Il 4 agosto, praticamente a stagione quasi finita, l’amministrazione Bianco decide di investire 10 mila euro dei catanesi per far conoscere gli “straordinari eventi” dell’Estate Catanese 2017, scegliendo inspiegabilmente per la pubblicità alcuni giornali ed escludendone altri tra i più letti. Vengono così beneficiate, ad esempio, testate con l’editore a processo per truffa allo Stato oltre che locatore d’oro allo stesso comune e altre praticamente sconosciute ai sistemi di rilevazione e persino strettamente collegate a consulenti personali del sindaco Bianco a spese della pubblica amministrazione. Vengono invece tenute fuori le testate indiscutibilmente più seguite della città e certificate come tali dalle agenzie indipendenti Analitycs e Alexa. Il caso della misteriosa determina 174.

Un piccolo ma significativo esempio di come il denaro pubblico, oltre che letteralmente sprecato, venga utilizzato per compiere miserabili ritorsioni oltre che classici favori ad amici e sodali vari.

Il caso è rappresentato da una serie di determine dirigenziali formalmente “proposte” dal vice segretario generale del comune di Catania e direttore del comparto Cultura e Turismo avvocato avvocato Francesco Gullotta, il dirigente che abbiamo già ammirato in sede di consiglio comunale in occasione dell’approvazione dell’ennesimo “piano di rimodulazione”.

Il Capo di Gabinetto dell’amministrazione Bianco il 28 autorizza una spesa di 10 mila euro, invitando il direttore Gullotta a “porre in essere una campagna pubblicitaria al fine di consentire il coinvolgimento del maggior numero possibile di partecipanti alle manifestazioni estive dell’amministrazione comunale.”

Il direttore Gullotta ci pensa una ventina di giorni ed intorno al 18 luglio invia richieste di preventivo ad alcune testate giornalistiche.

In via preliminare è interessante rilevare che le “manifestazioni estive” organizzate dall’amministrazione Bianco, su cui magari torneremo in altra sede, si decide di pubblicizzarle “per farle conoscere al maggior numero di persone possibile” praticamente a stagione finita, addirittura ad agosto e con alcune testate che hanno cominciato a pubblicare i loro spot/banner solo da pochi giorni.

Ma ciò che più rileva è capire sulla base di quali criteri vengono individuate queste testate, considerato che non è chiarito nelle determine, mancando così di quegli essenziali elementi di trasparenza,  logicità ed economicità necessari agli atti della pubblica amministrazione per essere considerati corretti.

Dalla lettura degli atti pubblicati all’albo pretorio si evince innanzitutto che risultano escluse alcune delle testate più lette e seguite del territorio ed indichiamo, (escludendo Sudpress per motivi personali), Cataniatoday, Blogsicilia, Meridionews, UltimaTV.

Per citare solo i primi nelle classifiche, seguiti da I Vespri, L’Urlo, Ienesicule, La Spiapress. Tutti neanche calcolati.

Parliamo di testate che vengono certificate dalle agenzie indipendenti Google Analytics e Alexa come decisamente più diffuse di molte di quelle scelte dal direttore Gullotta.

In particolare, per quanto riguarda noi possiamo affermare di non essere stati neanche invitati a presentare un’offerta, non sappiamo i colleghi. Ce ne faremo una ragione. Anzi, la conosciamo già.

Già questo basterebbe per dare esempio di un modo fazioso e scorretto di come venga utilizzato il denaro dei catanesi, oltre che contraddittorio con lo stesso obiettivo posto dalla pubblica amministrazione a fondamento della spesa per “coinvolgere il maggior numero di persone possibile”.

Ma è interessante un focus particolare su due delle testate prescelte dall’amministrazione.

La prima è il Quotidiano di Sicilia il cui direttore Carlo Alberto Tregua è attualmente sotto processo per truffa ai danni dello Stato per una storia di contributi per diverse centinaia di migliaia di euro ottenuti, secondo l’accusa, taroccando proprio i dati di diffusione della testata. Rinviato a giudizio, il processo comincerà il prossimo 17 dicembre.

Peraltro, i rapporti della famiglia Tregua con l’amministrazione comunale sono già balzati agli onori della cronaca per il mega affitto da oltre 80 mila euro l’anno, (6.700 euro al mese!) che i catanesi pagano per un immobile in via Manzoni il cui utilizzo ancora ci sfugge e che è già stato oggetto di interrogazioni comunali e non solo.

Al Quotidiano di Sicilia il direttore Gullotta decide di assegnare 2 mila euro per una mezza pagina sul cartaceo ed una settimana di “campagna informazione su Facebook”. Un affare.

Un’altra determina interessante è quella che riguarda lo stanziamento di 500 euro in favore della “ditta Vision Sicily srl per la pubblicazione su testate web”.

In tutta la determina, la 174 del 4 agosto 2017, resta del tutto imprecisato su quali fantomatiche testate web questa benedetta pubblicità vada fatta.

Si fa riferimento al signor Trischitta Natale Antonio nella qualità di amministratore delegato della società Vision Sicily srl, determinando di affidargli “la fornitura di un banner pubblicitario relativo agli eventi della Rassegna Estate 2017, per 30 giorni sul quotidiano on line per l’importo di 500 euro.”

Proprio così, viene indicato un misterioso “quotidiano on line, senza mai nominarlo. In tutto il corpo della determina non è mai citato.

Chissà perché, considerato che in tutte le altre determine vengono espressamente indicati sia l’agente pubblicitario o direttamente la società editrice e la testata oggetto dell’affidamento.

Chissà perché questa costruzione sintattica nella determina 174 del direttore Gullotta.

Bisogna infatti scartabellare tra gli allegati agli atti per scoprire che si tratta di una testata on line, Metroct.it che, confessiamo la nostra ignoranza, non avevamo mai sentito prima.

Quindi continuiamo a chiederci chissà perché non viene citata nella determina di incarico, ma siamo certi sia una sfortunata svista che non ha nulla a che vedere con le voci che circolano nell’ambiente che si tratti di un sito che fa riferimento ad uno strettissimo collaboratore del sindaco Bianco.

Maldicenze di un’ambiente dispettoso che però assumono rilevanza pubblica quando si fanno insistenti.

E vedremo di approfondire di che si tratta.

Intanto la notizia di oggi è questa: con i soldi dei catanesi fanno quello che gli pare, anche nei piccoli miserabili favoritismi come nelle altrettanto piccole miserabili vendette.