Era il 30 marzo 2018, e con questo articolo esponevamo le problematiche riscontrate dai lavoratori addetti al servizio di sorveglianza e assistenza presso gli asili comunali. È passato quasi un anno, ma nulla è davvero cambiato. Sembra quasi il giorno della marmotta: ritardi nei pagamenti, risposte vaghe e stiracchiate da chi invece avrebbe il dovere di essere esaustivo, insistita minimizzazione del problema da parte delle cooperative; insomma tutto va sempre secondo il solito triste copione. Cosa bisogna fare per porre fine a questa ingiustizia?

Lo sappiamo, il nostro comune è in un dissesto finanziario senza precedenti, e se i problemi si verificavano anche “a tempi i paci” figuriamoci adesso. Ma tutto questo non è una giustificazione valida, e quindi decidiamo di ritornare sull’argomento. E non lo facciamo solo perchè, per nostra stessa natura, non riusciamo a rassegnarci alle ingiustizie, ma anche e soprattutto perchè è giusto.

I lavoratori addetti al servizio di sorveglianza e assistenza delle scuole dell’infanzia del Comune di Catania non ricevono lo stipendio a partire dal mese di novembre 2018, e qualcuno dovrà pur essere responsabile di questa situazione, ma chi esattamente?

Sebastiano Patanè, uno tra i circa venti impiegati che si trova in questa situazione, ci spiega che in realtà i fondi destinati a loro sono Ministeriali e vincolati, quindi dovrebbero essere indipendenti dalle casse comunali, e del tutto “immuni” dalle conseguenze del dissesto.

E allora come è possibile che non percepiscano lo stipendio, quando invece paradossalmente i dipendenti comunali lo ricevono nonostante la situazione disastrosa delle casse della nostra Città? Non li citiamo certo per portargli sfortuna, ma sicuramente qualcosa non quadra.

Probabilmente la ragione è che i lavoratori degli Asili comunali fanno anche parte delle Cooperative Delfino, Fenice ed Esperia, che ricevono fondi dal comune! Quindi è per questo che il TFR dell’anno 2017/2018 non è ancora stato inoltrato ai dipendenti…

“Eravamo intenzionati a proclamare uno sciopero, ma le cooperative hanno fissato un riunione per giorno 14 marzo, e quindi aspetteremo. Quasi sicuramente è uno stratagemma da parte loro per cercare di allungare i tempi, ma per il momento la nostra scelta è questa” dichiara Sebastiano Patanè, che conclude dicendo:

” Le nostre cooperative Delfino, Fenice ed Esperia non ci danno notizie in merito, e siamo veramente stanchi di questo silenzio. Continuiamo a prestare servizio a nostre spese per non lasciare soli i genitori ma soprattutto i bambini, ma non è una situazione degna e sostenibile. Perchè dobbiamo continuare a subire questo scempio?”