Matteo Iannitti di Catania Bene Comune, in un lungo post appena pubblicato sul sito del movimento, svela il nome del nuovo direttore del giornale comunale. Come anticipato da SUD Press il bando di assegnazione presentava già alcune stranezze proprio sulle modalità di scelta del direttore responsabile

Come annunciava qualche settimana fa SUD Press il mistero del direttore del nuovo giornale edito dall’amministrazione della città di Catania, inizia il 3 febbraio 2014, quando “quasi per incanto arriva una mail all’indirizzo del comune di Catania. E’ protocollata con il numero 39004 ed il mittente è la Lime Edizioni srl di Milano. La Lime Edizioni srl è una piccola società a responsabilità limitata con un capitale di appena 10.000 euro, che edita già diversi giornali comunali. Si tratta di una ditta praticamente familiare, soci al 50% (5.000 euro di capitale ciascuno) Luca e Chiara Musoni, amministratore unico Pierangelo Musoni”. 

Nel bando era possibile leggere che “l’amministrazione comunale intende rendere un servizio di comunicazione istituzionale” e che “il giornale pubblicherà, oltre che le notizie inerenti l’attività amministrativa comunale, tutte le altre notizie di interesse collettivo rappresentando, quindi, anche un valido strumento di diffusione degli sviluppi e dei contenuti del territorio della città di Catania”. 

“La testata – ed è qui il punto saliente – sarà registrata a nome dell’Amministrazione che ne individuerà il titolo e ne nominerà il Direttore Responsabile”.

“Al bando si presenta una sola azienda – afferma oggi Matteo Iannitti – la Lime Edizioni, con sede a Milano, che vede aggiudicarsi l’offerta di sponsorizzazione. Qui il verbale. Il 23 ottobre 2015 il Capo di Gabinetto del Sindaco emana un Provvedimento Dirigenziale (qui) con il quale impegna gli uffici a pagare i 160euro utili alla registrazione della testata giornalistica. Ma come già evidenziato dal quotidiano Sudpress, nello stesso atto, il Capo di Gabinetto cita una nota della Lime Edizioni con la quale l’azienda comunica al Comune di aver nominato il Direttore Responsabile della testata, infrangendo così il Bando, che prevedeva che fosse prerogativa del Comune la nomina del Direttore, e compromettendo la validità dell’aggiudicazione”.

“Un pasticcio mai giustificato dalla Lime Edizioni – continua Iannitti – che ha sempre informato il pubblico del fatto che tale azienda non si occupa della redazione del giornale ma solo della sua impaginazione, distribuzione e ricerca della pubblicità. La scelta editoriale spetta sempre all’amministrazione comunale”.

“Infatti in tutti gli altri comuni in cui la Lime Edizioni ha l’appalto per la realizzazione del giornale comunale, il Direttore Responsabile è, qualora ne abbia il titolo, il capo dell’Amministrazione, oppure, in tutti gli altri casi, il capo dell’Ufficio Stampa comunale”.

Un pasticcio probabilmente dovuto al fatto che il nome del Direttore responsabile del giornale comunale è quello di Giovanni Iozzia, come ci è stato confermato dai vertici dell’Ufficio di Gabinetto del Comune di Catania la mattina del 14 novembre. Scelto, visto il bando, illegittimamente dalla Lime Edizioni dopo consultazione con l’amministrazione comunale”.

“Giovanni Iozzia infatti risulta essere già un dipendente privato di Enzo Bianco, pagato dall’Avvocato Enzo Bianco in maniera del tutto autonoma dall’amministrazione comunale. Per il Sindaco, Iozzia svolge il ruolo di portavoce personale. Tali informazioni sono state rese pubbliche sulla stampa e in Consiglio Comunale dall’Assessore D’Agata dopo le richieste circa il ruolo di Iozzia al Comune”.

“Inoltre proprio su Iozzia si è innescata una piccola bufera quando il Presidente della società di trasporti comunale, Lungaro, dichiarò ufficialmente in Commissione Consiliare, prima dell’apertura delle buste, che Iozzia avrebbe vinto il bando per addetto stampa dell’Azienda Metropolitana Trasporti. Bando ritirato proprio in seguito alle polemiche e alle accuse all’AMT di avere pilotato il bando per assumere un dipendente privato del Sindaco”.

“Una vicenda, quella del rapporto di lavoro privato tra Iozzia e Bianco, che fa tornare nella mente della città, con le dovute differenze, gli abusi del Sindaco Scapagnini, condannato per abuso d’ufficio per aver dato una consulenza a tale Carmelo Guglielmino, legato all’allora Primo Cittadino da “cointeressenze d’affari” in quanto autista della moglie del Sindaco”.

“Sarebbe importante discutere oggi dell’opportunità o meno di un giornale cartaceo comunale, edito dall’Amministrazione. Su questo è fondato il rischio che esso venga utilizzato più che come strumento di informazione per il cittadino, come strumento di propaganda della parte politica che governa la città. Soprattutto alla luce del fatto che il Sindaco, (meno alcuni suoi assessori), considera la macchina amministrativa come un apparato privato, da gestire ademocraticamente a uso e consumo della sua immagine.”

“Sarebbe anche importante comprendere quanto un giornale comunale, i cui profitti di pubblicità sono gestiti da una società privata milanese, possa incidere sul mercato della pubblicità cittadina in concorrenza con la stampa indipendente locale, già in grave crisi economica.Tuttavia l’utilizzo disinvolsto delle nomine in incarichi pubblici mette nell’ombra tutto il resto e rappresenta un fatto gravissimo che Catania non può sopportare”.

Catania Bene Comune chiede infine “l’immediata revoca del contratto di sponsorizzazione con Lime Edizioni e l’emanazione, qualora si voglia confermare la scelta politica, di un nuovo bando per il giornale comunale. Chiede inoltre al Sindaco di chiarire subito alla città il fatto che un suo dipendente privato venga nominato tramite l’ente come direttore del giornale comunale”.

“Chiediamo infine – conclude il comunicato di Catania Bene Comune – all’Ufficio Stampa del Comune e al capo di Gabinetto di informare la città circa l’iter di pubblicazione del giornale, rendendo pubblico, qualora fosse già stampato il primo numero, il “visto si stampi” firmato dall’Ufficio, senza il quale il giornale non potrebbe essere pubblicato”.