Mentre in tutte le città del mondo decine di migliaia di giovani ne affollavano i centri storici per protestare contro l’inerzia degli adulti nei confronti dello sfacelo ambientale, a Catania poche centinaia hanno partecipato ad un corteo che si è presto sfaldato, per di più ammorbato da interventi dei sostenitori delle “scie chimiche” e “No vax”. Ma a Catania Greta dov’è?

A documentare un fallimento che non avremmo voluto raccontare, i redattori del nostro youngmagazine SudLife che, a dire il vero, avevano forse un pò ingenuamente confidato un pò troppo nella riuscita della quota catanese della protesta mondiale del 15 marzo per l’ambiente.

Noi più “vecchi” li avevamo avvertiti appena abbiamo capito chi stava mettendo il cappello sull’evento: i soliti inconcludenti; sarà un flop.

È stata quasi una scommessa, che speravamo di perdere ma che abbiamo tristemente vinto.

Anche noi per un attimo ci siamo illusi che potesse esserci un anelito di vita anche a Catania, del resto sono stati proprio i nostri giovani redattori a “scovare” il fenomeno Greta Thunberg quando ancora nessuno ne parlava e adesso è diventata il simbolo mondiale di giovani consapevoli e combattivi, ovunque tranne che a Catania.

Secondo dati, gli unici attendibili, della questura di Catania il massimo assembramento non avrebbe superato le 500 unità.

Ed è questo uno dei grandi drammi di questa città: manca completamente una vera opposizione antagonista a quel sistema che sta distruggendo, con il pianeta, anche ogni spazio di civiltà della nostra piccola comunità, che poi è quella che ci interessa di più in quanto ci viviamo e, molto probabilmente, ci moriremo: di inedia.

Resta, e la ricordiamo spesso, l’onta delle ultime elezioni amministrative in cui nessuna delle forze di opposizione è riuscita a presentare una lista: solo chiacchiere.

Speravamo che almeno stavolta, sull’onda dell’entusiasmo mondiale anche mediatico,  le strade del nostro depresso centro barocco fossero invase dai nostri giovani, magari anche urlanti e festanti, che ci chiamassero a responsabilità, che ci accusassero per avere in pochi decenni distrutto un pianeta che ha resistito millenni alla famelicità dell’uomo cannibale. Avremmo preferito vederne i colori, i canti, le danze: come in molte altre città.

A Catania, niente: una triste calia generale che si è trascinata per pochi minuti e altrettanti metri per poi tornare alle proprie faccende.

C’è proprio molto da fare per ripartire con un minimo di coscienza civile in questa città.

Il problema è: perché a Catania non c’è una Greta?