Da qualche tempo a questa parte, la riserva naturale Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi sembra essere oggetto di particolari attenzioni. Nello scorso  settembre proprio l’isolotto della Lachea è stato lo scenario della rassegna cinematografica denominata “Isola Lachea, cinema in mezzo al mare”, organizzata dal Cutgana dell’Università di Catania, ente gestore della riserva naturale integrale. Come ha spiegato il direttore del Cutgana prof. Signorello, scopo dell’iniziativa è stato quello di “valorizzare l’area protetta e il rapporto tra Uomo e Natura da coniugare necessariamente con la cultura, in questo caso tramite i corti e i documentari su tematiche ambientali“. Singolare dichiarazione che contrasta fortemente con quanto operato proprio dal Cutgana a San Gregorio ove la struttura museale della riserva naturale Immacolatelle e Micio Conti realizzata con risorse pubbliche è stata completamente smantellata. Di tale operato, il Codacons ha già chiesto conto ed è in attesa di provvedimenti in merito.

I numerosi partecipanti all’evento, si legge nel comunicato stampa,  hanno avuto anche la possibilità di “visitare il Museo della stazione di Biologia marittima che ospita una vasta collezione di fauna marina e terrestre oltre che di avifauna e un erbario e anche una collezione di formazioni geologiche, mineralogiche e reperti archeologici”. Dopo la “prima”, la rassegna  è continuata con altri due incontri il 13 ed il 20 settembre. Infine, viene data comunicazione che prima delle proiezioni sono state “effettuate viste guidate ai punti di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico dell’Isola Lachea“.

Non c’è che dire, sarebbe  veramente una bella iniziativa se non fosse per alcuni rilievi di non poca importanza.

Innanzitutto, il Codacons si chiede se il “numeroso pubblico” che, a detta dei comunicati dell’Università, in occasione della rassegna ha potuto visitare l’isolotto lo ha fatto in totale sicurezza.  E’ ancora troppo recente  la tragedia avvenuta nella  riserva naturale Maccalube di Aragona ove l’anno scorso persero la vita due fratellini. Per quella disgrazia, sono stati condannati il direttore ed un operatore della riserva.

Ed ancora, per eventi che prefigurano una forte incidenza del disturbo antropico come appunto quelli legati alla rassegna, il Codacons richiede ai competenti organi regionali se sia lecito utilizzare una riserva naturale integrale per iniziative palesemente in contrasto con i fini istituzionali che si prefiggono la salvaguardia dei propri ambienti e in particolare la lucertola ciclopica, specie esclusiva della Lachea, e vietate dal regolamento della riserva stessa. A questo  proposito, non va dimenticato come nella sera del lontano giugno 1982, l’Isola e i Faraglioni si illuminarono grazie ad un complesso impianto elettrico steso sopra e sott’acqua. L’artificio, molto costoso per le casse del Comune di Aci Castello,  tuttavia durò poco. L’Isola Lachea e i Faraglioni dei Ciclopi non furono più illuminati a seguito delle forti polemiche scatenate  per il disturbo che le luci avrebbero provocato ai fragili habitat dell’isola. Furono proprio le proteste degli ambientalisti ad avviare l’iter  che, alla lunga, portò nel 1999 l’elevazione dell’Isola Lachea e dei Faraglioni dei Ciclopi al rango di Riserva Naturale Integrale.

Ma non è tutto.

E’ di questi giorni la notizia, diffusa dall’Università, che sempre la Lachea sia stata oggetto di interventi di “contenimento di alcune specie aliene fortemente invasive presenti sull’isolotto ciclopico”; specificatamente due piante, il ficodindia e l’ailanto. Aldilà di qualsiasi considerazione sulla loro reale validità scientifica, c’è da interrogarsi sulla legittimità degli interventi, valutandone anche le eventuali  conseguenze sui delicati equilibri di habitat fragilissimi ed estremi quali sono appunto quelli della Lachea. Tuttavia, ancora più preoccupante sarebbe la notizia, data pubblicamente da un docente in occasione di un ciclo di lezioni sulle specie aliene organizzato all’Orto Botanico dell’Università di Catania, che il contenimento delle specie aliene sulla Lachea sia avvenuto anche attraverso l’utilizzo di  glifosato. Se trovasse conferma, tale azione, già grave di per sé in quanto il glifosato è un potente pesticida che lo IARC (International Agency for Research on Cancer, organo dell’OMS) ha classificato nel gruppo 2°, probabile cancerogeno, sarebbe ancora più grave in quanto consumata in un’area che ci si è impegnati a salvaguardare nella sua integrità.

Alla luce dei fatti, il Codacons segnala al competente Assessorato al Territorio e Ambiente i fatti sopra riportati e richiede la revoca  dell’affidamento al Cutgana dell’Università di Catania della gestione delle riserva naturale denominate Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi per manifesta inadempienza degli obblighi convenzionali.