Sembra di leggere la lista delle spese di una famiglia: 2 euro di acqua al Lidl, 2 bottiglie di sgrassatore da Alì, 6 lampadine dal cinese e via dicendo. Invece sono le spese quotidiane della partecipata del comune Catania Multiservizi: senza capitolati d’appalto e senza budget stabiliti, o almeno questo è quello che emerge dall’analisi della sezione Amministrazione Trasparente della partecipata catanese.

L’ultimo bando regolarmente espletato e assegnato risale al 20 maggio 2019 e riguarda il disbrigo di pratiche automobilistiche di perdita di possesso di veicoli, 20 per la precisione. Ma si tratta di una procedura con affidamento diretto, come il resto dei bandi di gara registrati sulla piattaforma della Amministrazione Trasparente e molte delle procedure non risultano neanche concluse.

Così, nonostante la Catania Multiservizi acquisti un numero considerevole di pezzi di ricambio per gli automezzi, o materiale elettrico o, ancora, materiale per la detergenza, nessuna gara è stata mai bandita per definire fornitori unici alla partecipata catanese in modo da ottenere risparmi su acquisti programmati.

È così che gli acquisti della partecipata comunale avvengono al bisogno, anche un pezzo alla volta e – almeno apparentemente – nel punto vendita più vicino senza che sia stata fatta una comparazione dei prezzi per assicurare alla Catania Multiservizi un acquisto a prezzo vantaggioso.

E il problema non è solo nella forma, ma anche nella sostanza: come si fa a controllare quanto si spende se non si ha un budget o una soglia imposta da un bando con le somme correttamente inserite a bilancio?

La pagina con gli impegni di spesa assomiglia al resoconto delle spese di una famiglia: come quando a fine giornata la moglie mette insieme gli scontrini degli acquisti fatti e ne prende nota.

E a ciascuna spesa non corrisponde neanche un documento allegato che ne provi l’autorizzazione con determina ufficiale di un dirigente dell’area economica.

In questo modo, le spese inserite potrebbero essere state fatte da chiunque e non necessariamente a fini aziendali.

L’unica gara per una cifra consistente (39.000 €, che è comunque sotto la soglia che consente l’affidamento diretto) è per la fornitura di detergenti e materiale per il servizio di pulizia, la cui fornitura – leggiamo nel verbale di aggiudicazione – viene affidata alla Bianchi Snc. Nonostante un’offerta segnata come anomala dal sistema MePa, visto il ribasso quasi del 42% rispetto alla base di gara.

Ma nonostante l’aggiudicazione, alla Bianchi Snc nessuno ha fatto acquisti. In amministrazione trasparente infatti non risulta nessuna cifra versata alla ditta. E i detersivi e gli altri prodotti vengono acquistati altrove, anche a due unità di prodotto per volta. Come nel caso di tre rotoloni di carta igienica e di una bottiglia di sapone liquido o  dell’acquisto di due sgrassatori.

Del bilancio 2018 poi nessuna traccia. Ultima notizia di bilancio risale al 21 giugno 2018 ma si tratta del bilancio consuntivo 2017 che riporta una perdita – tra l’altro – di 171.000 euro.
Dei bilanci di previsione nessuna traccia. Ma non stupisce.