Dislocazione uffici giudiziari, un gravissimo problema aggravato dagli accorpamenti delle sezioni distaccate dei Tribunali. la città non può più attendere, pronto il progetto al viale Africa

 

 

basilio_catanosoBasilio Catanoso: “La “Cittadella Giudiziaria” di Catania, è come l’Araba Fenice per il governo di centrosinistra che guida la Nazione, per il governo di centrosinistra alla Regione, per il governo di centrosinistra della Città di Catania. La realtà è quella che a Catania gli uffici giudiziari sono al collasso e si spendono tanti soldi pubblici per affittare locali da trasformare in aule e cancellerie, che potrebbero essere impiegati per esigenze primarie.

La verità è che a Catania si deve costruire una “Cittadella Giudiziaria”, e non si deve più perdere tempo. Bisogna però lavorare alla creazione di una “cittadella” vera e propria, funzionale agli adempimenti giudiziari, ma anche accogliente e adeguata alle esigenze di chi in quell’edificio trascorrerà, lavorando, parte della propria giornata. Adattamenti di vecchie e fatiscenti strutture al centro in zone già carenti di servizi come parcheggi e altro – come ad esempio l’ex Palazzo delle Poste di viale Africa – non farebbero che peggiorare la già drammatica situazione del capoluogo etneo.

Anche perché, nel contesto di un possibile riordino del sistema giudiziario, pare che i progetti del Governo nazionale siano quelli di sopprimere altri corti d’Appello in Sicilia, forse lasciando solo Catania e Palermo. Immaginiamo per un attimo cosa potrebbe accadere al centro di Catania se dovesse arrivare un così grande numero di utenti del sistema giudiziario, quali carichi di lavoro dovrebbe sopportare il tribunale, quali esigenze di spazi e uffici… 

E’ quindi urgente attivare una procedura di progettazione e investimenti che porti Catania ad avere una vera e propria “Cittadella giudiziaria”, con spazi adeguati e con tutti i servizi ormai necessari agli operatori del settore (per fare un esempio senza dovere andare lontano, pensiamo “più in grande” all’efficiente polo giudiziario di Siracusa).

 Diciamo stop all’ennesimo miope tentativo di tappare falle! Proviamo finalmente a credere ad un progetto di senso compiuto che si proietti nel futuro. Non si può continuare a gettare soldi; piuttosto è imprescindibile guardare verso programmi ad ampio respiro, moderni e rispondenti alle richieste delle categorie professionali.  Una struttura che offra servizi di supporto, che sia facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, dove sia possibile parcheggiare con facilità. 

Il governo Crocetta, per una volta, immagini un percorso di serietà e concretezza (anche se sappiamo che gli verrà difficile pure in questo caso!…), apponendo il proprio assenso e, quindi, autorizzando la disponibilità dei fondi per la costruzione di una nuova struttura che abbia caratteristiche di efficienza e efficacia. Lo meriterebbero Catania, la Sicilia, il popolo siciliano”.    

 

berrettaGiuseppe Berretta: “La storia della Cittadella della Giustizia è un po’ la storia di Catania e della Sicilia: progetti bellissimi che si infrangono dinanzi all’inerzia, all’incuria, all’incapacità di portarli a termine. Eppure questa vicenda (finalmente!) avrà un epilogo positivo, con il recupero del cosiddetto Palazzo delle Poste di viale Africa che, nonostante sia stato comprato proprio per questo scopo, non è mai stato ristrutturato.

Da componente della Commissione Giustizia della Camera mi sono occupato delle riforme che hanno investito questo settore. Riforme volte ad accorciare i tempi della giustizia, ed alcuni passi avanti sono stati compiuti, per informatizzare il sistema, per garantire ai cittadini una giustizia più rapida, quindi più giusta.

A Catania, la cronica carenza di spazi è una problematica molto avvertita dagli operatori del diritto e dai cittadini, della quale le istituzioni devono farsi carico. Gli innumerevoli appelli del Presidente del Tribunale, dell’Ordine degli Avvocati, del Presidente della Corte d’Appello di Catania non sono allarmi infondati ma frutto di un disagio concreto e per questo ho chiesto anche io, da parlamentare catanese, l’intervento del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, per risolvere una situazione che crea pesanti disagi per i magistrati, gli avvocati, i dipendenti dell’amministrazione della Giustizia, i cittadini.

La carenza di spazi adeguati rischia infatti di vanificare le tante cose positive realizzate in questi mesi grazie ai provvedimenti del Governo: dal completamento dell’organico dei magistrati in forza a Catania ad un progressivo recupero di efficienza legato al processo civile telematico. Misure che migliorano il sistema e che non si esauriscono qui. In vista, ad esempio, c’è il potenziamento dell’organico togato in forza al Tribunale del Lavoro, vicenda su cui ho presentato una interrogazione parlamentare in Commissione Giustizia. Il sottodimensionamento dei magistrati della Sezione Lavoro è evidente (sono solo 9 ma ne occorrerebbero almeno 15) e anche su questo il Ministero ha mostrato più di un’apertura, garantendo una revisione a breve delle piante organiche.

Fatti positivi, quindi. Ma a Catania la frammentazione degli uffici giudiziari è impressionante e provoca, come detto, grandi difficoltà oltre che uno spreco di denaro enorme per coprire i costi degli affitti. Basti dire che la giustizia viene amministrata in ben 15 sedi prese in affitto (tutte tranne il Palazzo di Giustizia): Tribunale del lavoro, Procura, Corte d’Appello, Tribunale di Sorveglianza, archivi, parcheggi e così via. Quanto ci costa? Oltre 2 milioni di euro l’anno. Una cifra inaccettabile, non più sostenibile.

Adesso, però, ha prevalso il buon senso, grazie ad un lavoro di squadra e alla sensibilità del ministro Orlando su questo tema. Messe da canto ipotesi irrealizzabili (come quella dell’ex Ospedale Ascoli-Tomaselli) si percorrerà l’unica strada possibile e sicuramente la più corretta da un punto di vista non solo formale ma anche sostanziale, per consentire alla nostra Città di avere finalmente una sede unica e adeguata per gli uffici giudiziari etnei. Su quel palazzo infatti c’è ancora il vincolo di destinazione per uffici giudiziari, motivo per il quale fu acquistato nel 1999 dal Comune, che avrebbe dovuto ristrutturarlo.

Una sede, l’ex Palazzo delle Poste appunto, che ancora oggi rappresenta uno scempio per la nostra Città: un’incompiuta, un “buco nero” affacciato sulla Scogliera, un rifugio per senzatetto, un simbolo del degrado e dell’oblio in cui per troppi anni è scivolata Catania.

La svolta del mese scorso si è compiuta al Ministero della Giustizia, dove è stato deciso che la sede della Cittadella Giudiziaria sarà al viale Africa e che sarà la Regione a finanziare le opere, recuperando 40 milioni di euro per la sistemazione dell’immobile.

Mi auguro che il Comune, la Regione e il Ministero facciano il massimo per arrivare in tempi strettissimi alla firma del protocollo d’intesa che darà il via alla ristrutturazione del Palazzo delle Poste e, contestualmente, per trovare una soluzione transitoria alla mancanza di spazi. Seguirò ancora, passo dopo passo, questa vicenda dando supporto all’azione che il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati ed i vertici degli uffici giudiziari metteranno in atto, in sinergia con il Ministero della Giustizia”.