Evento in pompa magna e passerella politica per la “cerimonia di inaugurazione” del semaforo a chiamata pedonale presso il viale Castagnola nei pressi della scuola Angelo Musco

Attraverso un comunicato il Comune ha informato che questa mattina, alle 10:30, ci sarebbe stata l’inaugurazione del semaforo a chiamata pedonale a Librino. Presenti il primo cittadino catanese Enzo Bianco, il vicesindaco Marco Consoli e gli assessori Valentina Scialfa e Rosario D’Agata.

Tutti, chi prima e chi dopo, hanno “sfilato” sulle strisce pedonali poste sul viale Castagnola dopo aver premuto l’apposito pulsante di chiamata del semaforo. Il semaforo, che fa scattare il verde immediatamente alla prima chiamata e dopo 20 secondi per le altre, ha avuto un costo complessivo di 20 mila euro. 

E dopo i giri turistici in autobus, le inaugurazioni di parchi ripuliti e sistemati a metà e la pubblicazione di un giornale del Comune di semplice propaganda non poteva mancare l’inaugurazione di un semaforo. Lo stile, in grande, è sempre lo stesso.

Il comunicato arrivato ieri annunciava il “lieto” evento. “Bianco inaugura semaforo a chiamata davanti scuola Angelo Musco: domani, mercoledì 13 gennaio alle 10,30 il sindaco di Catania Enzo Bianco inaugurerà il semaforo a chiamata pedonale di viale Castagnola davanti all’ingresso della scuola Angelo Musco di Librino. Alla cerimonia saranno presenti gli assessori alla Scuola Valentina Scialfa e alle periferie Rosario D’Agata. Per realizzare l’impianto l’Amministrazione ha dovuto attendere che l’Enel completasse i complessi interventi per l’allaccio del contatore del semaforo.”

“Non sono qui per inaugurare un semaforo-comunica però il sindaco dopo aver attraversato- ma per dare un segnale a tutta la città. Il semaforo principalmente sorge- dice ancora Bianco- per far si che non vi siano più vittime della strada. Nel 2012 un ragazzo è stato investito e ha perso la vita proprio qui. Vogliamo cercare di evitare proprio ciò.”

“Il ragazzo che ha perso la vita frequentava le scuole qui a Librino- prosegue- Pochi mesi dopo la sua scomparsa, nell’autunno 2012, insieme ad un gruppo di ragazzi di un gruppo di volontariato abbiamo chiesto all’amministrazione comunale dell’epoca di realizzare un semaforo a chiamata pedonale. Io avevo un debito e un impegno nei confronti di questo quartiere. Il semaforo ha quindi un valore educativo: quello del rispetto per i pedoni in particolar modo nelle zone vicine alle scuole.”

Molte le polemiche sorte già nella giornata di ieri. Matteo Iannitti di Catania Bene Comune, ha definito l’inaugurazione ridicola e l’azione una farsa.

Come scrive sulla sua pagina Facebook:

Eccoci qua arrivati all’incredibile, al grottesco, alla farsa. Adesso a Catania, pur di avere la propria immagine sui giornali e sui social, il Sindaco in calo drastico di consensi, si inventa le “cerimonie di inaugurazione dei semafori”. In altri comuni ci sono le sagre, i gruppi musicali, un tempo noti, in piazza, a Catania no. A Catania per ostentare il proprio faccione si celebrano i semafori.

E ci sarebbe da ridere, ma invece tale assurdo avvenimento è fatto grave per due ragioni: la prima è che un semaforo pedonale la Scuola Musco lo aspetta da tanto tempo e felici saranno i genitori, gli insegnanti e i ragazzi che frequentano la scuola di avere finalmente la giusta e necessaria sicurezza. Ma tutto questo non è la gentile concessione, o peggio ancora favore, dell’Amministrazione comunale, degli Assessori o del Sindaco. Questo è il dovere di un’amministrazione comunale votata dai cittadini e che gestisce denaro pubblico.

Mettere un semaforo pedonale davanti una scuola per permettere di attraversare in sicurezza è normalissima amministrazione: altro che cerimonie.

Pensare che amministratori pubblici facciano passare il messaggio che la messa di un semaforo davanti una scuola sia un evento da celebrare consegna l’idea di un’amministrazione che si immagina come regnante su sudditi, a cui i diritti vengono elargiti come favori, come straordinarie concessioni.

La seconda ragione per cui la cerimonia di inaugurazione di un semaforo appare oltre che ridicola anche grave è che rappresenta plasticamente, per l’ennesima volta, la follia di un’amministrazione e di un Sindaco che deridono le Istituzioni cittadine trasformando la comunicazione istituzionale del Comune nel culto della personalità del Sindaco.