Alza il tiro l’associazione dei consumatori avendo in carnet una serie infinita di segnalazioni e denunce proprio sul territorio colpito dalla tragedia: “Dal 2010 il Codacons chiede atti sulle costruzioni lungo i fiumi, ma non hanno mai risposto!” In effetti la vicenda si complica per l’amministrazione comunale di Casteldaccia dopo l’intervento del Tribunale Amministrativo che ha platealmente smentito il sindaco Giovanni Di Giacinto.

“Il Codacons, dopo quanto rivelato dall’ufficio stampa del Consiglio di Stato e della Giustizia Amministrativa, secondo cui il Tar Sicilia–Palermo non ha mai sospeso l’ordinanza di demolizione dell’immobile sito in contrada Cavallaro a Casteldaccia, ha deciso di denunciare alle Procure di Palermo e di Termini Imerese il sindaco del comune di Casteldaccia, per la possibile fattispecie di omissione di atti d’ufficio in relazione al mancato abbattimento dell’abitazione.”

Di Giacinto, che di Casteldaccia è stato sindaco per ben tre volte e proprio nel periodo in cui si è determinata la vicenda giudiziaria del villino travolto dal fiume, aveva alquanto maldestramente tentato di scaricare su lungaggini del tribunale amministrativo la responsabilità della mancata demolizione, circostanza che a quanto pare è del tutto falsa.

Nel dare notizia della denuncia, l’associazione dei consumatori, che annuncia al tempo stesso una class action in regione sul dissesto idrogeologico dell’isola.

“Oggi piangiamo la morte di cittadini sorpresi in Sicilia dalla furia del maltempo all’interno di case abusive costruite sugli argini dei fiumi, ma se otto anni fa fossero state accolte le nostre richieste le stesse case sarebbe state individuate, abbattute o messe in sicurezza” – afferma il Codacons.

“Nel 2010 avevamo infatti diffidato la Protezione Civile a fornire tutti gli atti relativi alla predisposizione dei Piani di Assetto idrogeologici (Pai) e delle conseguenti misure finalizzate al contenimento del rischio idrogeologico in alcune aree a forte rischio, e gli atti autorizzativi la costruzione di edifici su bacini, corsi d’acqua e falde acquifere. Una richiesta rifiutata sia dalla Protezione civile, sia dal Tar Lazio cui il Codacons si rivolse, che ritennero non necessario rendere pubblici tali documenti.”

Contro il dissesto idrogeologico e i danni prodotti dal maltempo in Sicilia il Codacons annuncia oggi una nuova class action pubblica – ai sensi del D.Lgs. 20/12/2009, n. 198 – contro Protezione civile e Governo, finalizzata ad ottenere la messa in sicurezza del territorio e il risarcimento dei danni ambientali subiti in regione.
Sul sito www.codacons.it l’associazione pubblicherà oggi integralmente le diffide e i ricorsi presentati dal 2010 ad oggi, in cui si chiedeva di bonificare le aree a rischio in Sicilia, e che avrebbero potuto salvare decine di vite umane.