“Il M5S presenta -si legge in una nota del Movimento- un’interrogazione al Senato sulla situazione dei due giornalisti Giovanni Iozzia e Giuseppe Lazzaro Danzuso e il loro rapporto con il sindaco Bianco e il Comune di Catania”. Di seguito il testo del comunicato per come lo abbiamo ricevuto e il link dell’interrogazione

“Qual è la composizione dell’Ufficio stampa del Comune di Catania e l’effettiva posizione, al suo interno, dei giornalisti Giuseppe Lazzaro Danzuso e Giovanni Iozzia? Perché la comunicazione istituzionale, quasi sempre di mera propaganda, è anonima e i comunicati non sono firmati?

A queste domande i portavoce catanesi del Movimento 5 Stelle Nunzia Catalfo, Mario Giarrusso, Giulia Grillo e Gianina Ciancio chiedono che sia data una risposta e, per questa ragione, è stata presentata un’interrogazione al Senato, indirizzata ai ministri dell’Interno e per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione.

Nell’interrogazione si fa notare che Lazzaro Danzuso e Iozzia (secondo quanto ha affermato pubblicamente l’assessore alla Trasparenza Rosario D’Agata) “sono portavoce personali del sindaco Bianco” e sarebbero destinatari di un contratto già da tempo stipulato “per gestire i rapporti tra sindaco, assessori e la stampa”.

Inoltre i due giornalisti ricoprono formalmente incarichi presso aziende ed Enti partecipati o collegati al Comune etneo.

Lazzaro Danzuso, che tra l’altro “avrebbe curato i rapporti con la stampa per il sindaco di Catania, Enzo Bianco, durante la scorsa campagna elettorale, firmando i comunicati del candidato sindaco e accompagnandolo in tutte le iniziative pubbliche”, dal 10 dicembre 2013 è consulente esterno per la comunicazione della società partecipata Asec Trade.

Iozzia, l’1 agosto 2016, è stato nominato Portavoce del sindaco della Città Metropolitana di Catania.

Nel 2013, ricordano i senatori, la Corte dei Conti ha condannato per danno erariale l’ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini e diversi assessori di allora, per il conferimento di tre incarichi esterni (Michela Petrina, Lazzaro Danzuso e Iozzia) all’Ufficio stampa, considerati inutili perché il Comune aveva già dipendenti interni per le stesse mansioni.

“Presso il Comune di Catania – precisano – è presente un Ufficio stampa formato da personale con regolare contratto di lavoro con l’amministrazione”.

Secondo la legge, un sindaco può avvalersi della collaborazione di un portavoce (a cui è attribuita un’indennità in base alle risorse disponibili in bilancio) anche esterno, che però non può, per tutta la durata dell’incarico, esercitare attività nei settori dell’informazione e delle relazioni pubbliche. E la nomina di collaboratori esterni di un’amministrazione pubblica, anche a titolo gratuito, deve sempre rispettare “parametri stringenti e vincoli a favore della legalità, dell’antimafia e della tutela delle Istituzioni”.

“L’utilizzo al Comune di Catania di giornalisti portavoce personali direttamente retribuiti dal sindaco Bianco, reso noto dall’assessore alla Legalità Rosario D’Agata”, concludono i senatori, potrebbe creare una sovrapposizione tra interessi pubblici e privati e sembrerebbe violare la funzione di imparzialità e trasparenza dell’Amministrazione”.

INTERROGAZIONE M5S SENATO

 

Ps: mi vedo costretta, per una ovvia ragione di trasparenza e a scanso di equivoci, a precisare che sono del tutto estranea alla vicenda denunziata dal Movimento 5 Stelle. Ho infatti cessato ogni tipo di rapporto professionale con il Comune di Catania o con aziende o enti direttamente da esso controllate, il 30 giugno 2008, ben nove anni fa.

Posso confermare, invece, che la sentenza della Corte dei Conti scaturì da un esposto dell’allora consigliere del Pd Rosario D’Agata che ora, invece, da assessore della Giunta Bianco si assume la responsabilità di dichiarazioni di diverso tenore.

Michela Petrina