In pieno svolgimento la “Tre Giorni Senza Frontiere”, la manifestazione cha la Comunità di Sant’Egidio propone dal 2013 a Catania e che vede coinvolti centinaia di giovani italiani, europei e “nuovi europei” ovvero migranti giunti in Sicilia e presenti nelle nostre città. Ieri il momento della memoria presso il Lido Verde dove il 10 agosto vennero recuperati i corpi senza vita di 6 giovani egiziani. Pomeriggio di tornei e giochi che vedranno la conclusione questo sabato con la caccia al tesoro a partire dalle 10, messa comune a Santa Chiara alle 18.30 per finire con la grande festa al Lido Azzurro dalle 20.30.

Emiliano Abramo, responsabile della Comunità di Sant’Egidio: “C’è una generazione di giovani africani che hanno la voglia di rischiare, capaci di costruire un futuro di pace al punto da scommettersi nel nostro Paese. Anche i nostri giovani europei, di rimando, mostrano voglia di scommettersi abbracciando l’amicizia con i più poveri e contrastando i tanti sentimenti di odio, divisione e contrapposizione che alcuni cattivi maestri diffondono. La Tre Giorni Senza Frontiere è un appuntamento che celebra un anno di amicizia e che mostra come la società del convivere cresce già in mezzo a noi.

Il ricco programma della manifestazione ha previsto diversi appuntamenti significativi come la memoria del 10 agosto 2013, giorno in cui avvenne il primo tragico sbarco avvenuto a Catania nel quale persero la vita sei giovani egiziani, la preghiera “morire di speranza” con cui si fa memoria di tutte le persone che hanno perso la vita nel mediterraneo, momenti di confronto e di gioco che attraverseranno tutta la città.

In occasione della commemorazione del tragico sbarco del 10 agosto 2013, il presidente della Comunità di Sant’Egidio Sicilia Emiliano Abramo ha ricordato: “Ci ritroviamo qui, per la quinta volta, per fare memoria del tragico sbarco del 10 agosto 2013 giorno in cui persero la vita 6 giovani egiziani, giorno ricordato su questa stele che abbiamo allora voluto porre in questo luogo per commemorare quell’evento ma anche per ricordare quelle sei giovani vite risucchiate dal mare e ricordare inoltre la sana risposta in quella circostanza della città di Catania, particolarmente dei suoi giovani, che prontamente intervenirono.

Noi non abbiamo vissuto quel momento come un episodio gestito da bravi ragazzi, ma abbiamo intuito che c’era bisogno di una comprensione profonda al punto che ci ritroviamo qui per il quinto anniversario ovvero siamo rimasti vicino al mare, alla gente che viene dal mare ieri come oggi.

Tante cose sono cambiate in questi cinque anni, avvertiamo e respiriamo un clima più insopportabile del caldo di questa giornata di agosto perché spesso segnato dal puzzo dell’intolleranza e del razzismo.

“Noi – ha proseguito Abramo -che siamo stati vicino al mare abbiamo capito e oggi ci assumiamo la responsabilità non solo di fare memoria, non solo di affermare che nessuno deve morire di speranza, ma vogliamo assumerci la responsabilità di parlare anche al mondo di adulti, di giovani, di parlare a tutti per dire che non bisogna cedere alle politiche dell’odio e della divisione.

La felicità è un pane che si mangia insieme”, abbiamo ricordato in questi giorni. Noi crediamo che insieme significhi non chiudere le porte a nessuno, soprattutto a chi cerca pace. Noi soffriamo per una società divisa, dove si chiudono le porte dell’amicizia agli anziani, sempre più soli e sempre più chiusi con troppa facilità negli istituti; non vogliamo chiudere le porte ai bambini dei quartieri storici, sempre più trascurati; non vogliamo chiudere le porte in faccia a chi ha cultura, religione e colore della pelle diverso dal mio.

Non abbiamo paura della diversità, anzi come ha detto pochi anni fa ad un recente incontro della Comunità di Sant’Egidio il grande Bauman, uno dei più lucidi pensatori del nostro tempo recentemente scomparso, la diversità è la nostra ricchezza.

Noi abbiamo visto quanta ricchezza abbiamo trovato tra i nuovi europei ovvero tra i nostri amici migranti nel nostro lavoro con i poveri, abbiamo visto quanto hanno arricchito le nostre preghiere e le nostre vite con la loro amicizia e presenza.

È proprio vero: la felicità è un pane che si mangia insieme e noi abbiamo scelto di essere felici e di invitare tutti, ma proprio tutti, ad una vita felice liberata dalla paura e dalla contrapposizione ma condita dall’incontro e dal sapore buono della diversità.

Oggi facciamo memoria di quel 10 agosto 2013, un umile inizio per questa città che, come dice la Scrittura nessuno deve disprezzare. Questa memoria per noi, annaffiata dalla nostra preghiera, dalla nostra presenza fedele negli anni è più forte dei venti xenofobi e violenti che spesso sembrano soffiare forte ma che oggi, insieme a tanti, con un cuore sincero, scopriamo essere deboli venticelli che non possono scalfire la vocazione di questa città che anzi vuole quasi provocare dicendo a tutti: noi rimaniamo vicino al mare, rimaniamo e rimarremo umani vicino al mare.”


Il programma della Tre Giorni Senza Frontiere
09 agosto

ore 10:00 Assemblea introduttiva | Link Campus University, Viale Kennedy 10 Catania
ore 14:30 Giochi/Laboratori sul tema della Pace, giochi in spiaggia e in acqua, giochi di intelligenza, di astuzia e di società | Lido Azzurro, Viale Kennedy 11, Catania

 10 agosto

ore 10:00 Memoria dello sbarco del 10 agosto 2013 dove persero la vita alcuni giovani migranti | Lido Verde, Viale Kennedy 33 Catania
ore 11:00 Giochi in spiaggia | Lido Azzurro, Viale Kennedy 11 Catania
ore 16:00 Tornei di beach volley – beach soccer | Lido Azzurro, Viale Kennedy 11

 11 agosto

Ore 10:00 Caccia al tesoro | In giro per la città di Catania
Ore 18:30 Liturgia | Chiesa di Santa Chiara, Via Garibaldi 89
Ore 20:00 Cena e festa finale – Premiazione – Dj set | Lido Azzurro, Viale Kennedy 11