“Rifletterò in maniera molto articolata insieme al mio partito e all’intera coalizione e a breve scioglieremo la riserva. E’ chiaro che per me sarebbe una gioia infinita diventare sindaco e una strada qualificante lungo il mio percorso”, afferma al nostro giornale Pogliese. “Abramo? Una candidatura rispettabile ma lontana dal centrodestra” GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

Attualmente europarlamentare, lo sarà almeno fino al 2019, quello che è considerato uno dei più giovani leader del partito di maggioranza relativa, Forza Italia, a Catania, non fa mistero della sua voglia di candidarsi a guidare la città.

Dopo aver ricevuto una sorta di “benedizione” direttamente da Silvio Berlusconi, alle ultime elezioni regionali, sul palco de “le Ciminiere” nel corso della presentazione della candidatura di Nello Musumeci a governatore, ed essere stato poi inserito nella fotografia sulla torta che ha suggellato il “patto dell’arancino” immortalata da tutti i media nazionali all’incontro tra Berlusconi, Meloni e Salvini a Catania, si pensava che quantomeno il suo nome fosse inserito nelle liste del proporzionale come capolista nella campagna elettorale attualmente in corso per le politiche. E invece, a sorpresa, e non senza amarezza da parte del protagonista, Pogliese è stato escluso perché “europarlamentare” e quindi incandidabile secondo le regole del partito, insieme ad altri cinque nomi tra cui quello di Alessandra Mussolini.

E così a Forza Italia sono toccati soltanto due seggi “blindati” o quantomeno molto probabili. Quello di Basilio Catanoso, candidato all’uninominale nel collegio di Acireale, e Letterio Dario Daidone, candidato nella lista del plurinominale del collegio di Catania e Acireale. Insomma un bottino un pò magro per il partito dell’ex cavaliere, cosa che Pogliese non nasconde pur nel tentativo di minimizzare con un laconico “abbiamo dato spazio agli alleati”. Una sorta di sacrificio che prelude all’ipotesi più che campata in aria, che già i motori per le prossime amministrative di maggio/giugno a Catania, sono più che riscaldati e che Forza Italia giocherà un ruolo di primo piano, magari esprimendo il nome del candidato sindaco, quello di Pogliese appunto.

Il giovane leader, però, deve fare i conti con le vicende giudiziarie che lo stanno attanagliando, quelle legate alla vicenda rimborsopoli di Palazzo dei Normanni, all’epoca in cui Pogliese era capogruppo del Pdl all’Ars. Per alcune accuse è stato già assolto, ma ce ne sono altre ancora pendenti e questo potrebbe rappresentare un “stop” non da poco per l’aspirante candidato sindaco di Catania.

Da più parti comunque sia, il suo nome viene tirato in ballo come l’unico in grado di raccogliere un consenso talmente ampio a destra da poter seriamente mettere in difficoltà la candidatura, data a sua volta per molto forte, legata ad ambienti ecclesiali, del leader della comunità siciliana di Sant’Egidio, Emiliano Abramo, il vero antagonista nella corsa verso Palazzo degli Elefanti. Abramo ha appena ufficializzato la sua candidatura “civica” che potrebbe raccogliere i consensi di una sinistra a pezzi anche a Catania, sparigliando le carte del sindaco uscente Enzo Bianco che da tempo ha annunciato di volersi ripresentare per continuare la sua aggiungiamo noi, fallimentare esperienza.

“Al di là dell’inaugurazione di qualche semaforo a Librino -commenta sarcastico Pogliese- Bianco non ha saputo fare. Ricordiamo l’imbarazzante abbattimento del ponte del Tondi Gioeni che ha prodotto file di auto interminabili alla Circonvallazione, la situazione disastrosa delle casse comunali e il fatto che non abbia prodotto nemmeno un atto qualificato e qualificante, per tutti il nuovo Piano Regolatore che è lo strumento urbanistico fondamentale per consentire lo sviluppo della città. Insomma -conclude Pogliese- un’esperienza che i cittadini vogliono dimenticare presto e che noi faremo lasciare alle loro spalle una volta per tutte. Per il momento posso solo dire che il nome verrà espresso molto presto e porterà alta la bandiera del centrodestra. Intanto siamo in trincea per vincere la battaglia per le politiche, Daidone ha avuto 8mila e 500 voti alle regionali e quindi è titolatissimo per rappresentare al meglio il nostro territorio insieme a Catanoso che lo ha già fatto fino adesso. La candidatura di Abramo? Rispettabile ma non coerente con i valori del centrodestra”.