Si alzano i toni alla vigilia di un appuntamento cruciale, per superare il quale l’amministrazione ha tentato la carta, da molti definita “disperata”, delle nomine dei vertici delle partecipate per garantirsi una maggioranza trasversale. Il tema è il piano di riequilibrio, ma sul piatto della bilancia c’è molto di più. “C’è il futuro dei nostri figli e della nostra città” ha dichiarato Sebastiano Arcidiacono. A rispondere all’appello ci sono le associazioni, i movimenti politici, i professionisti, le associazioni di categoria

In coro dicono no alla “gestione predatoria, irresponsabile e privatistica” della cosa pubblica.

Il tema di partenza è il piano di riequilibrio, un piano che “si fonda su un’errata lettura del passato, su previsioni prive di consistenza, su soluzioni che la giurisprudenza della Corte dei Conti ha più volte dichiarato aleatorie”.
A dichiararlo è Sebastiano Arcidiacono, consigliere del gruppo misto e vicepresidente vicario del Consiglio comunale, organizzatore di una nuova assemblea civica con la quale chiama a raccolta i catanesi, i rappresentanti di categoria, le associazioni, i professionisti.

“Mi fa specie pensare che tra meno di una settimana, in quest’aula, ci ritroveremo a votare un atto che impegna il futuro dei nostri figli per i prossimi 30 anni e che questo è l’unico incontro organizzato per discuterne e renderne partecipe la cittadinanza” prosegue Arcidiacono.

“A chi serve questo piano? Credo che questo piano serva alla sopravvivenza di chi in questo momento ha le responsabilità di governo. Serve per consentire di arrivare alla scadenza del tempo d’amministrazione e andare poi verso altri lidi. Lasciando il cerino nelle mani degli altri” continua.

La partecipazione all’incontro è trasversale: da Iannitti a Ruggero Razza, passando per i 5Stelle e i rappresentanti de “I siciliani”. C’è Carlo Cittadino, ex revisore del Comune di Catania, ma anche l’avvocato Faraone, l’ingegnere Alberto Reina dell’Osservatorio Euromediterraneo. C’è il “GAPA – Giovani Assolutamente Per Agire”, il Polo Educativo Villa Fazio, ma anche Giacomo Cagnes, del Tavolo per le imprese.

C’è la città. Una città che, indifferentemente dal colore politico e dalle radici culturali e ideologiche di partenza, è lì per reclamare “trasparenza, legalità, confronto e scelte responsabili“.

“Il piano non esiste” interviene Ruggero Razza. “L’amministrazione non vi sta portando una proposta da votare: vi stanno portando una finzione scenica. E otterranno il consenso, sono pronto a scommetterci. Oggi pomeriggio a maggior ragione“.

E il riferimento alle nuove nomine dei presidenti delle partecipate è inevitabile: i tre in quota Sammartino-Sudano con ogni probabilità peseranno sulle prossime delibere in votazione. E da votare non c’è solo il piano di riequilibrio, ma anche il bilancio di previsione che se bocciato manderebbe a casa Consiglio e Giunta.

Se fosse una società privata a porsi il problema di votare un bilancio falso o di approvare un piano di rientro falso? Si commetterebbe un reato. Fine” continua Razza.

“Il tema non sono le regionali, le comunali o le nazionali. Il tema è accendere i riflettori su una città che non è in vendita, che non attende di essere nominata presidente di partecipata e che non ha bisogno di fare politica per campare” conclude.

Hanno presentato un piano falso – ha affermato Matteo Iannitti. “E ora, con il mercato all’interno delle istituzioni, hanno fatto l’ennesimo regalo per accontentare una parte politica. Ed è chiaro perché lo fanno: perché quando ci sarà da votare un atto invotabile, con Francesco Marano che gira per l’aula per raccogliere i consiglieri, potranno dire ‘vi abbiamo dato quella poltrona’ e porgeranno la mano per chiedere la moneta di scambio“.

Ad “ascoltare e apprendere l’umore della città per poi agire di conseguenza”, sono presenti solo altri due consiglieri: Manlio Messina, portavoce di Fratelli d’Italia e Giuseppe Catalano, in quota Art.4. Da una parte la dichiarata opposizione, dall’altra la voce fuori dal coro.