Ne abbiamo già parlato: la selezione è prevista per il prossimo 5 maggio. Ma, oltre a quanto già rilevato, si aggiunge un altro particolare.

I candidati, lo abbiamo visto, sono sette.

Tra questi il dr. Diego Piazza che lo è già al Vittorio Emanuele ed è anche presidente nazionale dell’associazione che riunisce i chirurghi ospedalieri italiani, l’ACOI.

Abbiamo già scritto di come, con un sensazionale (nel senso che fa sensazione) sorteggio, l’apposita commissione, nominata dal direttore generale del Garibaldi Giorgio Santonocito, è riuscita ad estrarre guarda caso quale presidente di quella giudicatrice il dr. Ildo Scandroglio che è consigliere nazionale proprio dell’associazione di cui il candidato Piazza è presidente.

Quando si dice il caso.

Certo, si è subito sollevata l’ipotesi quanto meno dell’inopportunità, ma ulteriore approfondimento ha fatto sorgere un’altra questione: la legge 165/2001, art.35 comma 3 lettera e.

É la legge è chiarissima sulla composizione delle commissioni di concorso che devono essere composte “esclusivamente con esperti provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.”

L’Istituto di management sanitario specifica, qualora ce ne fosse bisogno, che “la ratio dell’articolo 35, comma 1, lett. e), del decreto legislativo 165 del 2001 è di evitare che siano componenti delle commissioni di concorso soggetti investiti di cariche comportanti il pericolo della deviazione del giudizio tecnico verso interessi di parte o comunque diversi da quelli propri del concorso.”

E ancora: “Il fatto di essere membro del Consiglio Nazionale di una associazione sindacale, e non un semplice iscritto al Sindacato, determina una condizione di incompatibilità con la nomina a componente di una commissione di concorso.”

E qui sorge il problema, considerato che l’ACOI, l’associazione di cui il candidato Piazza è presidente nazionale ed il presidente della commissione che dovrà giudicarlo, il dr. Scandroglio, è consigliere nazionale, pare sia proprio un’organizzazione con finalità anche sindacali.

Si legge infatti all’art.2 dello statuto che tra le sue attività l’ACOI prevede “la partecipazione alla formazione e stipulazione dei contratti collettivi di lavoro per il tramite della FESMED ( Federazione Sindacale Medici Dirigenti). La titolarità delle deleghe sindacali rilasciate dai Soci al datore di lavoro, per la ritenuta sindacale sulla retribuzione, è trasferita per successione alla FESMED.”

Quindi, è a tutti gli effetti una sorta di costola del sindacato Fesmed e partecipa alla formazione e stipulazione dei contratti collettivi di lavoro.

Non sappiamo se il presidente della commissione Scandroglio ha già depositato la dichiarazione di assenza di incompatibilità prevista dall’art. 35 bis della legge citata.

Citiamo ad esempio il facsimile di quella prevista dall’azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze.

Nel modello, comune a tutte le aziende simili, il commissario di prova selettiva deve dichiarare non solo di non essere incompatibile per le ragioni previste dalla legge, e quindi anche all’art 35 comma 3 lettera e, ma addirittura di aver esaminato l’elenco dei candidati e che non ricorrono i casi previsti dagli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile che obbligano all’estensione.

Ribadiamo, non siamo a conoscenza ad oggi se tale dichiarazione sia stata depositata.

Certo, non è stato un sorteggio fortunato. Capita. Forse.

Attendiamo il 5.

Di maggio.