Stanno accadendo fatti enormi nella devastata Catania: importanti indagini giudiziarie, quelle che riguardano l’università come gli anni scorsi dell’amministrazione comunale, stanno scardinando un intero establishment di potere responsabile diretto dell’insopportabile degrado raggiunto dalla città. Eppure sembra calato un silenzio innaturale. Nessuno prende posizione, quasi a temere di ritrovarsi dalla parte sbagliata perché l’importante è rimanere in sella. Il problema è che la sella non c’è più e forse neanche il cavallo. È il momento di esprimersi, di farsi avanti, di assumere la responsabilità della scelta da che parte stare. Sostenere che “si è fatto sempre così”, che è normale il modo banditesco con cui le maggiori istituzioni di questa città sono state gestite in questi anni, non è semplice qualunquismo ma colpevole complicità. La domanda è: “Si sta dalla parte di chi pensa che “così fan tutti” oppure è arrivato il momento di finirla perché si è proprio esagerato?” Quindi proviamo ad ascoltare chi ha voglia di dire qualcosa…