Il rappresentante dei consumatori nel Consiglio della Camera di Commercio di Catania, Ragusa, Siracusa e della Sicilia orientale, Francesco Tanasi (Segretario Nazionale Codacons),  domani mercoledì  11 alle ore 15 nella riunione del Consiglio Generale con all’ordine del giorno approvazione statuto e incremento del  50% del tributo camerale (DIRITTI CAMERALI),  ribadirà  il proprio NO alla nomina di altri 2 vice presidenti dell’ente camerale  e si opporrà a qualsiasi aumento dei costi  a carico delle imprese. Lo rendono noto le associazioni dei consumatori CODACONS, Consaambiente, Assoutenti e Cittadinanza attiva.

Nella bozza di statuto presentata dalla giunta, presieduta da Pietro Agen,  al Consiglio Generale dell’ente  è stato proposto di aumentare a 3 i vice presidenti ma la legge nazionale di riforma delle Camere di Commercio n. 580/93, a differenza di quanto accade per le società per azioni o nelle aziende organizzate in modo analogo, utilizza l’espressione “il vicepresidente” e fa ritenere che il legislatore abbia espressamente escluso dall’ambito della potestà regolamentare e/o statutaria della CCIAA la possibilità di nominare più vicepresidenti, non potendo, peraltro, la Camera di Commercio derogare a tale divieto, dal momento che, ai sensi dell’art. 3 della L. n. 580/93, è lo statuto che disciplina la composizione degli organi per le parti non disciplinate dalla medesima legge.

Inaccettabile poi un aumento dei costi a carico delle imprese, considerato che la pressione fiscale esercitata dalle Amministrazioni centrali e locali è una delle principali cause di difficoltà che ogni giorno le imprese della Sicilia orientale incontrano nell’affermare la loro competitività sui mercati interni ed esterni. Dopo aver già attuato un  incremento del diritto camerale  per il triennio 2017-2019   del 20%   oggi la giunta della Camera di Commercio propone un ulteriore incremento  del 50% che sarà difficile da spiegare e giustificare alle nostre imprese già così provate dalla crisi tutt’altro che superata.- concludono le associazioni dei consumatori

(Ricordiamo che il Governo Renzi ha ridotto tale tributo del 50% proprio per venire incontro alle richieste/esigenze delle imprese in crisi di commercianti, artigiani, agricoltori ecc..)