessare la luce. L’attenzione prioritaria adesso deve essere rivolta ai lavoratori e alle imprese con alta incidenza dei costi del lavoro. I lavoratori infatti, e le loro famiglie, pagheranno il costo dei tagli effettuati nei confronti degli enti locali, della mancanza di scelte correttive negli anni e anche di quanti, siano essi cittadini o imprese, che hanno la stessa responsabilità di chi negli anni non ha saputo tenere in ordine i conti catanesi. Intanto chiamiamo tutta la cittadinanza a partecipare alla marcia del 12 novembre, alle 17.30 con partenza da via Etnea (di fronte la Villa Bellini), per chiedere ai governi regionale e nazionale di non spegnere i riflettori su Catania e di intervenire, oltre che con le misure previste dalla legge, con risorse affinché questa comunità non si spenga.” Lo dichiarano i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci, insieme ai vertici catanesi di Agci, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confindustria, Legacoop, Uneba, Unci, Unicoop e Unimpresa, rispettivamente Silvana Strano, Andrea Milazzo, Riccardo Galimberti, Bernardo Catalano, Gaetano Mancini, Antonello Biriaco, Giuseppe Giansiracusa, Salvatore Caruso, Salvatore Bentivegna, Eleonora Contarino e Salvo Politino, a seguito della notizia che quest’oggi la Corte dei conti ha rigettato il ricorso dell’ente comunale contro la delibera di dichiarazione del dissesto della Corte stessa.