Una seduta fiume, terminata poco dopo le 23:00 con l’approvazione di un bilancio pesante come un macigno: in aula i dipendenti comunali e i rappresentanti delle principali sigle sindacali. Parisi (Grande CT), presidente della Commissione Bilancio: “La delibera non andrebbe votata, ma chi si prende la responsabilità di mettere a rischio gli stipendi di questi padri di famiglia?

“Di chi sarà la responsabilità?” aveva chiesto Vincenzo Parisi (Grande Catania) durante la sua relazione in aula come presidente della Commissione Bilancio.

La delibera del Rendiconto 2015, tra mille polemiche arriva in aula per la votazione da parte del Consiglio Comunale.

Sull’atto deliberativo due macigni: 61 pagine di relazione del Collegio di Revisori dei Conti che di fatto bollano come “falso” il contenuto del bilancio redatto dall’Amministrazione Bianco e una sentenza della Corte dei Conti che dà alla Giunta 60 giorni di tempo per comunicare le misure correttive alle 11 criticità riscontrate nella gestione finanziaria dell’ente.

Come se non bastasse, attaccati alla giugulare dei consiglieri comunali, il commissario ad acta nominato dalla Regione per portare a termine l’approvazione del rendiconto e i dipendenti comunali ancora in attesa degli stipendi.

La Corte dei Conti vi dice da un anno che siete incapaci” afferma Manlio Messina (Fratelli d’Italia) rivolgendosi agli assessori presenti. “E i revisori avrebbero fatto prima a dire che il bilancio che avete presentato è falso e io le cose false non le voto” conclude.

“Ci avete messo 6 mesi per preparare il rendiconto, i Revisori hanno avuto oltre 20 giorni di tempo per esaminarlo e a noi ne vengono chiesti a malapena quattro” ha affermato Vincenzo Parisi. “L’unica cosa che possiamo fare – continua – è basarci sulla relazione che fanno i Revisori dei Conti: 61 pagine, 3 paragrafi. Su 41 punti analizzati, 26 riportano annotazioni. Questo bilancio non andrebbe votato! Ma chi si assume questa responsabilità con gli stipendi dei lavoratori a rischio?”.

L’aula consiliare è gremita, presente anche Giacomo Rota insieme agli altri esponenti delle maggiori sigle sindacali ad accompagnare il sit-in di protesta dei dipendenti comunali.

La pressione si fa sentire e con 31 presenti, 24 votanti, 21 favorevoli e solo tre contrari il rendiconto 2015 viene approvato.

A votarlo sono:

Carmelo Sgroi e Salvatore Tomarchio di Progetto Popolare; Vincenzo Parisi di Grande Catania e Massimo tempio del Gruppo Misto; Giuseppe Catalano, Rosario Gelsomino, Giuseppe Musumeci e Beatrice Viscuso per il gruppo Art.4; Crocitti, Failla, Mastrandrea, Porto e Ragusa, Sofia e Vanin per la lista Con Bianco per Catania; Daniele Bottino, Erika Marco e Francesco Trichini del Megafono; D’Avola, Raciti e Zappalà per il Partito Democratico.

Il gruppo di  Catania Futura – legato a D’Agostino – si astiene in blocco, così come anche Ersilia Saverino (dissidente PD), Sebastiano Arcidiacono (Misto), Carmelo Nicotra (Progetto Popolare) e Francesco Petrina che diserta le indicazioni date dal capogruppo CBxCT Alessandro Porto.

Ma c’è un ma.
Anche se approvato dal Consiglio, il rendiconto 2015 rischia ancora la nullità: i 26 punti critici evidenziati dai Revisori dovranno trovare risposta nel piano di riequilibrio e nel preventivo 2016.