Quando si parla di rifiuti in Sicilia è come trasferirsi a Mogadiscio: indagini di tutti i tipi, dalla mafia alla corruzione. A Catania ancora non si riesce ad uscire dai traffici combinati dall’amministrazione Bianco col bando assurdo andato più volte deserto, e che ha consentito sino all’intervento niente meno che della DIA la gestione in proroga ad aziende con amministratori finiti in galera insieme a fedelissimi dell’ex sindaco, con persino l’ex Ragioniere Generale e Capo di Gabinetto del comune interdetto e condannato. Tutto in cavalleria. Ma anche nei comuni più piccoli succedono cose da repubblica delle banane, marce naturalmente. Vediamo cosa sta accadendo a Giarre…

La notizia potrebbe stare tutta in 3 date:

19 febbraio 2018  – 25 luglio 201819 ottobre 2018

In realtà le date cardine di questa vicenda sono molte di più e segnano l’assurdo modo con cui una pubblica amministrazione riesce a gestire, senza che nessuno ne paghi le conseguenze, uno degli appalti più importanti per un ente locale: in questo caso si tratta del comune di Giarre e l’appalto in questione, manco a dirlo, è quello per la gestione dei rifiuti da 23 milioni di euro.

Dall’avvio della procedura, il 17 luglio 2014, ad oggi che è ancora irrisolta, sono passati 4 anni 8 mesi e 29 giorni: bravi a Giarre, davvero.

Chi vuole può leggere la determina della Responsabile Unica del procedimento, l’ing. Rita Leonardi, e può in qualche modo seguirne il tortuoso iter tra aggiudicazioni, ricorsi e sentenze.

In estrema sintesi, la gara milionaria viene aggiudicata il 10 maggio 2016 ad un’associazione temporanea di imprese formata da due aziende, la IGM e la SENESI, quest’ultima parecchio nota alle cronache giudiziarie, dall’operazione “Gorgoni” a quella “Garbage Affaire” che decapitò una parte del vertice gestionale dell’amministrazione Bianco.

Fatta l’aggiudicazione, partono gli immancabili ricorsi delle altre aziende partecipanti alla gara che ottengono in un primo momento ragione per cui l’appalto viene affidato, nelle more della definizione giudiziaria, alla catanese Dusty che tutt’oggi svolge il servizio.

Tutto questo avveniva nell’agosto 2016.

La svolta definitiva, almeno in linea di principio e diritto, si compie il 19 febbraio 2018, quando il CGA emana l’agognata sentenza che decide in via definitiva di aggiudicare l’appalto all’originaria vincitrice, la IGM-SENESI.

“Alleluia, risolto” si saranno detti i cittadini di Giarre che già tra dissesti e contro dissesti non ci capiscono molto di quello che succede nel loro municipio, ma anche stavolta manco per niente.

Il comune di Giarre non è esattamente una metropoli con centinaia di uffici, ci sono appena 27 mila abitanti ed è probabile che tutti i dipendenti si conoscano personalmente, di sicuro i dirigenti.

Quindi si deve presumere che se accade un fatto importante come una sentenza su un appalto milionario bloccato da anni, quanto meno se ne mormori tra i corridoi.

E invece che succede?

Esce dopo anni di tribolazioni una sentenza definitiva  sull’appalto più importante per il comune, addirittura da 23 milioni, e l’Avvocatura comunale retta dall’avvocato Giuseppe Panebianco ci mette la bellezza di 5 mesi e 5 giorni per informarne la dirigente del servizio competente e RUP dell’appalto, l’ing. Rita Leonardi che naturalmente di suo non se ne era accorta che la sentenza era stata pubblicata.

5 mesi e 5 giorni per portare una carta da un ufficio ad un altro!

Davvero strano, in genere, e capita anche a noi, quando si attende una sentenza di particolare importanza si monitora il sito della Giustizia Amministrativa costantemente, ottenendone notizia praticamente in tempo reale: per l’amministrazione comunale di Giarre evidentemente 23 milioni di euro e l’essenziale servizio rifiuti non meritano questa solerzia. Anzi.

E infatti, che fa il RUP ing. Leonardi dopo aver ricevuto con oltre 5 mesi di ritardo l’importante notifica?

Si sarà messa a correre per adempiervi, si potrebbe pensare.

E invece pensa bene di far passare altri 2 mesi e 26 giorni, quindi quasi altri 3, per prenderne semplicemente atto.

Esatto: dopo ben 8 mesi ed 1 giorno dalla sentenza definitiva che vedrebbe assegnato finalmente un appalto da 23 milioni di euro, il comune di Giarre si limita a prenderne atto.

E tanto ne prende atto che alla data odierna, 12 aprile 2019, non fa assolutamente nulla, lasciando tutto in una condizione di assoluta incertezza.

Le ripercussioni sono pesanti, con gravi conseguenze sullo stesso sistema di gestione che in questo modo non consente gli investimenti necessari per renderlo più efficiente, a partire dai centri di raccolta per la differenziata che così resta gravemente compromessa.

Ora, possibile che nessuna delle autorità competenti sia in grado di accertare come mai per passare una carta così importante da un ufficio all’altro del comune di Giarre ci vogliono più di cinque mesi e altri 3 per prenderne atto?

E che a distanza di oltre 8 mesi da una sentenza definitiva così importante ancora non viene eseguita…

Ma perché?

Ci sarà un motivo, e se c’è è probabile che sia molto grave.