Notizia di questa mattina ed ora è proprio bufera sulla piccola banca catanese che forse poteva evitarsi con un intervento più tempestivo. Sudpress si era occupata di questa controversa “avventura finanziaria” di alcuni imprenditori locali già nel 2014 evidenziando le pesanti criticità emerse da bilanci e società di certificazione. Nel 2016 un esposto di alcuni azionisti romani alla Banca d’Italia aveva alzato il livello dell’attenzione con alcune ispezioni dall’esito “sfavorevole”. Nel marzo 2017 il Governatore della Banca d’Italia ha comminato multe ai vertici della banca per circa 300 mila euro a causa delle carenze organizzative. Nonostante questo la governance della banca guidata da Pietro Bottino, già assessore provinciale e imprenditore del settore farmaceutico, ha continuato a raccogliere fondi che adesso andrà accertato come venivano utilizzati e se l’attività di raccolta sia stata regolare considerato che la legge vietava espressamente di effettuarla fuori sede: il caso degli azionisti romani agganciati in un albergo durante un congresso degli odontoiatri.

Informazioni provenienti da fonti diverse e qualificate ci hanno confermato che questa mattina è stato notificato il provvedimento di commissariamento dell’istituto catanese Banca Base da parte di Banca d’Italia, epilogo di una situazione che si trascinava da anni. Probabilmente troppi anni.

Già in occasione del primo aumento di capitale imposto dalla vigilanza della Banca d’Italia un’inchiesta di questa testata aveva documentato tutte le criticità in merito a questo istituto che puntava a diventare riferimento dell’ambiente gravitante intorno ad imprenditori del settore farmaceutico, tanto da coinvolgere, e non è ancora chiaro in quali termini, il CO.FI.SAN. (Consorzio Fidi Sanitario) il cui presidente è lo stesso Pietro Bottino che è anche presidente di Banca Base.

Co.Fi.San, si legge sul sito, “e’ un intermediario finanziario specializzato nel settore sanitario. E’ uno strumento di mutualita’ reciproca e solidale che attraverso un fondo rischi ha lo scopo di offrire ai soci le migliori condizioni di accesso ai finanziamenti. Opera inserendosi nel rapporto tra Banca e Struttura Sanitaria attraverso la stipula di apposite convenzioni con gli Istituti di credito e offrendo garanzie collettive alle Strutture Associate.”

Si legge nell’esposto: “L’attuale presidente della Banca Base spa, dott. Pietro Bottino, a quanto a noi noto anche Presidente del COFISAN SPA (il Confidi azionista della stessa banca base e in pieno conflitto d’interessi), insieme al dott. Andrea Pappalardo (attuale direttore generale del Cofisan spa) ed al dott. Edoardo Cutuli (Presidente del Collegio sindacale di Banca Base e del Cofisan) hanno sollecitato e promosso la sottoscrizione di azioni di Banca Base su Roma e a Terni tra il mese di settembre 2015 ed il mese di dicembre, con ripetuti incontri in hotel, studi professionali romani ed umbri e, per quanto a nostra conoscenza poiché presenti all’iniziativa, durante un congresso (di cui Banca Base risulta sponsor, ndr) dell’associazione Odontoiatri e Odontotecnici tenutosi a Roma presso la Casa dell’Aviatore il 28 novembre 2015.”

I denuncianti, 8 azionisti romani che avrebbero investito ciascuno diverse centinaia di migliaia di euro, sarebbero stati indotti all’acquisto delle azioni attraverso una “prospettazione suggestiva” delle reali condizioni della banca catanese, con la promessa che sarebbe stata aperta una filiale a Roma avendo già indivuduato come sede il quartiere Appio Latino. Parlando, anche pubblicamente e di recente, di fantomatici “investitori esteri” che in realtà non si sono mai materializzati.

Nell’esposto, a dimostrazione della fondatezza del fatto che si effettuava raccolta di fondi fuori dalle sedi autorizzate dalla legge, viene indicata la circostanza che in occasione del congresso degli odontoiatri a Roma era stato addirittura allestito un vero e proprio desk con tanto di responsabile di nome Alessia e di cui i denuncianti indicano persino il numero di cellulare che veniva destinato alle informazioni in merito alla sottoscrizione delle azioni.

Si legge: “Al desk vi era una loro rappresentante (sia per la Banca che per il Confidi) – tale Alessia il cui telefono è 347…..911 (per intero nella denuncia, ndr). Dopo averci illustrato il tutto ci disse che era a nostra disposizione per facilitare le sottoscrizioni e poi si è prodigata a venirle a raccogliere presso di noi badando bene a non farci mettere il luogo di sottoscrizione ma solo la data così come richiestole dal Bottino e dal Pappalardo.”

Se le circostanze fossero confermate dalle indagini in corso, si evidenzierebbe la grave violazione di diverse norme della normativa bancria.

In quell’occasione la raccolta superò il milione e 100 mila euro, risultando essenziale per il mantenimento dei requisiti minimi del patrimonio di vigilanza, mantenendo tuttavia tutte le criticità in essere.

Le tensioni infatti non vengo risolte, le relazioni della società di revisione, la BDO, restano allarmanti mettendo espressamente in dubbio la capacità della banca catanese di poter proseguire nella sua attività.

Nel marzo del 2017 ai vertici di Banca Base , compresi i revisori dei conti, il governatore della Banca d’Italia commina 309 mila euro di multa.

Il decreto sanzionatorio marzo 2017 della Banca d’Italia a carico di Banca Base per 262 mila euro

Il decreto sanzionatorio marzo 2017 della Banca d’Italia a carico di Banca Base per 47 mila 500 euro.

Qualche settimana fa, ricevuta la documentazione di cui parliamo, Sudpress ha contattato i vertici della sede catanese di BankItalia che hanno confermato le tensioni esistenti sull’istituto catanese e la massima attenzione in merito all’evoluzione.

Di oggi la notizia dell’avvenuto commissariamento sui cui effetti cercheremo di dare notizie nei prossimi giorni, soprattutto in considerazione dei rischi che corrono in particolare gli azionisti dell’istituto, cercando anche di capire per quale motivo non vi sia stato un intervento più tempestivo anche considerando che l’esposto a BankItalia di cui diamo notizia è datato 29 luglio 2016.

E il nostro articolo con cui si lancia più di un allarme risale al 5 novembre…2014!

si poteva fare di più e prima?