“L’ordinanza del Tar produce la sospensione della nomina commissariale, reintegrando Bianco quale sindaco della Città metropolitana, ma io resto come commissario del Consiglio Metropolitano. Bianco sarà il sindaco e io il commissario. Ma non farò ricorso contro la decisione del Tar. Se vorrà, potrà farlo il presidente della Regione Nello Musumeci”. A parlare è Salvo Cocina, il commissario della Città metropolitana che l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta aveva nominato con un decreto a fine legislatura, il 18 ottobre scorso, al posto del sindaco metropolitano Enzo Bianco. Così Bianco, salvo ulteriori interventi, per decisione del Tar torna alla Città Metropolitana. 

Tra i due, l’ex sindaco di nuovo sindaco Bianco e il commissario Cocina, è arcinoto, non corre buon sangue. Cocina fu mandato via da Bianco dalla guida della direzione Ecologia e Ambiente del Comune qualche anno fa. Alla luce di quest’ultima vicenda, la convivenza rischia di diventare grottesca, con i due “nemici” che si ritrovano a dover condividere quantomeno la sede di lavoro di via Nuovaluce oltre che il governo della Città Metropolitana.

A meno che una nuova ordinanza venga a rompere le uova nel paniere, in questo caso emessa dal Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo al quale però Cocina, come afferma a Sudpress, pare non voler ricorrere. Al suo posto però, potrebbe farlo la Regione del neopresidente Nello Musumeci, in queste ore molto indaffarato con la composizione della Giunta regionale che lo affiancherà nel governo della Sicilia per i prossimi cinque anni.

Per adesso, dunque, nulla è dato sapere. Musumeci deciderà prima o poi, forse già nelle prossime ore.

Intanto i due coinquilini Bianco e Cocina., anche volendo, non potrebbero neanche entrare all’interno del Palazzo di via Nuovaluce a causa della protesta ad oltranza proclamata dai lavoratori della Pubbliservizi. Da ieri decine di persone hanno letteralmente occupato il Palazzo e un pezzo di via Nuovaluce, chiudendo i cancelli e impedendo l’accesso a chiunque, dipendenti e dirigenti dell’ente provinciale in primis. Ma di questo ci occupiamo in un altro articolo.