Il documento del Piano Esecutivo di Gestione, non sarebbe stato ancora firmato dal sindaco Bianco non consentendo così ai lavoratori di espletare alcuni dei servizi essenziali dell’ente. Antonio Dell’Ombra, segretario Cnl – Asbel, afferma: “Senza l’approvazione di questo documento, i dirigenti non hanno le risorse per gestire i servizi a loro affidati. A livello amministrativo ma non solo, è tutto bloccato: la gestione interna dei dirigenti, la maggior parte dei servizi, le scuole”. L’allarme arriva direttamente dai dipendenti, perchè nonostante la proposta di Decreto n.285 del 4 dicembre 2017 redatta dal Segretario della Città Metropolitana Ignazio Baglieri e ovviamente presentata al Sindaco Enzo Bianco per l’approvazione ancora nulla è stato fatto, malgrado ulteriori sollecitazioni

Diverse sono infatti le disfunzioni causate da questo paradossale ritardo nell’approvare il PEG provvisorio, come sostiene Dell’Ombra, dipendente della Città Metropolitana: “In assenza di bilancio un Piano Esecutivo di Gestione è assolutamente necessario. Attualmente tutti gli emolumenti per i dipendenti a parte gli stipendi sono stati sospesi, con il rischio di blocco degli uffici, delle attività ma anche di perdita della produttività del 2017”.

“Una situazione rischiosa ed incomprensibile”- prosegue Dell’Ombra- Il PEG è un piano di ripartizione di fondi interni ai vari dirigenti per i servizi dell’ente, che coprono anche le spese accessorie legate al personale. Non si possono fare le missioni o i sopralluoghi ad esempio, stessa cosa per l’edilizia scolastica. La scadenza per la firma era a dicembre, entro il 2017 quindi. Da due mesi questi atti dovevano essere ratificati ma sembrano essere ancora in alto mare. C’è il rischio concreto di perdere 400.000 euro di produttività dello scorso anno per questo incomprensibile ritardo”.

Eppure il segretario Baglieri, sembra che abbia segnalato ed invitato il sindaco affinchè si intervenisse in tempi brevissimi per ovviare al problema dei fondi da incrementare per lo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e da destinare al personale di comparto.

Ma nulla finora è stato fatto, senza una reale motivazione, anche se come sostiene Antonio Dell’Ombra, il tutto si potrebbe in qualche modo ricondurre al caos Pubbliservizi: “Forse curare le sacche sempre più ampie degli indignati ricattabili perchè privi di un contratto a tempo indeterminato (Pubbliservizi) è politicamente più vantaggioso che salvaguardare e garantire chi ha un posto fisso, danneggiando però di conseguenza i cittadini e la collettività, con l’impossibilità di svolgere i servizi”.

Una vicenda quantomeno bizzarra, ma anche incomprensibile, che non consente di capire come mai si continui a temporeggiare su un atto evidentemente essenziale per lo svolgimento delle attività della Città Metropolitana, già da tempo in difficoltà finanziaria, e sottoposta a commissariamento dopo il decreto dell’ex Presidente Rosario Crocetta.

Atto, quello dell’ex governatore siciliano che aveva destituito i sindaci metropolitani, poi rimessi in sella dalla sentenza del TAR Palermo, che aveva ribaltato nuovamente la situazione, che adesso risulta essere molto simile a quella precedente all’insediamento del commissario Salvo Cocina.