Il prof. Beppe Condorelli, all’indomani della decisione del Giudice Rizza che ci ha congiuntamente dato ragione con un’archiviazione memorabile alle accuse dell’interdetto ed rettore Giacomo Pignataro, ringrazia chi lo ha sostenuto ed incoraggiato in una battaglia che continuerà a combattere “per i tanti docenti di alto livello dell’Università di Catania che meritano di essere riportati alla dignità del passato.” Il suo impegno e coraggio meritano ancora una volta l’apertura di questa testata che non è soltanto un “giornale d’inchiesta” per come molto ben spiegato dal Giudice Rizza, ma soprattutto vuole essere uno spazio libero per la gente libera di questa nostra comunità che non si arrende ai suoi parassiti.

Approfitto dell’abituale ospitalità di SUD per ringraziare anzitutto il Direttore Di Rosa, per le parole che non merito; e con Lui i tantissimi amici che, dal momento della querela alla fine dell’iter giudiziario, ieri mattina, mi hanno espresso la loro vicinanza sia privatamente che su questo Giornale.

Un ringraziamento che naturalmente non può essere solo mio, ma obbligatoriamente della gran parte sana di questa città, degli studenti, delle loro famiglie, dei tanti docenti seri ed onesti, va ai Magistrati, alla Dottoressa Scacco ed al Dott. ClaudioPucci (rispettivamente dirigente e capo investigatore della Digos di Catania, ndr) che, con le loro indagini, hanno dimostrato quanto vicino alla verità, e certamente per difetto, sia stato SUD negli anni che hanno visto Pignataro prima rettore e poi burattinaio; e che il famoso tempio a mura perimetrali bianche, era in realtà una centrale di traffici illeciti.

Grazie ovviamente a Luca Blasi che non è solo, assieme a mia figlia (Eleonora, ndr), il mio Avvocato difensore, ma figlio del prof. Adriano Blasi, mio Direttore negli anni migliori, ed espressione di una Università che non esiste più.

Un Direttore, che prima di allontanarsi anche un solo giorno, mi chiamava diecimila volte per ricordarmi che avrei dovuto sostituirLo in corsia nella Sua assenza, sempre per impegni realmente istituzionali e spesso di un solo giorno; impegni istituzionali ribadisco, e non presenzialismo al congressino-saga-del-pisello del paese di Roccacannuccia.

Che, quando l’accesso alle Scuole di Specializzazione dipendeva dal Direttore della Scuola stessa, conservava in un cassetto della sua scrivania le numerose raccomandazioni dei politici; delle quali non teneva ovviamente alcun conto: ad entrare erano figli di nessuno purché avessero frequentato la clinica assiduamente ed avessero fatto la tesi nella specialità con una buona carriera scolastica.

Ed il figlio di un Ordinario che lavorava sotto il nostro stesso tetto, dovette aspettare un anno perché….non aveva frequentato abbastanza.

E’ questa l’Università della quale sono nostalgico; sono questi ricordi, assieme a tanti altri, che mi spingono a combattere perché i moltissimi Docenti di alto livello che in questo ateneo operano, possano, con il loro impegno, riportarlo alla dignità che ebbe nel passato.

Poiché il fondo, adesso, è stato veramente toccato: bisogna decidersi ad iniziare la difficilissima risalita.