Già, qualcosa non quadra con i suoi 35 milioni di debiti e perdite costanti. Si fermano al 2016 gli ultimi dati pubblicati dalla società consortile gestita dal 2012 da Emanuele Zappia, fedelissimo di Raffaele Lombardo. Si, ancora lui, che controlla anche la SIDRA, la presidenza del consiglio comunale di Catania, assessorati e dirigenti regionali e comunali oltre a manager sanitari appena nominati, vedi il cognato Iudica ad Enna, e chissà cos’altro: ma questa è un’altra storia, ci torneremo. Intanto pensiamo al MAAS, dove domani, martedì, alle 9.30, arrivano due ispettori regionali che hanno già richiesto verbali ed estratti conto bancari. E gli esposti arrivano in Procura.

L’ispezione è stata annunciata il 30 novembre e oggetto ufficiale del controllo sarebbero i compensi erogati agli amministratori.

L’iniziativa si intreccia con il deposito in procura di alcuni esposti, che abbiamo ricevuto in redazione, e che denunciano diverse irregolarità, in particolare la presenza di operatori che occupano spazi abusivamente ed alcuni che, chissà perché, non pagano gli oneri previsti: avranno la faccia bella.

Tra l’altro sarebbe anche indisturbata la pratica del subaffitto degli spazi ad operatori commerciali che in questo modo omettono la presentazione della documentazione necessaria per evitare infiltrazioni di varia natura: se fosse vero sarebbe gravissimo.

Ma cos’è il MAAS, Mercato Agroaliementare di Sicilia?

Innanzitutto è un colossale affare, almeno per qualcuno, probabilmente non per la regione Sicilia che ne è socio con oltre il 95% delle quote.

Gli altri 21 soci hanno quote minime di semplice rappresentanza, ma alcuni di forte valenza politica: il comune e la provincia di Catania hanno insieme il 3,5% e la Camera di Commercio lo 0,56%.

Il capitale versato arriva quasi a 25 milioni di euro sul quale pesano decine di milioni di debiti: 25 con le banche per mutuo agevolato con ben 12 milioni di rate scadute e 11 milioni con il colosso delle costruzioni CMC con cui c’è un pesante contenzioso il cui esito negativo potrebbe far saltare tutto in aria.

Ad appesantire la situazione altri 4 milioni di debiti con fornitori e debiti tributari per un altro milione.

Il tutto a fronte di ricavi che arrivano appena a 3,4 milioni di euro annui.

L’idea del grande mercato agroalimentare da far sorgere in contrada Junghetto comincia alla fine degli anni ’90 e dopo varie peripezie vede la sua realizzazione solo nel 2011.

Dal 4 ottobre 2012 a presiederlo è Emanuele Zappia, che fino al 2011  svolgeva la professione di promotore finanziario ed aveva maturato esperienza in diversi enti di formazione, percorso alquanto tipico da queste parti.

È stato rinnovato nell’incarico per altri tre anni il 17 novembre 2015 e quindi è praticamente scaduto da una quindicina di giorni.

In consiglio d’amministrazione siedono anche il rag. Giuseppe Guagliardi e la dr.ssa  Lucia Mancuso Caterinella.

Quest’ultima è stata consigliere di quartiere a Catania tra il 2007 ed il 2013 e, nel 2012 assistente parlamentare alla ARS.

Nel suo curriculum si legge:

Nel Collegio dei Revisori dei Conti siedono il presidente Antonio Tumminello con Maria Teresa Ferlita e Rosario Benigno.

C’è anche un consiglio di vigilanza presieduto dall’avvocato Mario Brancato con componenti Giacoma Taccia e Graziana Spampinato.

Questi i compensi relativi al bilancio 2016:

Sin qui il quadro che, come detto, si ferma al 2016 perché la società, nonostante gli obblighi di legge, non pubblica dati successivi, del bilancio 2017 neanche l’ombra per non parlare dei consuntivi di cui non si ha traccia.

Quindi, martedì 4 dicembre dalle 9.30 comincia questa ispezione, mentre si resta in attesa dell’esito degli esposti in procura presentati da alcuni operatori interni che evidentemente hanno registrato qualcosa che non va nel Mercato Agroalimentare di Catania definito pomposamente “La Porta del Mediterraneo” e che, come tutte le “porte”, andrebbe illuminata un pò di più perché al buio spesso alla fine si sbatte.

Bilancio MAAS 2016

Bilancio MAAS 2015

Bilancio MAAS 2014