Salvatore Romano, presidente della I Municipalità: “Si pensa ad un’azione volta  ad assegnare alle associazioni le strutture abbandonate del Comune, non solo il Midulla”. Le associazioni avevano provato in passato a chiedere al Comune l’assegnazione del sito, ma di fatto nulla accadde

L’occupazione del Midulla è arrivata fino al Comune ed è stata oggetto di un incontro svoltosi tra il presidente Salvatore Romano e i consiglieri della I Municipalità del Comune di Catania. L’amministrazione comunale era assente.

Abusivismo, illegalità e bandi: questi sono i concetti su cui è stato incentrato  l’incontro durante il quale da parte della I Municipalità è stata messa in discussione l’azione dei cittadini. La riapertura del Midulla è stata identificata come atto di abusivismo e si è posto l’accento sulla necessità di renderla legale.

La I Municipalità ha rivolto una richiesta per eventuali provvedimenti, al sindaco e ai vigili urbani, ai fini di non deteriorare il patrimonio immobile del Comune. “ Il mio ruolo – afferma il presidente della circoscrizione – è quello di scrivere agli organi competenti ed informarli della situazione perché altrimenti chiunque si potrebbe appropriare di uno spazio vuoto”.

Intanto, nonostante alcuni pareri espressi contro la riapertura del Midulla considerandolo un atto poco civile, la stessa municipalità avrebbe espresso la volontà di un’azione volta ad assegnare tutte le strutture abbandonate del Comune, non solo il Midulla, alle associazioni in maniera legale.
Le associazioni potrebbero partecipare  a dei bandi e poi sarà il Comune a fare delle graduatorie e assegnare l’immobile – continua il presidente Romano -. Il Capo di Gabinetto mi ha riferito che il sindaco ha mandato l’assessore alla cultura Orazio Licandro per verificare la situazione. Licandro ha riferito che l’amministrazione comunale sta provvedendo a tutto questo. A breve si organizzerà un tavolo tecnico per discutere della situazione, riassegnare l’immobile e cambiare la destinazione d’uso”.

Si pensa a una struttura a costo zero, ma le spese della luce dovranno essere a carico dell’associazione in questione.

“Un’azione importante che possiamo fare come circoscrizione – afferma il consigliere Davide Ruffino – è fare in modo che questo spazio venga assegnato a persone e farlo rivivere”.

Viene posto l’accento sulla modalità d’azione dei cittadini che, a parere della I Municipalità dovrebbero fare una convenzione con il Comune per l’affidamento, fino a quando l’immobile non verrà masso in sesto, a livello di impianti, e per questo non si sa quanto tempo ci vorrà per una mancanza di fondi da destinare al sito.

Tuttavia, Daniele Cavallaro, uno dei cittadini attivi che hanno contribuito a riaprire le porte del Midulla ha spiegato che negli ultimi anni, varie associazioni come La Città Invisibile, Arci Catania e Gammazita avevano provato a interfacciarsi con il Comune e chiedere l’affidamento del sito, ma di fatto nulla accadde, gli anni passarono e il sito restò chiuso e vandalizzato.

Sorge spontaneo domandarsi: possibile che in cinque anni non si è mai pensato a riassegnare l’immobile per non lasciarlo chiuso e vandalizzato?

Che l’occupazione del Midulla sia stata un po’ una forzatura non lo negano neanche i cittadini, ma è anche vero che se non l’avessero fatto il sito continuerebbe a riversare nel degrado e nel silenzio delle istituzioni.

Si è parlato di bandi e di riassegnazioni ma, data la situazione, occorre fare una riflessione.
A Catania ci sono tanti immobili abbandonati da diverso tempo, possibile che doveva servire l’occupazione del Midulla per far nascere anche solo l’idea di creare dei bandi comunali e assegnare questi siti alle associazioni dando anche, perché no, la possibilità di un’occupazione ai giovani?
Dovrebbe essere una cosa semplice e scontata ma a quanto pare non lo è.
Non ci resta che aspettare come volgerà la situazione del Midulla nella speranza che questi bandi, anche per gli altri immobili abbandonati, escano davvero.