Ha avuto inizio con la contestazione delle numerose richieste volte alla costituzione di parte civile il processo Wind Jet, che vede come imputato l’imprenditore Antonino Pulvirenti, insieme ad altre sedici persone, con l’accusa di bancarotta fraudolenta distrattiva, bancarotta impropria per effetto di operazioni dolose e bancarotta fraudolenta documentale. La compagnia di voli low cost era stata ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro. Il giudice Ettore Passalacqua, della prima sezione penale Tribunale di Catania, scioglierà la riserva in occasione della prossima udienza fissata per il 5 giugno, durante la quale saranno discusse ulteriori questioni preliminariDall’attività investigativa espletata dai militari della Guardia di Finanza è emerso come Antonino Pulvirenti, ex patron del Calcio Catania, insieme all’amministratore delegato della Wind jet, Stefano Rantuccio, sarebbero responsabili di bancarotta fraudolenta per il per il buco di bilancio della compagnia.

In particolare secondo l’accusa, sostenuta dai pm Alessandro Sorrentino e Alessandra Tasciotti, il dissesto della Wind Jet sarebbe effetto di operazioni dolose compiute dal 2005. In quell’anno la società di voli registrò un passivo di 600 mila euro che non le avrebbe più permesso di operare, anche quando nel 2009 venne proclamata prima compagnia low cost di Italia.

Nel corso dell’udienza tenutasi davanti al giudice Passalacqua, della prima sezione penale del Tribunale di Catania, la difesa di Antonino Pulvirenti, rappresentata dagli avvocati Giovanni Grasso e Pietro Nicola Granata, ha presentato la richiesta di esclusione di alcune delle parti civili.

I due penalisti hanno fatto riferimento al Commissario Giudiziale e al Commissario Liquidatore, nominati nell’ambito della procedura di concordato preventivo della Wind Jet, alla Direzione Provinciale di Catania dell’Inps e al Codancons. La loro costituzione di parte civile venne accettata dal Gup Gaetana Bernabò Distefano nel gennaio del 2017.

Nel documento si fa riferimento anche a Codici Onlus e Codici Sicilia Onlus, Confconsumatori, Federconsumatori, che il 3 ottobre 2017 hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile insieme a soggetti che richiedono il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della cancellazione dei voli dell’anno 2012, o altri tipi di disservizio in seguito alla cessazione dell’attività della Wind Jet. A questi vanno aggiunti anche gli ex dipendenti della compagnia di volo che richiedono il risarcimento del danno patrimoniale consistente nella differenza tra i crediti di lavoro ammessi al concordato e le effettive spettanze legate alla interruzione del rapporto con la compagnia aerea.

L’avvocato Pietro Marino, che insieme al penalista Sergio Chiarenza difende alcuni degli ex lavoratori della Wind Jet, ha dichiarato: “La difesa di Antonino Pulvirenti oggi ha presentato eccezioni relative alla ritualità e legittimità delle presentazioni di parte civile. Noi continueremo a essere qui per mettere in campo le ragioni dei nostri clienti, confidando nell’accoglimento della richiesta di risarcimento del danno”.