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Catania, partecipate nel caos, verso la revoca delle nomine

La notizia dell’avvio dell’indagine penale sul giro di nomine deciso dal sindaco Bianco lo scorso settembre ha generato fibrillazione a palazzo: ci sarebbero note riservate dell’avvocatura comunale e del Collegio di Difesa che inviterebbero ad una revoca in autotutela delle nomine. L’assessore Girlando ubiquo: presente contemporaneamente a due assemblee!

Sono diversi gli aspetti delicati che ruotano attorno alla vicenda delle nomine dei consigli di amministrazione delle società partecipate dal comune di Catania.

Intanto la data, esattamente il giorno prima che entrasse in vigore la cosiddetta “riforma Madia” che, in ossequio a principi di economicità, imponeva la sostituzione di un amministratore unico al posto dei più numerosi e costosi CdA. 

Certo, questa disposizione limita di fatto la facoltà per chi detiene i poteri di nomina di distribuire poltrone e prebende, così da puntellare maggioranze sempre più traballanti e per di più in previsione di una girandola di appuntamenti elettorali di vitale importanza.

Il comune di Catania ha così deciso, il 22 settembre del 2016, di procedere alla sostituzione dei vertici di quasi tutte le più importanti partecipate: AMT, Multiservizi, Sidra, ASEC e ASEC Trade.

Abbiamo già anticipato che su questo repentino colpo di mano, anche a seguito di alcune denunce presentate da consiglieri di opposizione ed associazioni di consumatori, la procura di Catania ha deciso di aprire un’indagine conoscitiva ed ha già ascoltato alcune persone informate dei fatti per comprendere, in via preliminare, quale sia stato l’iter seguito per queste nomine.

Tra i documenti essenziali dai quali partire per ricostruire la vicenda, vi sono i verbali delle vare assemblee dei soci.

Sudpress è riuscita per il momento a visionare quelli delle sedute di AMT e Multiservizi.

A rappresentare il socio unico comune di Catania, su delega del sindaco Enzo Bianco, è lìallora assessore al bilancio avvocato Giuseppe Girlando, che di li a poco si sarebbe poi dimesso.

Dalla loro lettura emerge come la designazione dei nuovi amministratori non sia suffragata da nessuna motivazione e non si faccia riferimento nemmeno al deposito ed alla relativa valutazione dei curricula dei nominati, che sembrano così spuntare quasi per incanto: pare che la procura intenda accertare quale ne sia la fonte e per quali reali motivi, atteso che in capo ad alcuni vi sarebbero forti perplessità persino in ordine al possesso dei requisiti

Si tratta di incarichi particolarmente importanti sotto il profilo delle indennità, circa 30 mila euro l’anno, oltre che per la gestione di migliaia di dipendenti, servizi essenziali e milioni di affari.

Un altro aspetto altrettanto interessante attiene alla regolarità formale delle assemblee dei soci che hanno deliberato queste nomine.

Il verbale della Multiservizi attesta che la seduta si è aperta, presso Palazzo Chierici, alle ore 10.00 del 22 settembre 2016 e chiusa, presente l’avvocato Girlando, alle ore 11.

Il verbale dell’AMT, senza specificare quando ha inizio né dove, attesta che la seduta si è chiusa alle ore 10.15.

Pertanto, almeno alle 10.15, il delegato del sindaco Bianco assessore Girlando presenziava e deliberava contemporaneamente alle due assemlbee di AMT e Multiservizi.

Uno dei due verbali è quantomeno “irregolare” se non clamorosamente falso.

Stranezze, che insieme alle dettagliate notizie di stampa subito diffuse circa le appartenenze politiche alla base delle nomine, hanno allertato la procura, con conseguente preoccupazione degli uffici comunali.

Alla diffusione della notizia dell’indagine, a Palazzo degli Elefanti si è infatti intensificata l’attività dell’Avvocatura comunale e del Collegio di Difesa, ai quali sembra sia stato richiesto un parere riservato.

L’orientamento dei due uffici pare essere alquanto negativo, giungendo alla determinazione che sarebbe opportuno procedere rapidamente alla revoca in autotutela delle delibere di nomina per evitare di consolidare ulteriori danni, atteso che i fascicoli aperti sulla gestione comunale cominciano ad occupare sempre più spazio nei già oberati uffici della procura, a partire dalla querelle sull’AMT in liquidazione ed i 42 milioni scomparsi di cui non si è più saputo niente.

Un’eventuale decisione di revoca delle nomine comporterebbe tra l’altro l’obbligo di nominare un solo amministratore unico al posto dei più numerosi e costosi CdA, con ciò restringendo notevolmente lo spazio di “manovra politica” e determinando un nuovo scossone al già precario equilibrio politico che regge l’amministrazione Bianco.

Occorrerà probabilmente attendere la metà della settimana prossima, ad esito referendario acquisito, per comprendere meglio come finirà questo ennesimo pasticcio catanese.

Il verbale dell’Assemblea dei soci dell’AMT del 22 settembre 2016

ll verbale dell’Assemblea dei soci della Multiservizi del 22 settembre 2016

 



7 commenti

  1. Biricchino

    Ma il sindaco Bianco, riguardo alla Pubbliservizi, non parlava di irregolarità nella gestione? Proprio lui parla di irregolarità?
    Niente niente è tutta una montatura perché ha interesse a destituire l’attuale presidente per fare spazio a qualche suo privilegiato?
    Ma possibile che a questo tizio tutto gli è concesso, fa quello che gli pare ed è come se sapesse che, qui a Catania, nessuno mai potrà imputarlo di qualcosa?
    Possibile che nessuno si indigni e fermi cotanta arroganza?

  2. antonio

    Muovendosi in elicottero l’Avv Girlando poteva raggiungere in meno di un quarto d’ora la sede Amt in Via Sant’Euplio partendo dalla Multiservizi che si trova fra Librino e San Giorgio.
    Probabilmente ha fatto proprio così!
    Oppure una delle due assemblee è stata celebrata in videoconferenza e quindi Girlando contemporaneamente deliberava in una e nell’altra.
    Oppure esistono due Avvocati Giuseppe Girlando e quindi si tratta di una semplice omonimia.
    Oppure……………..

  3. Vincenzo

    Egregio dott. Di Rosa, non c’è di peggio di qualcuno che sa leggere e riscontrare nelle carte le anomalie che tendono a legittimare decisioni che nulla hanno a che vedere con i criteri di trasparenza amministrativa nella gestione di Enti, Partecipate, Uffici esecutivi e che sono volti, esclusivamente, ad una gestione clientelare ed ossequiosa degli interessi personali e politici del potente di turno.Spero che il Giudice abbia la stessa acutezza visiva per accertare le “stranezze” da lei evidenziate.
    Un cordiale saluto.

  4. Mario64

    Se la Magistratura si dedica con dedizione alla materia politico-amministrativa, penso che le cose potrebbero cambiare in meglio. E sarebbe un monito per il futuro….. L’Italia, sembra strano, può essere salvata solo dalla Magistratura , con la Sua azione onesta.

    1. Vincenzo

      Il problema è sempre riconducibile alla presenza di uomini, nelle varie Istituzioni, che abbiano la voglia, le competenze, il coraggio di non scendere a compromessi con la loro dignità e moralità.Oggi, più che mai, impera il dio denaro che tutto compra ed inquina. E dove non arriva il dio denaro arrivano le intimidazioni, i ricatti, le sopercherie e, in ultimo, la soppressione fisica. Quanti esempi , in tal senso, abbiamo avuto anche in capo alla Magistratura. Da un lato i carrieristi che ne hanno fatto trampolino per le loro carriere professionali e politiche, ( tutti in ottima salute), dall’altro i martiri che tutti conosciamo. Mi sembra che il conto non torni!!!!!!!!

  5. lino schio

    € 30.000 lordi all’anno?
    I curricula?
    Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere, sciocchezzuole!
    Totò (Antonio de Curtis)

  6. Anonimo

    Ma intanto il Sig. Girlando, nel dubbio o nella consapevolezza, si è già dimesso, così il conteggio per la prescrizione è già iniziato, per questa ed altre (eventuali) ipotesi di reato….

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