Dopo l’articolo di Sudpress sulle spese della Direzione Generale, invece di garantire la massima trasparenza, reagisce avviando procedimenti disciplinari contro i dipendenti. Ed incarica dell’indagine proprio il Direttore Generale Federico Portoghese che quelle spese ha disposto

E’ un momento doloroso per l’Ateneo di Catania, con un succedersi di eventi che non ha precedenti nella sua storia pluri secolare.

Feroci scontri al vertice ed un’intera comunità accademica ormai attonita e confusa. 

L’Università è un ente pubblico che, per potere gestito e risorse economiche utilizzate, supera di gran lunga qualsiasi ente locale.

Centinaia di milioni di euro, migliaia di dipendenti, migliaia di studenti, migliaia di incarichi, un patrimonio immobiliare imponente e probabilmente sovradimensionato.

Una nostra inchiesta ha rivelato, pubblicando alcuni documenti in originale, che l’amministrazione universitaria utilizza spesso il sistema dell’affidamento diretto per effettuare lavori da centinaia di migliaia di euro per di più alquanto discutibili in ordine alla loro effettiva urgenza, opportunità e congruità.

A confermare la necessità di mantenere costante il controllo della Pubblica Opinione su come vengono gestite le enormi risorse dell’Università, una nota dell‘Ufficio Legale che segnala ai Revisori dei conti anomali frazionamenti di lavori, facendo intendere che in tal modo si rischi di aggirare la legge che impedisce affidamenti diretti o cottimi fiduciari.

Abbiamo quindi sollevato la questione, pensando che l’Amministrazione spiegasse con la massima chiarezza la correttezza delle procedure adottate e, soprattutto, mettesse a disposizione nella sezione dedicata alla Trasparenza tutte le informazioni necessarie.

In realtà, le pagine “Amministrazione Trasparente” dell’Ateneo sono alquanto disomogenee ed incomplete, con molti dati non aggiornati e la sezione degli Appalti e Contratti riporta i documenti solo per estratto.

L’articolo di SUDPRESS poteva essere un’occasione per fare chiarezza, ma il Rettore Giacomo Pignataro ha deciso in altro modo.

Ha scelto di ordinare allo stesso Direttore Generale (che ha disposto le spese citate da Sudpress), Federico Portoghese, di svolgere un’immediata indagine per individuare e colpire i responsabili della diffusione di quelle disposizioni di spesa.

Reazione singolare, molto singolare . 

La disposizione del Rettore, emanata il 6 marzo, con oggetto “segreto d’ufficio e riservatezza documenti amministrativi”,  è indirizzata al direttore Portoghese, che dovrà eseguirla, e per conoscenza a tutti i dirigenti e a tutto il personale tecnico ed amministrativo, che in questo modo diventano tutti quanti indistintamente oggetto di un ordine che difficilmente potrebbe non considerarsi intimidatorio, mentre dovrebbe attendersi un encomio per chiunque contribuisca a rendere più trasparenti atti che, evidentemente, qualcuno intende mantenere “riservati”.

Ed ecco l’ordine del Magnifico Rettore Giacomo Pignataro che non abbisogna di ulteriori commenti per quanto è chiaro nei suoi obiettivi: 

“Egregio Direttore,

ancora una volta documenti ad esclusiva circolazione interna degli uffici dell’Ateneo risultano disponibili pubblicamente, nella loro interezza. Mi riferisco, in particolare, alla pubblicazione, da ultimo, di alcuni documenti su Sudpress nella giornata del 4 marzo u.s., relativi allo svolgimento di alcuni lavori presso i locali della Direzione Generale.

La prego, pertanto, di voler avviare con immediatezza un’indagine interna al fine dell individuazione dei responsabili della diffusione di questi documenti all’esterno dell’Ateneo e dell’adozione dei conseguenti provvedimenti disciplinari.

Ricordo a tutto il personale che, a norma dell’art. 12, comma 5, del Codice di comportamento, il dipendente osserva il segreto di ufficio e che ogni violazione di tale obbligo è sanzionata disciplinarmente. In particolare, secondo quanto prescrive l’art.28 della legge 241 del 1990, “L’impiegato] non può trasmettere a chi non abbia ne diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalità previste dalle norme sul diritto di accesso”. Ricordo, altresì, che i dirigenti sono responsabili della vigilanza sull’applicazione del Codice di comportamento.”

Firmato Il Rettore Giacomo Pignataro

 

La disposizione del Rettore di avviare indagine anti trasparenza

 

La disposizione del Rettore Pignataro con cui dispone indagine anti trasparenza