Il comune di Catania ha comunicato che a causa del dissesto e conseguente crisi di liquidità, si trova costretto a sospendere alcuni servizi destinati alle fasce più deboli della comunità. È un dramma per centinaia di famiglie di disabili e migliaia di operatori del settore. Ma il vero problema lo avevamo posto in tempi non sospetti: si tratta di un sistema che svolge servizi essenziali e non è pensabile sospenderli, ma va completamente ridefinito perché troppe sono state, e sono, le speculazioni ed i clientelismi.

Che il dissesto avrebbe comportato pesanti sofferenze lo abbiamo scritto tante volte, molti però sembrano dimenticare che la crisi odierna non ne è la causa ma solo la conseguenza di anni e anni di gestione folle e probabilmente anche criminale della Cosa Pubblica catanese.

Oggi uno dei nodi che viene al pettine riguarda il delicatissimo settore dei Servizi Sociali, una delle voci di spesa più importanti di un bilancio comunale.

È un settore che si occupa, tra l’altro, del ricovero anziani e disabili psichici nelle case di riposo, nelle case protette e nelle comunità alloggio di Catania, nonché dei servizi di trasporto e di assistenza alla comunicazione per i ragazzi con disabilità che frequentano gli istituti riabilitativi e le scuole.

Vi operano decine di aziende, spesso sotto forma di cooperativa ma in realtà vere e proprie holding a controllo padronale, che in questi anni hanno beneficiato di condizioni contrattuali che non hanno eguali ed hanno così approfittato di “favorevoli condizioni politico-amministrative” per lucrare risorse esagerate.

Adesso che la festa è finita, il dramma ricade su lavoratori e utenti: come sempre.

“Proprietari” e “Manager” di molte di queste “organizzazioni e cooperative” continuano invece a girare con auto di lusso per ritirarsi spesso nelle loro ville con piscina: la sofferenza per chi si trova al vertice è sempre più confortevole!

Quindi, in via preliminare, occorre denunciare che questo genere di servizi non può essere compresso e chi ne ha bisogno, proprio perché si tratta delle famiglie maggiormente bisognose di assistenza, deve poter continuare ad usufruirne: quindi Stato e Regione devono intervenire immediatamente per garantire le risorse necessarie.

Invece di continuare a fare i cretini perdendo tempo con l’assurda vicenda del sottosegretario-bancarottiere, impegnino il Consiglio dei Ministri per trovare una soluzione immediata: ci hanno già fatto perdere 10 mesi senza concludere nulla dopo le mille promesse.

E non dicano “dopo le elezioni” come ha già fatto qualche altro imbecille in altre patetiche vertenze: la soluzione occorre adesso.

Detto questo però, deve trovarsi l’occasione per ridefinire un metodo di gestione che negli anni è stato un pozzo senza fondo ed una delle cause dell’attuale dissesto.

Abbiamo denunciato nel recente passato l’anomalia dei contratti “vuoto per pieno” per cui il comune pagava, e paga, cifre incredibili a fronte di servizi inesistenti: ci torneremo nei prossimi giorni analizzandoli uno per uno.

In pratica l’amministrazione paga, spesso senza alcuna procedura selettiva e senza capire a che titolo viene effettuata la scelta degli affidatari, sulla base dei posti assegnati alla struttura, a prescinde se vengono utilizzati o meno: una follia.

Di recente la testata si è occupata della vicenda di alcune famiglie “ospitate” in B&B a costi per il comune che la casa gli si sarebbe potuta comprare.

Anomalia che, come abbiamo visto, ha dato nel tempo adito a diversi contenziosi con anche clamorose “transazioni” senza che nessuno abbia mostrato la capacità, e probabilmente la volontà, di mettere ordine a questo disastro.

Esagerato il caso della “convenzione” con la struttura Mary Poppins che l’allora sindaco Stancanelli, forse l’unica cosa buona fatta, era riuscito a scardinare e che il successore Bianco ha poi molto inspiegabilmente ripristinato.

I meccanismi li abbiamo più volte spiegati, basta andare a rileggere alcuni degli articoli che riproponiamo in calce.

Se si riuscisse a fare davvero i conti di tutti i soldi sprecati in questo settore, avremmo potuto vantare i servizi più avanzati al mondo!

È ora di mettere un punto.

In conclusione: si trovi il modo, e devono farlo la regione retta dal presidente Nello Musumeci ed il governo centrale retto dalla strana coppia Di Maio-Salvini, di reperire immediatamente le risorse evitando inutili ed immorali sofferenze a chi ne ha bisogno.

Ma si ponga fine a questo scandalo: SI REVOCHINO TUTTE LE CONVENZIONI e si proceda ad una gestione più sana, efficiente ed onesta di servizi essenziali che non possono continuare ad approfittare di continue emergenze provocate ad arte.

Perché c’è troppa gente che soffre davvero!