Chi credeva che l’accesso controllato fosse riservato solo ad edifici militari, si sbagliava di grosso. Infatti, complice forse la visita della first lady americana Melania Trump, due mesi fa, il comune ha deciso di prendere spunto dagli U.S.A. nella gestione di alcuni uffici. Non a caso la presentazione in stile “Marines” del nuovo comandante dei vigili Urbani, ha preceduto l’ordine di blindare quasi fosse il quartier generale della C.I.A. a Langley, niente meno che, udite udite, I LOCALI DELLA DIREZIONE URBANISTICA E GESTIONE DEL TERRITORIO. A Catania i cittadini non possono neanche più chiedere informazioni: Assurdo.

Ma la domanda è perchè? Per quale motivo non si può accedere ad un ufficio pubblico liberamente e si deve essere in possesso di un titolo che qualifichi un interesse da dover attestare? Il controllo è giusto, ma lo sbarramento è incomprensibile.

Ma del resto siamo a Catania, e questa amministrazione per così dire “eccentrica”, ci ha abituato a certe alzate d’ingegno, tra cui questa, ultima di una lunga serie. Forse si teme il rischio attentato all’interno dell’indispensabile ufficio in questione, evidentemente poco benvoluto dalla cittadinanza. Chissà…

Sulla pagina web del comune, nella sezione “Amministrazione Trasparente (sic!)”, si stabilisce anche l’impossibilità di chiedere persino informazioni, senza possedere una delega o una procura, e il tutto facendosi identificare con documento di riconoscimento valido, quasi fosse la sede della Questura o il Pentagono.

Dunque un’altra “meraviglia”partorita dalle menti geniali che compongono questa amministrazione comunale, sempre più al passo coi tempi, al punto da lasciare fuori dai pubblici uffici, gli utenti. Mai sentito.

Alla prossima puntata.