Pressapochismo, superficialità estrema, ignoranza sono i mali della nostra sanità.

L’avvocato Razza dovrebbe trasformarsi in Tom Cruise per poter affrontare una “mission impossible”: quella di restituire alla sanità siciliana la dignità e l’efficienza dei tempi andati.

Ho scritto, riscritto, e affermato sino alla nausea che il primo problema da risolvere è quello culturale; chi garantisce che il medico tal dei tali, direttore del reparto tal dei tali, sia all’altezza del suo compito?

Negli Stati Uniti per quello che so, ed in Inghilterra per averci lavorato, prima di affidare la direzione di un reparto ad un medico, è indispensabile che questi superi un esame severissimo che ne attesta quello che viene chiamato ‘clinical skill’, cioè l’acume clinico, vale a dire l’abilità nel diagnosticare e curare le malattie.

Acume clinico che si acquisisce lavorando con intelligenza nelle corsie per anni ed anni, e non frequentando segreterie politiche o consultando al computer MedLine per copiare ed incollare lavori altrui senza però aver visto mai un malato. Ciulla del MedLine, nella cui brodaglia pseudoscientifica sono stati inzuppati molti biscotti ai fini di carriera, ne è l’esempio lampante.

Le ceneri della sanità pubblica sono un ottimo concime per la sanità privata: ma anche qui bisogna fare un distinguo.

Ci sono imprenditori come il prof. Castorina che, da manager, ha puntato alla qualità, accogliendo nel suo ‘Policlinico’ molti Colleghi andati in pensione dal pubblico, e con ottima maturità clinica.

Il prof. Castorina sa benissimo che la qualità, se da un lato costa, dall’altro paga: ma non tutti ( dovrei dire pochissimi ) lo hanno capito o intendono capirlo. Ed ecco che vengono fuori i casi di malasanità.

E’ comunque sbagliato puntare il dito accusatore solo sul privato: i NAS, che lavorano benissimo, dovrebbero visitare anche il pubblico, ed avvalendosi di consulenze specialistiche, verificare la qualità dell’assistenza.

Vi assicuro che ne verrebbero fuori delle belle.

Purtroppo se le cose continueranno ad andare come vanno, al famoso detto “menomale che Silvio ( Berlusconi ) c’è” di un paio di decenni fa, bisogna sostituire “menomale che Vincenzo Bellini c’è”: non come musicista, ma come aeroporto per turismo sanitario.

P.S.
1. Non lavoro al Policlinico Morgagni, e quindi il mio non è un servo encomio al padrone prof. Salvatore Castorina, ma solo la constatazione di un dato di fatto; è vero invece che ho aspramente criticato Castorina jr., nipponico consigliere dell’ordine dei medici.
2. Le querele e le citazioni in giudizio mai mi impediranno di esprimere il mio libero pensiero e un desiderio che sicuramente è condiviso da molti: avere una sanità di eccellenza, una università come quella che fu, una amministrazione comunale degna di tal nome